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Borse 14 aprile: gli spiragli di dialogo Usa-Iran spingono giù il petrolio e le piazze azionarie riprendono sprint. Ftse Mib oltre 48 mila

Il greggio scende sotto i 100 euro e le Borse corrono. Piazza Affari tra le performanti insieme alla Borsa tedesca. Bene anche Wall Street e il Nasdaq. Oro e argento riprendono quota

Borse 14 aprile: gli spiragli di dialogo Usa-Iran spingono giù il petrolio e le piazze azionarie riprendono sprint. Ftse Mib oltre 48 mila

E’ un martedì di festa per i mercati internazionali, che tornano a scommettere sui negoziati di pace tra Usa e Iran: nell’altalena emotiva di queste settimane di guerra, oggi è dunque una giornata dall’umore positivo per le Borse sostanzialmente di tutto il mondo. Aveva aperto le danze come sempre l’indice Nikkei di Tokyo con un balzo monstre del 2,43%, poi a seguire l’Europa e anche Wall Street, con il Dow Jones un po’ rallentato dalle trimestrali delle banche (oggi uscite Jp Morgan, Citigroup e Wells Fargo) ma comunque sul +0,5%, mentre ancora meglio fa il Nasdaq che guadagna l’1,3% nel momento in cui i listini europei chiudono i battenti e lo S&P 500 lo 0,8%. Nel Vecchio Continente Milano +1,36% sopra i 48.000 punti, Francoforte +1,2%, Londra +0,17%, Parigi +1,1%, Amsterdam +0,7%, indice Euro Stoxx 50 +1,3%.

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Materie prime: petrolio sotto i 100 dollari, oro in zona 4.800 dollari

A testimoniare il clima più disteso sui mercati c’è il calo del prezzo del petrolio. Oggi il Wti Crude Oil quotato a New York perde oltre il 5% a 93 dollari al barile, mentre il Brent scende sotto quota 96 dollari al barile. Giù anche il gas, sotto i 43 euro/MWh. Nel frattempo, l’Aie ha avvertito che il conflitto potrebbe annullare la crescita della domanda globale di petrolio quest’anno, segnando il primo calo annuale dall’inizio della pandemia, e ha osservato che i prezzi potrebbero non riflettere ancora l’entità dell’interruzione. La guerra ha danneggiato le infrastrutture energetiche e limitato gravemente il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, con un rapporto dell’OPEC+ che mostra un calo della produzione di 7,9 milioni di barili al giorno a marzo.

Al contrario riprendono slancio l’oro e soprattutto l’argento: il primo aggnacia di nuovo i 4.800 dollari l’oncia, il secondo risale sui 79 dollari. E attenzione al rally del tè, con il 75% della produzione globale che gravita tra Cina, India, Kenya e Sri Lanka, aree colpite dalla siccità e anche penalizzate dal blocco di Hormuz: l’erba oggi guadagna l’8% e nell’ultimo mese è salita di valore di quasi il 18%.

A Piazza Affari volano lusso e banche, ko Difesa e energia. Spread sotto gli 80 pb

A Piazza Affari è da segnalare l’ottimo umore del lusso nonostante i conti di Lvmh che hanno inizialmente fatto cadere il titolo a Parigi, ma poi c’è stata una reazione sugli spiragli di una pace in Medio Oriente, che è il mercato di riferimento del settore. E così a Parigi la stessa Lvmh ha finito per agganciare la parità, e ancora meglio hanno fatto sul listini francese Kering +3% e Hermes +1,2%. A Milano Brunello Cucinelli +2,2% e Moncler +3,2%. Il titolo migliore del Ftse Mib oggi è Stellantis +3,5%, e risorgono decisamente pure le banche: Unicredit +3,2%, Finecobank +2,5%, Intesa Sanpaolo +2%, Mps +2% alla vigilia della decisiva assemblea e Banco Bpm +0,6%. In rosso invece Difesa e energia: Eni -2,2%, Tenaris -1,9%, Fincantieri -1%, Leonardo -0,5%. Rifiata lo spread Btp-Bund, che scende sotto gli 80 punti base, assestandosi oggi a 76 punti, con il rendimento del nostro Btp 10 anni al 3,78%.

Bene i titoli tech del Nasdaq. Bitcoin ai massimi da inizio febbraio, cambio euro-dollaro a 1,18

A Wall Street c’è da registrare intanto che il Bitcoin, dopo settimane sulle montagne russe, ha ripreso decisamente a macinare: oggi sale del 4% avvicinando i 75.000 dollari, cioè il massimo da inizio febbraio. I titoli tecnologici del Nasdaq sono ancora contrastati ma in generale viaggiano forte: Meta +4%, Amazon +3,2%, Google +2,8%, Tesla +2,8%, Palantir +2,7%, Micron +2,5%, Nvidia +2,2%, Microsoft +1,8%, però Intel -3,3%, Cisco -0,7%, Apple -0,6%. Si riscatta il settore viaggi e turismo sull’ottimismo sulla fine del conflitto in Medio Oriente e il ritorno alla normalità nell’area: Airbnb +3,1%, Booking +2,3%, Marriott +1,6%. Il dollaro Usa continua a indebolirsi rispetto all’euro, col cambio che oggi è in zona 1,18.

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