Le Borse europee hanno chiuso la prima seduta di marzo in profondo rosso, mentre Wall Street continua a scivolare per l’escalation in Medio Oriente. L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran e la successiva reazione di Teheran hanno riacceso i timori per la sicurezza delle forniture energetiche e per la stabilità dell’economia globale, mettendo a rischio le catene di approvvigionamento e aumentando la volatilità dei mercati finanziari.
A pagare il prezzo più alto sono le compagnie aeree, i titoli industriali e bancari, mentre in controtendenza guadagnano terreno i settori della difesa e dell’energia, sostenuti dal rally del petrolio.
Europa in profondo rosso, aerei e crociere penalizzati dallo stop aereo
Il conflitto in Medio Oriente si è rapidamente esteso a tutta la regione, con esplosioni in Israele, Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, missili intercettati dall’Iran e attacchi di Hezbollah nel sud del Libano. Anche Cipro è stata coinvolta: la base britannica Raf Akrotiri è stata colpita da missili iraniani, mirati a neutralizzare il supporto logistico del Regno Unito.
Questo clima di tensione ha pesato sui mercati europei. A Milano, il Ftse Mib ha chiuso gli scambi in ribasso dell’1,97% a 46280,40 in linea con gli altri principali listini del Vecchio Continente: Francoforte -2,34%, Parigi -2%, Madrid -2,61%, Londra -1,27%.
La crescente incertezza ha colpito in modo particolare il settore aereo, segnando la più ampia interruzione dei trasporti globali dalla pandemia, con oltre 19mila voli in ritardo e più di 2.600 cancellazioni. Tra i titoli peggiori in Europa si segnalano Deutsche Lufthansa (-5,42%) e Air France-Klm (-7,43%), mentre negli Stati Uniti American Airlines (-6,8%), Delta Air Lines (-4%) e United Airlines (-5,4%) perdono terreno. Pesanti le perdite anche per le compagnie di crociera: Carnival Corp (-11%), Royal Caribbean Group (-6,4%) e Norwegian Cruise Line (-10,2%).
Wall Street: volatilità ai massimi, Trump apre all’invio di truppe
In deciso ribasso anche a Wall Street: l’indice Vix della volatilità ha toccato i livelli più alti del 2026, oltre i 21 punti (+9%) segnale di nervosismo sui mercati. In un’intervista al New York Post, Trump non ha escluso l’invio di truppe di terra statunitensi in Iran “se necessario”: Non ho dubbi riguardo agli uomini sul campo – come dice ogni presidente: “Non ci saranno uomini sul campo”. Io non lo dico. Dico ‘probabilmente non ne abbiamo bisogno’, o ‘se fossero necessari’”.
In questo scenario, a beneficiare della tensione sono i titoli energetici e della difesa: brillano Northrop Grumman, Rtx Corp (+7,51%), Lockheed Martin, Exxon Mobil e Chevron.
Piazza Affari: industriali e banche in rosso, difesa e petroliferi in rally
A Piazza Affari, tra i settori più penalizzati le banche che hanno registrato perdite significative: Bper Banca -4,12%, Intesa Sanpaolo -3,94% e Banca Popolare di Sondrio -3,31%. Anche il comparto assicurativo soffre con Generali -3,43%.
Il settore del lusso e dei beni di consumo ha subito cali importanti: Brunello Cucinelli -4,57%, Ferrari -4,08% e Campari -3,29%. Tra i titoli industriali più colpiti, Stellantis ha ceduto il 7,16%. Pioggia di vendite anche per Saipem perde il 3,86%.
In controtendenza, i titoli della difesa e quelli dell’energia hanno mostrato resilienza. Tra i titoli petroliferi, Eni +3,63% guida i rialzi, seguita da Tenaris +0,52% e Snam +0,82%. Tra i titoli della difesa e ingegneria industriale, Leonardo +2,50% e Fincantieri +0,49% hanno beneficiato della corsa al greggio. Anche le utility mostrano rialzi moderati: Italgas +1,55%, A2a +0,89% e Prysmian +0,83%.
Spread in rialzo, boom di ordini per il Btp Valore
Sul mercato obbligazionario europeo, gli investitori cercano sicurezza, puntando sui Bund tedeschi, considerati titoli molto affidabili, facendo così scendere i loro rendimenti. Di conseguenza, lo spread dei Btp decennali italiani aumenta a 64 punti base.
Il Btp Valore, pensato esclusivamente per i risparmiatori retail, apre la settima emissione con un successo immediato: nella prima giornata di collocamento, gli ordini hanno già superato 6 miliardi di euro con oltre 175mila contratti sottoscritti. Il titolo offre cedole trimestrali e una scadenza di 6 anni, con un premio finale extra dello 0,8% sul capitale investito, confermandosi un’opzione interessante per chi cerca rendimento sicuro e stabilità.
Petrolio e gas naturali in forte rialzo
L’escalation in Medio Oriente ha spinto i prezzi delle materie prime energetiche: il future Wti aprile balza del 7% a circa 72 dollari, mentre il Brent maggio sale dell’8% verso gli 80 dollari, nonostante l’aumento della produzione Opec+ annunciato per aprile. La decisione delle petroliere di evitare lo Stretto di Hormuz alimenta ulteriormente la corsa del petrolio, con possibili ripercussioni sulle pressioni inflazionistiche globali. Il gas naturale subisce un vero e proprio balzo: sulla piattaforma Ttf di Amsterdam il prezzo vola del 40% a 44,5 euro al megawattora, soprattutto dopo la sospensione della produzione di gnl in Qatar a seguito di danni provocati da droni iraniani a un impianto.
Oro e metalli preziosi: volano i beni rifugio
L’incertezza geopolitica ha sostenuto i metalli preziosi. Oro (di nuovo vicino ai massimi storici), argento, platino e palladio registrano rialzi significativi, confermandosi come beni rifugio. Nonostante il rafforzamento del dollaro, gli investitori privilegiano i metalli preziosi come “barometro dell’incertezza globale”. L’euro arretra a 1,17, mentre il bitcoin risale sopra i 66.000 dollari, dopo essere sceso sotto i 64.000 nel weekend.
