Babbo Natale è alle porte e i listini europei hanno tirato i remi in barca oggi, dopo i ricchi guadagni del 2025. Ad animare la seduta è stato soprattutto il balzo del PIL Usa del terzo trimestre (+4,3%, contro 3,2% atteso e il 3,8% di novembre), ma è stato preso con le molle dal mercato, perché tra buchi e ritardi si ritiene che lo shutdown ne abbia minato la piena credibilità. La fiducia dei consumatori inoltre è scesa a dicembre (89,1 da 92,9 di novembre) e questo è un rompicapo da risolvere per la Fed e che ha indotto un po’ di volatilità sull’azionario sia in Europa sia a Wall Street che, al momento, si muove comunque positiva.
Così Piazza Affari, alla vigilia del lungo weekend natalizio, chiude piatta (+0,03% a 44.606 punti base), sorretta ancora dai rutilanti titoli della difesa, in particolare oggi Fincantieri +2%, ma zavorrata da qualche presa di beneficio. Francoforte si apprezza dello 0,19%, più o meno come Londra +0,21% e Madrid +0,1%. Parigi perde lo 0,22% e Amsterdam lo 0,1%.
Nuovi record per oro, argento e rame
Intanto, a scanso di sorprese geopolitiche, dati poco affidabili e bolle vaganti dell’IA, gli investitori restano concentrati su oro, argento (e rame) che per l’ennesima volta aggiornano i loro massimi. Per limitarci allo spot gold questo ha toccato quota 4497,82 dollari l’oncia, per poi ridimensionare i guadagni e trattare, al momento, a 4.458,26 dollari.
L’azionario ha comunque ben poco da lamentarsi del 2025, visti i progressi robusti e i livelli record toccati in mattinata dall‘indice paneuropeo STOXX 600. A dare la maggior spinta è stato soprattutto il titolo Novo Nordisk (+9,24% a Copenhagen), dopo che la Food and Drug Administration americana ha approvato Wegovy – trattamento contro l’obesità – in pillole
Sale il rendimento dei Treasury
Il rendimento dei Treasury decennali sale al 4,19%, ai massimi di oltre una settimana e il dollaro riduce le perdite, dopo che la crescita economica a stelle e strisce è risultata così robusta. I trader continuano comunque a prevedere almeno due tagli dei tassi di interesse di 25 punti base nel 2026, secondo dati Lseg e assegnano una probabilità del 15% a una prima riduzione già a gennaio, in calo rispetto al 18% stimato prima della diffusione dei dati. L’euro tratta ora a 1,174 (+0,15%) dopo aver sfiorato 1,18 prima dei dati macro. Tra le materie prime il petrolio si muove sui livelli della vigilia e il Brent prezza 62 dollari barile, mentre il greggio texano 58 dollari.
Piazza Affari: bene utility e banche
Tra le migliori blue chip del giorno trovano spazio oggi alcune utility e banche. In specie salgono Italgas +1,51%, Terna +0,85%, Enel +0,76%, Mps Mps +0,68%, Bper +0,39%, Banco Bpm +0,35%. Nel pharma sale Recordati +0,54%, mentre per le tlc Telecom agguanta un altro guadagno dello 0,39%.
Al contrario Stellantis, che era partita con un certo entusiasmo, finisce la seduta in ribasso dello 0,43% e completa così sei sedute consecutive in calo. I realizzi affossano Saipem -2,1% e Cucinelli, -1,75%, mentre Campari si conferma in rosso, -1,25%.
Fuori dal paniere principale si apprezza Officina Stellare +2,7%, dopo essersi aggiudicata, con Leonardo (+0,08%) un contratto triennale per la fornitura di sistemi ottici per i telescopi ad alta risoluzione dal valore complessivo di circa 9,2 milioni di euro.
Spread in calo
Lo spread tra decennale italiano e tedesco rientra nei ranghi, dopo la piccola risalita di ieri e chiude a 65 punti base (-1,9%). I tassi sono indicati rispettivamente al 3,52% e 2,87%. Intanto il Senato italiano ha dato via libera alla manovra finanziaria, che ora passa all’esame della Camera.