Le Borse europee chiudono in rialzo dopo le decisioni delle banche centrali e con un occhio vigile agli sviluppi geopolitici. Miglior piazza di giornata è Madrid, +1,15%, poi Francoforte e Parigi. Milano chiude con un +0,83%. Ben intonata anche Wall Street che vola con Micron, +11%.
Oggi è stata la giornata delle banche centrali. C’è stato il taglio dei tassi della Bank of England, che ha ridotto il costo del denaro di 25 punti base, portandolo al 3,75%, in linea con le attese del mercato dopo il calo a sorpresa dell’inflazione a novembre mentre la Bce ha invece lasciato invariati i tassi d’interesse, confermando che l’inflazione dell’Eurozona si sta stabilizzando verso l’obiettivo del 2% nel medio termine. Francoforte ha inoltre rivisto al rialzo le stime di crescita, con un PIL atteso in aumento dell’1,4% nel 2025 e dell’1,2% nel 2026, e un’inflazione vista all’1,9% nel 2026. Svezia e Norvegia hanno anche loro annunciato il mantenimento dei rispettivi tassi.
Domani invece tutti gli occhi saranno sulla Bank of Japan, attesa a un rialzo ai massimi da trent’anni. Sempre oggi prende il via a Bruxelles il Consiglio europeo, con al centro la guerra in Ucraina e la difficile strada per l’utilizzo degli asset russi congelati in Europa a sostegno di Kiev. Sul fronte macro dagli Stati Uniti, arrivano intanto le richieste di sussidi di disoccupazione e i dati sull’inflazione.
In Asia prevale la cautela: i principali listini chiudono in calo, appesantiti dalle vendite sui titoli tecnologici dopo Wall Street, anche se le prospettive positive annunciate da Micron Technology offrono qualche conforto agli investitori preoccupati per la bolla AI. Tokyo cede l’1,03% in attesa della riunione della BoJ, Hong Kong -0,05%, Shanghai +0,16%, Shenzhen -0,7%, Seul -1,53% e Mumbai +0,16%.
LEGGI ANCHE Perché le Borse sono ancora strette nella morsa dei tech di G. Bruschi
Piazza Affari chiude con un +0,83% guidata dai titoli bancari e da Leonardo. Sotto la lente restano Mps, il cui Cda si riunisce oggi ed è alle prese con le tensioni sul piano di integrazione con Mediobanca, Campari, che ha ceduto Averna e Zedda Piras a Illva Saronno Holding per 100 milioni di euro, e Unipol, il cui target price è stato alzato da Ubs. Sul fondo del listino si posizionano Stellantis, Lottomatica e Nexi, in attesa della decisione del Cda sulla vendita della divisione Digital Banking Solutions.
Tra le società fuori dal paniere principale, Acea ha siglato l’acquisizione di Aquanexa da Algebris Investments, valutata circa 205 milioni di euro, mentre Banca Ifis beneficia dell’aumento del target price a 26 euro. Ovs conferma la crescita di vendite ed ebitda nei primi nove mesi, e Geox approva il budget 2026, confermando margini coerenti con il Piano Industriale, ma stimando ricavi inferiori alle previsioni.
Lo spread Btp-Bund scende a 66 punti, con il rendimento decennale italiano al 3,51%.
L’euro/dollaro resta stabile a 1,1743. Oro e argento restano stabili, rispettivamente a 4.336 e 66,36 dollari l’oncia. Il petrolio è in rialzo, con il Wti a 56,19 dollari e il Brent a 60,17, sostenuto dalle tensioni Usa-Venezuela, mentre il gas naturale segna poco mosso a 27,3 euro/MWh sulla piattaforma Ttf di Amsterdam.