Giornata no sui mercati azionari europei, in un contesto ricco di dati macro e condizionato dalla possibile pace in Ucraina, che ha provocato importanti realizzi sui titoli della difesa. Secondo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “siamo più vicini che mai alla fine della guerra”. Una prospettiva che zavorra anche il petrolio (il Brent tratta sotto i 60 dollari), mentre Wall Street si muove debole dopo i dati sul lavoro, con la disoccupazione che, a novembre, ha toccato il 4,6% (dal 4,4%), massimo livello dal 2021.
Piazza Affari chiude con un ribasso dello 0,29%, è una delle migliori, ma non riesce a preservare i 44mila punti base (43.990). Sulle sponde opposte del listino ci sono Leonardo -3,9% e Moncler +2,34%. Nella difesa crolla anche Fincantieri -9,05%, che entrerà nel Ftse Mib lunedì prossimo. Il colosso della cantieristica ha annunciato oggi il nuovo piano al 2030 che promette una crescita del 40% dei ricavi e del 90% dell’ebitda rispetto a quanto atteso per il 2025. Il titolo, nel corso dell’anno, ha guadagnato circa il 140%.
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L’avversione al rischio ha colpito oggi anche le altre piazze europee: Francoforte -0,74%, Londra -0,69%, Parigi -0,23%, Amsterdam -1,12%, Madrid -0,74%. Gli investitori in giornata hanno preso atto di un clima economico in peggioramento nella zona euro: i PMI di manifattura e servizi infatti arretrano a dicembre. Il primo si allontana da 50, confine che separa contrazione ed espansione, arretrando a 49,2 dal 49,6 di novembre, dato peggiore in otto mesi. L’indice dei servizi scende ai minimi da tre mesi da 53,6 a 52,6.
Wall Street debole dopo i dati sul lavoro; il Nasdaq sarà aperto h24?
Wall Street si muove in ribasso (DJ -0,49%, S&P 500 -0,58%, Nasdaq -0,37%) a fine mattinata. Gli attesissimi dati sul lavoro hanno di fatto confermato le stime di due altri tagli dei tassi di 25 punti base ognuno l’anno prossimo da parte della Federal Reserve, ma non hanno certo galvanizzato il mercato. A preoccupare è soprattutto la crescita della disoccupazione. Per il resto la più grande economia mondiale ha creato 64.000 posti di lavoro a novembre (sopra la stime di 50 mila), ma tenendo conto che ne ha persi 105.000 a ottobre.
Tra i vari titoli azionari Pfizer perde il 4,7%, dopo aver pubblicato stime deludenti per gli utili per il 2026 e confermato le sue prospettive per il 2025. PayPal guadagna invece l’1,23%, dopo che il gigante dei pagamenti ha dichiarato di aver presentato domanda per la costituzione di PayPal Bank, un istituto che si concentrerà sulla concessione di prestiti e sull’offerta di conti di risparmio alle piccole imprese.
Galleggia Ford, +0,66%, che alla luce delle politiche della Casa Bianca ha deciso di concentrarsi sui veicoli ibridi, riducendo gli investimenti in veicoli completamente elettrici. Il Nasdaq intanto, secondo Reuters, sta pianificando di presentare la documentazione alla Securities and Exchange Commission statunitense per avviare la negoziazione di azioni 24 ore su 24, nel tentativo di capitalizzare la domanda globale di azioni statunitensi.
Petrolio a picco, Brent a 59 dollari
I dati macro provenienti dagli Stati Uniti, dopo quelli pubblicati ieri dalla Cina, unitamente ai colloqui di pace per l’Ucraina, mettono ko il petrolio, che arretra ampliando le perdite della vigilia. I future di febbraio di Brent e Wti perdono il 2,5% circa. Il petrolio del mare del Nord è intorno a 59 dollari al barile; il greggio tessano scivola a 55,2 dollari al barile. L’oro risulta al momento ben intonato e si muove a 4312,45 dollari l’oncia (+0,17%). Sul mercato dei cambi il dollaro tratta in ribasso contro le principali valute. L’euro vede un cross a 1,177
Piazza Affari, bene finanziari e lusso; male difesa e oil
I maggiori rialzi del giorno tra le blue chip sono oggi quelli dei titoli finanziari e del lusso. Svettano sul listino Moncler, Finecobank +1,52%, Cucinelli +1,51%. Tra banche miste svettano Mediobanca +1,1% e Mps +0,70%. Unicredit difende un progresso dello 0,68%, dopo la promozione dagli analisti di Kbw che hanno alzato la raccomandazione a ‘Outperform’ da ‘Market Perform’ con prezzo obiettivo a 76,88 euro, dai 73,79 euro precedenti
Rimbalza Diasorin +0,77%. In fondo al listino, oltre a Leonardo, ci sono i titoli energetici come Tenaris -1,87%, Hera -1,78%, Eni -1,75%. Debolezza per Stm -1,85%. Fuori dal paniere principale si rafforza la Juventus, +2,31%, dopo l’impennata di ieri sulla scommessa che Tether alzerà l’offerta per il club bianconero.
Spread in calo
Chiude in verde il secondario, dove lo spread tra Btp e Bund di durata decennale arretra a 66 punti base (-1,63%), con tassi rispettivamente al 3,51% e 2,84%.