Avvio d’anno in chiaroscuro per Lvmh, che archivia il primo trimestre 2026 con ricavi pari a 19,12 miliardi di euro, in calo del 6% rispetto ai 20,3 miliardi dello stesso periodo del 2025. A cambi costanti, la crescita organica resta positiva (+1%), leggermente sotto le attese del mercato (+1,5%), segnalando un sottostante ancora resiliente anche se inferiore alle attese del mercato.
Il trimestre riflette un contesto internazionale più instabile, con le tensioni in Medio Oriente che hanno iniziato a incidere sulle vendite dopo un avvio d’anno inizialmente favorevole. Lvmh parla comunque di resilienza del modello di business, ma senza fornire una guidance per il 2026: la mancata indicazione di una traiettoria quantitativa pesa sul titolo in Borsa, che registra un calo di oltre l’1,4%. La tenuta dei margini, avverte il gruppo, dipenderà da una crescita organica compresa tra il 3% e il 4%, mentre sotto tale soglia aumenterebbero le pressioni sulla redditività.
Lvmh, gli emirati e la guerra Iran-Usa pesa sui conti
Il conflitto tra Iran e Stati Uniti, esploso a fine febbraio 2026, ha avuto un impatto stimato di circa un punto percentuale sulla crescita organica del gruppo. L’effetto si è concentrato soprattutto sul Medio Oriente, una delle aree più dinamiche per il lusso prima della crisi, dove si è registrato un forte rallentamento della domanda a partire da marzo.
Secondo il gruppo e le stime di mercato, il traffico nei centri commerciali di Dubai avrebbe subito cali fino al 50%, con una conseguente contrazione della spesa da parte della clientela high-end. L’impatto si è esteso anche all’Europa, penalizzata dalla riduzione dei flussi turistici provenienti dal Golfo e da un contesto valutario meno favorevole.
Lvmh, conti: Asia in crescita, Usa solidi, Europa in calo
Tornano ai conti, il colosso francese ha chiuso il primo trimestre 2026 con un fatturato in lieve calo su base totale ma in crescita a livello organico, dopo un 2025 già segnato da una fase di rallentamento e da un quarto trimestre in progressivo miglioramento.
A livello geografico, la performance resta disomogenea: l’Asia (escluso il Giappone) segna una crescita organica del 7%, confermando il recupero della domanda iniziato nella seconda parte del 2025. Gli Stati Uniti avanzano del 3%, leggermente sopra le attese del mercato, mentre l’Europa arretra del 3%, penalizzata dalla debolezza dei consumi turistici e dal rafforzamento dell’euro.
Lvmh: Moda e Pelletteria sotto pressione, tengono Gioielli e Retail
La divisione Moda e Pelletteria, la più importante del gruppo e responsabile di circa l’80% degli utili, ha riportato ricavi pari a 9,24 miliardi di euro, in calo del 9% su base reported e del 2% su base organica. Il dato è inferiore alle attese di stabilità del mercato ed è stato il segmento più colpito dal contesto geopolitico. La pressione ha riguardato soprattutto Louis Vuitton e Dior, mentre Loro Piana ha registrato una crescita a doppia cifra, sostenuta dalla domanda legata al “quiet luxury”. Nonostante il contesto, spiega la nota del gruppo, Louis Vuitton ha beneficiato delle celebrazioni per il 130° anniversario della tela Monogram, mentre Dior ha mostrato segnali di miglioramento grazie ai primi prodotti firmati da Jonathan Anderson.
Sotto pressione anche la divisione Vini e Liquori, che ha registrato ricavi tra 1,2 e 1,27 miliardi di euro, in calo del 2% ma con crescita organica del 5%, sostenuta da Moët & Chandon e da un effetto calendario positivo sul cognac legato al Capodanno cinese.
La divisione Profumi e Cosmetici ha riportato ricavi stabili su base organica a circa 2 miliardi di euro, mentre più solida è risultata la performance di Orologi e Gioielli, che ha raggiunto 2,44 miliardi di euro, con una crescita organica del 7% trainata da Tiffany & Co. e Bulgari. Il comparto Selective Retailing ha infine registrato ricavi pari a 4 miliardi di euro, in calo del 3% ma in crescita del 4% organico, sostenuto dalla buona performance di Sephora.
Analisti divisi: Bernstein conferma Outperform, Jefferies più prudente
Sul fronte degli analisti, Bernstein ha confermato la raccomandazione “Outperform” su Lvmh, pur riducendo il target price a 600 euro da 685 euro. La casa d’affari evidenzia segnali di miglioramento su Louis Vuitton e Dior e una domanda più solida in Cina e Stati Uniti, ma avverte che l’incertezza geopolitica e la pressione sui margini potrebbero oscurare i progressi di fondo.
Più prudente Jefferies, che mantiene il giudizio “Hold” e taglia il target price a 510 euro da 610 euro, citando le incognite sulla domanda nei segmenti premium in Europa e Stati Uniti e sul ritmo di ripresa della clientela cinese.
Borsa, lusso in ordine sparo: Kering, Hermès e Moncler in rialzo
La reazione dei mercati è negativa per Lvmh, con il titolo in calo tra l’1,43% e il 2,5% a Parigi, intorno ai 472 euro, penalizzato dalla scarsa visibilità sulle prospettive 2026 dopo la mancata indicazione di una guidance. Il movimento si inserisce in un quadro già debole: da inizio anno il titolo ha perso oltre il 26% della capitalizzazione, tra le peggiori performance del comparto europeo.
Il settore del lusso si muove invece in ordine sparso, con gli investitori già concentrati sui prossimi risultati. Kering sale di circa l’1,35% in attesa dei risultati trimestrali attesi in serata e del Capital Market Day di giovedì a Firenze, mentre Hermès avanza dell’1,08% in vista della pubblicazione dei conti. In progresso anche la svizzera Richemont (+1,3%), sostenuta dalla buona performance del segmento gioielli e orologi.
A Milano, dopo la frenata della vigilia, salgono Brunello Cucinelli (+0,37%) e Moncler (+2,6%), quest’ultima in vista dei numeri che saranno diffusi la prossima settimana. Bene anche Salvatore Ferragamo (oltre il 3%), nonostante Morningstar abbia abbassato la raccomandazione da “Hold” a “Sell”, mantenendo il target price a 6,40 euro. Da segnalare infine il rialzo di Campari (+0,3%), dopo l’annuncio della performance positiva della divisione Vini e Alcolici del gruppo francese.