E’ un lunedì di festa per i mercati finanziari. Dopo settimane di crisi dovute alla preoccupazione per l’escalation militare in Medio Oriente, le prospettive di un accordo tra Usa e Iran (anche se Teheran al momento non conferma) hanno fatto iniziare la settimana col piede giusto alle Borse di tutto l’Occidente. L’inizio della giornata è stato ancora difficile con tonfo dei listini asiatici, ma poi è cambiata la musica: “Accordo con Iran in 15 punti, non avranno mai un’arma nucleare”, ha tuonato ad un certo punto il presidente Donald Trump, che ha anche parlato di riapertura dello Stretto di Hormuz, “con controllo congiunto”. E quindi Milano +0,81%, Parigi +0,79%, Francoforte +1,2%, Londra +0,3%, indice Euro Stoxx 50 -1,2%, Dow Jones +1,2%, Nasdaq Composite Index +1,3%. La possibile tregua in Medio Oriente comporta anche il crollo del petrolio che però è relativo: il Brent rimane sopra i 100 dollari al barile e dall’inizio dell’anno risulta ancora aver guadagnato quasi il 70%, il Wti Crude Oil di New York invece perde oltre il 7% intorno ai 90 dollari al barile (+60% da inizio anno).
Oro sotto i 4.400 dollari, recuperano euro e Bitcoin, si riduce lo spread Btp Bund
Questo clima non aiuta però le commodities rifugio a riprendere fiato: semplicemente oro e argento stanno passando di moda e dunque nonostante l’euforia di questo lunedì l’oro scende sotto i 4.400 dollari l’oncia, cioè il minimo da inizio gennaio. L’argento in realtà guadagna qualcosina oggi, ma rimane sotto i 70 dollari l’oncia che è il valore più basso da prima di Natale. L’atmosfera da Toro invece influisce sul mercato delle valute e spinge tanto l’euro sul dollaro quanto il Bitcoin: quest’ultimo, dopo il saliscendi delle ultime settimane, ritrova quota 70.000 dollari. La moneta europea riporta il cambio col dollaro Usa vicino all’1,16. Sicuramente una seduta come quella di oggi allenta la tensione sui titoli di Stato: lo spread Btp Bund perde un paio di punti percentuali e scende in zona 90 punti base, dopo aver toccato i 104 punti base. Il rendimento del Btp decennale si riduce al 3,93%.
A Piazza Affari tiene banco Telecom (+4,7%) dopo l’offerta di Poste (-6,85%). Bene le banche
A Milano a tenere banco è l’opas lanciata da Poste Italiane su Telecom Italia. L’Ad di Poste Matteo Del Fante ha chiarito che Tim resterà stand alone e che l’operazione si chiuderà entro la fine dell’anno. La reazione del mercato è che Telecom Italia è il miglior titolo del Ftse Mib col 4,7%, mentre proprio Poste cede il 6,85%. Giù anche Eni -3,6% e Leonardo -2,3%, mentre insieme a Tim risorgono le banche: Banco Bpm +3,7%, Bper Banca +3,5%, Unicredit +3,3%, Intesa Sanpaolo +3,1%, Pop Sondrio +3,1%. L’indice principale di Borsa Italiana ritrova oggi i 43.000 punti, anche se nel finale riduce parecchio i guadagni. Come Milano o anche meglio fa il resto d’Europa. A Parigi oltre alle banche riprende quota pure il lusso con Kering che guadagna il 4,7%, mentre sul Dax di Francoforte è ancora grande protagonista Commerzbank +4%, sempre nelle mire della nostra Unicredit.
Parte forte pure Wall Street: sul Nasdaq in evidenza i titoli tech
Inizio di settimana molto buono per i titoli tecnologici statunitensi, sempre sotto osservazione: Nvidia oggi +1,6%, Tesla +3%, Apple +1,4%, Amazon +2,9%, Meta +1,5%, più timide Alphabet e Microsoft mentre Micron perde il 4%.