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Borse 17 aprile euforiche per la riapertura dello Stretto di Hormuz: crolla il petrolio (-10%) e le piazze azionarie volano. Milano a livelli record

Rally di Borsa sia in Europa che in America dopo l’annuncio della riapertura dello Stretto di Hormuz. Piazza Affari, trainata da Stellantis, Stm, Mediobanca e Mps, torna ai livelli record del 2000 e avvista quota 49 mila punti. Volano i titoli tech del Nasdaq ma sprofonda Netflix

Borse 17 aprile euforiche per la riapertura dello Stretto di Hormuz: crolla il petrolio (-10%) e le piazze azionarie volano. Milano a livelli record

Stavolta i mercati ci credono davvero alla pace e chiudono la settimana alla grande, con Piazza Affari che addirittura chiude a livelli da record storico, sui massimi dal 2000. A galvanizzare le Borse di tutto il mondo (ad eccezione dell’indice Nikkei di Tokyo che nella nostra mattinata aveva segnato il -1,75%) oltre al cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano è anche la riunione dei “Volenterosi” a Parigi, al quale stavolta ha partecipato anche la nostra premier Giorgia Meloni, per discutere della riapertura immediata e incondizionata, senza pedaggi, dello Stretto di Hormuz. I segnali di ottimismo hanno fatto precipitare le quotazioni del petrolio, crollato oggi sotto la soglia dei 90 dollari al barile: il Brent vi rimane vicino, perdendo il 10% e stazionando sugli 89 dollari al barile, mentre il Wti Crude Oil cade sotto gli 84 dollari (-12%).

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Anche il gas perde tantissimo: quello europeo scende per la prima volta da fine febbraio sotto quota 40 euro per megawattora, oscillando intorno ai 38 euro. In compenso ritrovano linfa le commodities rifugio: l’oro guadagna quasi il 2% e viaggia verso i 4.900 dollari all’oncia, che sarebbe il record da metà marzo, mentre l’argento fa un balzo percentuale maggiore, del 5%, agganciando gli 82 dollari all’oncia. L’oro è sulla buona strada per chiudere la settimana in rialzo dello 0,8%, segnando il quarto guadagno settimanale consecutivo, sostenuto dalle aspettative che un accordo più duraturo tra Stati Uniti e Iran possa ridurre i rischi di inflazione e limitare la necessità di una politica monetaria restrittiva da parte delle banche centrali.

In questo scenario, festeggiano le Borse. Partiamo da Milano, che sfiora il record di sempre avanzando dell’1,75% a lambire i 49.000 punti. Guadagna il 2% Parigi, trainata da Stellantis, Stm e Hermes, poi Francoforte +2,25%, Londra +0,7%, Amsterdam +0,7%, indice Euro Stoxx 50 +2%. Parte fortissimo pure Wall Street: Dow Jones +2%, S&P 500 +1,35%, Nasdaq Composite Index +1,6%. Da segnalare che l’euro riprende a rafforzarsi sul dollaro Usa, riportando in questo venerdì il cambio sopra quota 1,18. Seduta trionfale per il Bitcoin, che fa un maxi balzo del 4% e avvicina i 78.000 dollari di valore, vale a dire il massimo da inizio febbraio. Sul Nasdaq sprofonda Netflix -10% dopo l’addio del cofondatore Reed Hastings e dati trimestrali che non hanno soddisfatto le attese, ma volano in linea di massima i titoli tecnologici: Tesla +5%, Palantir +3,6%, Apple +3,2%, Paypal +2,2%, Microsoft +2%, Amazon +1,6%, Nvidia +1,5%. Prosegue lo slancio ottimista del turismo: Marriott +4,2%, Booking +3,7%, Airbnb +2,8%.

Piazza Affari da record con Stellantis, Stm e le banche

A Piazza Affari come a Parigi la fanno da padrona Stellantis +6,8% e Stm +6,5%, poi il lusso con Ferrari +5,2%, Brunello Cucinelli +4,3%, Moncler +2,9% e soprattutto le banche, in grande spolvero: Mediobanca +5,2%, Mps +4,2%, Mediolanum +4,2%, Finecobank +3,9%, Unicredit +3,8%. I titoli in difficoltà sono invece quelli dell’energia, evidentemente penalizzati dal tonfo del greggio: Eni il peggiore col -7%, Saipem -5,35%, Tenaris -2%, Terna -1,9%, Snam -1,7% e così via. La buona notizia di oggi è anche che si sgonfia decisamente lo spread Btp-Bund, che perde quasi il 7% scendendo a 72 punti base, con il rendimento del nostro titolo di Stato decennale di riferimento anch’esso in ribasso al 3,68%.

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