I listini europei chiudono in rosso oggi una seduta preda della volatilità, che ha cercato un puntello pomeridiano nella schiarita dei rapporti Usa-Cina. Un arcobaleno che è arrivato però in un cielo ancora turbolento, con Wall Street che non trova il suo centro di gravità dopo che ieri le svalutazioni e i problemi su grossi crediti di due banche americane regionali come, Zions Bancorp e Western Alliance Bancorp, hanno risvegliato dubbi sulla tenuta complessiva del sistema.
L’oro, dopo aver aggiornato i suoi massimi a 4379,29 dollari in mattinata, ora si acquieta e lascia spazio alle prese di profitto: lo spot gold arretra al momento dell’1,65% e mostra un prezzo di 4254,75 dollari l’oncia. A fine giornata Piazza Affari perde l’1,45% e arretra a 41.758 punti base, zavorrata dalle banche e da Leonardo -5,32%.
Tra i settori più colpiti dalle vendite in Europa c’è infatti quello della difesa, nel giorno in cui il leader ucraino Volodymyr Zelensky viene ricevuto dal presidente Donald Trump alla Casa Bianca. Un appuntamento messo leggermente in ombra dal nuovo meeting che dovrebbe svolgersi entro due settimane a Budapest, fra Trump e il capo del Cremlino Vladimir Putin.
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I realizzi colpiscono così un settore già sotto pressione dal momento della tregua a Gaza e dopo i guadagni faraonici degli ultimi anni. A fine giornata il principale indice di Francoforte cede l’1,79% e vede in maglia nera Rheinmetall (-6,82%). Nel resto d’Europa: Londra -0,9%, Amsterdam -0,33%, Madrid -0,18%. Parigi, limita i danni a -0,18%, soprattutto grazie a Essilux, +12,98%, premiata dagli acquisti dopo dati trimestrali migliori delle attese.
Wall Street in cerca di una direzione
Wall Street è ancora in cerca di una direzione, dopo che l’indice delle paura si è nuovamente impennato. Al momento il DJ è piatto, lo S&P 500 perde lo 0,35% e il Nasdaq lo 0,65%. Le banche regionali stanno recuperando terreno e a dare una spinta alla propensione al rischio sono state soprattutto le parole di Trump a Fox Business: “dobbiamo fare un accordo equo” con la Cina, “i dazi al 100% non sono sostenibili”, ha detto il tycoon, aggiungendo che vedrà il presidente Xi Jinping tra due settimane, in Corea del Sud e assicurando che, con Pechino, “andrà tutto bene”. Sono nervosi però i titoli pharma, poiché secondo l’inquilino della Casa Bianca i costi dei farmaci per l’obesità dovrebbero essere “molto più bassi”.
Euro in lieve calo
Dopo aver toccato un cambio di 1,17 contro dollaro l’euro arretra e tratta in lieve ribasso sotto quella soglia, in un mercato valutario al momento poco mosso e in attesa che la Fed a fine mese tagli, come atteso, i tassi d’interesse dello 0,25%. Una sforbiciata che, secondo il mercato, sarà il preludio di altri tagli, in un contesto in cui però l’inflazione rimane intorno al 3%. Il petrolio si avvia a chiudere una settimana negativa, anche se, a fine giornata, i future di Brent e Wti mostrano modestissimi guadagni e prezzi rispettivamente di 61,17 dollari al barile e 57,55 dollari al barile.
A pesare sui prezzi è stata in parte la previsione dell’Eia di un crescente eccesso di offerta nel 2026. L’ente ha comunicato ieri che le scorte di greggio degli Usa sono aumentate di 3,5 milioni di barili, raggiungendo i 423,8 milioni di barili la scorsa settimana, oltre le attese degli analisti intervistati da Reuters, che avevano previsto un incremento di 288.000 barili.L’aumento delle scorte è stato in gran parte dovuto a un minore utilizzo delle raffinerie, attualmente in fase di manutenzione autunnale. I dati hanno anche evidenziato un aumento della produzione statunitense a 13,636 milioni di barili al giorno, nuovo massimo storico.
Piazza Affari: bene Campari, Terna e Stellantis
Tra le blue chip di Piazza Affari è in luce anche oggi Campari, +0,97%, dopo i guadagni della vigilia in scia alle scelte di Nestlè e alle previsioni di Pernod Ricard. Difende il listino Inwit +0,98% insieme a Terna +0,83% e Italgas, +0,48%, su cui Deutsche Bank ha alzato il prezzo obiettivo.
Nell’automotive archivia un’altra seduta di guadagni Stellantis +0,87%, mentre Ferrari (-0,53%) è di nuovo in panne. Nel settore è in denaro Pirelli +2,59%, che presenterà i risultati trimestrali il 6 di novembre. Passando alle dolenti note: Leonardo è in fondo al listino principale e in zona difesa sono in perdita anche Fincantieri (-5,08%) e Avio (-8,84%).
Arretra Prysmian -3,36% e le banche sono in rosso a partire da Unicredit -2,62%, Intesa -2,23%, Mediobanca -1,97%. Cedenti anche altri titoli finanziari come Banca Mediolanum -2,43%, Poste -2,28%, Azimut -2,24%, Generali -2%. I titoli petroliferi sono misti: arretra Saipem -1,96%, si apprezza Eni +0,53%.
Spread in rialzo; Btp valore, ecco i rendimenti minimi
La seduta è moderatamente negativa per la carta italiana, che vede lo spread con il Bund decennale allargarsi a 80 punti base (uno più di ieri), con tassi rispettivamente al 3,38% e 2,58%. Intanto il Mef ha reso noto i rendimenti minimi della sesta emissione del Btp Valore, in programma da lunedì 20 a venerdì 24 ottobre. I tassi cedolari minimi garantiti sono pari al 2,6% per i primi tre anni, salgono al 3,1% al quarto e quinto anno e passano al 4% per il sesto e settimo anno. Le cedole nominali saranno pagate ogni tre mesi e alla scadenza il premio finale sarà dello 0,8% del capitale investito.