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Borse 18 dicembre: il calo dell’inflazione Usa, le previsioni Bce di crescita e il boom di Micron (+11%) danno slancio all’Europa e al Nasdaq

Il contenimento dell’inflazione Usa e le stime della Bce sulla crescita europea unite al boom di Micron danno energia alle Borse nel Vecchio continente e in America

Borse 18 dicembre: il calo dell’inflazione Usa, le previsioni Bce di crescita e il boom di Micron (+11%) danno slancio all’Europa e al Nasdaq

Il minirally di Natale continua a sostenere le borse europee che chiudono oggi un’altra seduta in rialzo, dopo che la Bce, come da attese, ha lasciato i tassi d’interesse invariati nell’ultima riunione dell’anno. Intanto Wall Street viaggia intonata nella mattina americana, dopo che l’inflazione Usa a novembre è scesa inaspettatamente al 2,7% (dal 3%), lasciando accese le speranze di una Fed colomba nel 2026. 

Nel Vecchio Continente, mentre il Consiglio Europeo cerca ancora la strada per utilizzare a favore dell’Ucraina i fondi russi congelati nella Ue, Piazza Affari chiude la seduta in rialzo dello 0,83%, a 44.463 punti base, guidata proprio dal colosso della difesa Leonardo (+4,09%), uno dei titoli che più ha beneficiato quest’anno del quadro geopolitico, accumulando un guadagno superiore – finora – all’85%. Brilla inoltre il settore bancario, altro comparto che sta per mandare in archivio un anno d’oro. 

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Nel resto della zona euro Francoforte si apprezza dell’1,05%, Parigi dello 0,8%, Amsterdam +1,12%, Madrid +1,15%. Fuori dal blocco è più cauta Londra, +0,65%, che ieri aveva conquistato la leadership dei listini europei alla luce di un’inflazione più bassa delle attese. Questo aveva aumentato le probabilità di un taglio dei tassi da parte della BoE. Stime che sono state confermate nella riunione odierna, in cui la Bank of England ha tagliato il costo del denaro dello 0,25%, al 3,75%, con un board però spaccato 5 a 4. Oggi anche le banche centrali di Svezia e Norvegia hanno tenuto le loro riunioni, che hanno lasciato i tassi invariati. 

Focus sulla BoJ, mentre la Bce resterà ancorata ai dati anche nel 2026

Il focus si sposta ora in Asia dove, domani, la Bank of Japan dovrebbe incrementare i tassi dello 0,25%, ai massimi da trent’anni. Per quanto riguarda la Bce, Christine Lagarde e il suo staff hanno migliorato le proiezioni di crescita economica per la regione: +1,4% nel 2025, +1,2% nel 2026 e +1,4% nel 2027, grazie soprattutto alla ripresa della domanda interna. L’inflazione complessiva sarà in media al 2,1% nel 2025, 1,9% nel 2026 e 1,8% nel 2027, con un ritorno al 2% nel 2028. All’unanimità il consiglio ha lasciato i tassi fermi: quello sui depositi al 2%, il tasso sui rifinanziamenti principali al 2,15%, quello sui prestiti marginali al 2,4%. Nessuna sorpresa dunque, nemmeno per il futuro: Eurotower resterà ancorata ai dati. 

Wall Street tonica con inflazione e Micron

Dal fronte occidentale le novità arrivano dall’inflazione, scesa al 2,7% dal 3% di settembre. Di mezzo però c’è stato lo shutdown e questo ridimensiona  un po’ il peso specifico di questi numeri in chiave Fed. Per quanto riguarda il lavoro risultano in linea con le attese le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione (224mila, in calo di 13mila dalla settimana precedente).

Contribuisce al clima di propensione al rischio il balzo di Micron Technology (+11,33%), che prevede un utile trimestrale quasi doppio rispetto alle attese degli analisti, in seguito all’impennata dei prezzi dei chip di memoria dovuta alla scarsità delle forniture e al boom della domanda da parte dei data center di intelligenza artificiale. Queste notizie galvanizzano i tech e il Nasdaq +1,9% e spazzano via un po’ di nuvole che periodicamente si addensano sulle valutazioni dei titoli dell’IA.

Trump Media balza del 31,5% dopo che la società e l’azienda di energia da fusione TAE Technologies hanno detto di aver concordato una fusione in un accordo interamente in azioni valutato in oltre 6 miliardi di dollari. Brilla Tesla, +4,09%, che ieri ha toccato i suoi massimi storici per poi ripiegare fino a perdere il 4% circa.

Euro-dollaro stabile

Nella giornata senza sorprese dalle banche centrali l’euro-dollaro tratta poco mosso, in area 1,173 e anche lo yen galleggia in attesa delle decisioni della BoJ. Tra le materie prime si conferma in recupero il petrolio, a causa delle tensioni Usa-Venezuela. Il Brent tratta poco oltre 60 dollari (+0,7%), mentre il greggio texano si apprezza a 56,31 dollari (+0,95). Sono poco mossi oro e argento. Lo spot gold tratta sui livelli della chiusura precedente a 4335,25 dollari l’oncia. L’argento perde leggermente terreno dai nuovi massimi toccati ieri, per un prezzo di 65,716 dollari l’oncia.

Piazza Affari: difesa, banche e tech sul podio 

Piazza Affari si avvia a chiudere l’anno tra i migliori listini europei, dietro solo a Madrid. Nella giornata odierna i settori che più hanno gratificato gli investitori sono nuovamente in evidenza, difesa e banche. Si apprezzano Leonardo e Fincantieri (+2,23%), ormai prossima al debutto sul listino principale. In particolare Leonardo ha corso anche in scia alla notizia dell’incarico per una fornitura di quattro sistemi radar contro missili a lungo raggio, destinati al progetto di difesa missilistica italiano “Michelangelo”, del valore di 400 milioni di euro circa.

Tra le banche sono in evidenza soprattutto Mps +3,09%, Bper +1,74% e Banca Popolare di Sondrio +1,89%. Gli scambi odierni sono stati favorevoli a Prysmian +2,93%, in scia ai tech Usa. Bene il lusso con Brunello Cucinelli +2,99% e Moncler +1,31%. Nell’auto rimbalza Ferrari +1,93%, mentre Stellantis è debole, -0,24%. La lista dei maggiori ribassi vede in maglia nera Tenaris -2,75%, seguita da Amplifon -0,93%. Qualche realizzo colpisce anche Telecom -0,58%, che nel corso degli ultimi 12 mesi ha comunque guadagnato più del 100%, a seguito di ristrutturazioni strategiche e del cambiamento nell’azionario dove oggi svetta Poste Italiane (+0,81%).

Debolezza per Campari, -0,28%, che ha ceduto Averna e Zedda Piras a Illva Saronno Holding per 100 milioni di euro. Fuori dal paniere principale si conferma effervescente Ariston, +6,74%, dopo l’acquisto di Riello. Il broker Equita ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo del 3% a 4,9 euro per azione.

Lo spread scende ancora

Lo spread tra decennale italiano e tedesco si fa sempre più piccolo e tocca oggi i 65 punti base (-2,77%). Arretra anche il rendimento del Btp, che scende al 3,5% contro il 2,85% del Bund.

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