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Borse 12 marzo: il petrolio Brent sfiora i 100 dollari e affossa l’azionario, il crollo di Deutsche Bank travolge le banche. A Milano vola Leonardo

Altra seduta negativa per i mercati finanziari, dall’Asia all’America. A Milano vanno giù le banche, travolte dal nuovo caso Deutsche Bank. Bene Telecom Italia e Generali dopo la trimestrale. Spread Btp Bund a 80 punti base

Borse 12 marzo: il petrolio Brent sfiora i 100 dollari e affossa l’azionario, il crollo di Deutsche Bank travolge le banche. A Milano vola Leonardo

Anche nella seduta di giovedì 12 marzo è il petrolio a dettare l’agenda sui mercati internazionali: l’intensificarsi delle minacce dell’Iran sullo Stretto di Hormuz portano oggi il greggio Brent a toccare per un attimo i 100 dollari al barile e poi a stabilizzarsi appena sotto, con un balzo di circa l’8%, mentre il Wti Crude Oil staziona in area 94 dollari al barile. Questo il commento del presidente statunitense Donald Trump: “Gli Stati Uniti sono il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando il prezzo del petrolio sale, noi facciamo un sacco di soldi. Ma la cosa di più grande interesse e importanza per me, come presidente, è fermare l’impero del Male, l’Iran”.

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A Milano vanno giù le banche e lo spread Btp Bund risale a 80 punti base

In questo scenario le Borse registrano un’altra giornata negativa, dall’Asia all’America. L’indice Nikkei di Tokyo aveva chiuso perdendo un punto percentuale abbondante, e non va molto meglio all’Europa: l’indice Euro Stoxx 50 cede lo 0,7%, Parigi -0,7%, Francoforte recupera nel finale e limita i danni agganciando quasi la parità, Londra -0,4%. Piazza Affari chiude col -0,71% a 44.456 punti, appesantita dai titoli bancari, travolti dal nuovo caso Deutsche Bank che a Francoforte crolla di oltre il 6% perchè i manager dell’operazione Mps-Santorini chiedono alla banca tedesca un risarcimento di 750 milioni di euro.

In Italia il titolo bancario peggiore è quello di Mps -4,3%, poi ovviamente a braccetto Mediobanca -3,9%, e via via Unicredit -3,7%, Intesa Sanpaolo -2%, Banco Bpm -3%. Bper Banca -2% e Pop Sondrio -1% dopo che le rispettive assemblee hanno dato il via libera alla fusione per incorporazione dell’istituto valtellinese in un’operazione che avverrà al rapporto di concambio di 1,45 azioni Bper per ogni titolo della Popolare di Sondrio. Bper prevede di chiudere l’operazione entro aprile. Sempre a proposito di Bper, è di oggi la notizia che Jp Morgan ha superato il 10% del capitale. Giornata no per lo spread Btp Bund che sale di oltre il 10% a toccare di nuovo gli 80 punti base, col rendimento del nostro Btp 10 anni di riferimento che schizza al 3,74%.

A Piazza Affari è anche giornata di conti e piani industriali: la reazione della Borsa per Generali, Tim, Leonardo e Acea

Oltre al tonfo delle banche a Piazza Affari è stata giornata di trimestrali e piani industriali, con reazioni contrastate degli investitori. Generali +1,5% dopo i conti record e l’annuncio del buyback da mezzo miliardo. L’amministratore delegato Philippe Donnet si è detto pronto ad allargare la sua partnership con Unicredit e ad operazioni di M&A nel risparmio gestito, tanto in Italia quanto all’estero. Telecom Italia +2% dopo che ha confermato i risultati preliminari, col ritorno all’utile dopo quattro anni, grazie soprattutto alle attività brasiliane. Cade Acea -1,6% che a sua volta ha chiuso il 2025 con l’utile in crescita del 45% e un dividendo da record: sarà questa l’ultima trimestrale firmata dall’Ad Fabrizio Palermo, favorito per passare alla guida di Mps. Ma è soprattutto Leonardo +5,7% a far notizia: il piano industriale ha entusiasmato il mercato, facendo del gruppo di Roberto Cingolani il miglior titolo del Ftse Mib.

Parte male pure Wall Street: in rosso i titoli tech sul Nasdaq. Il dollaro si rafforza sull’euro

Prevale l’inquietudine anche sugli indici borsistici statunitensi. Il Dow Jones cede lo 0,8% e ancora peggio fa il Nasdaq che poco prima dell’orario di chiusura dei listini europei crolla dell’1,2%, con tutti i titoli tecnologici in rosso. Micron, che è sempre un titolo che testimonia bene gli umori, cede il 3,5% dopo il tentativo di rimonta nelle ultime sedute. Tesla -2,2%, Nvidia -0,8%, Invesco -1,3%, Amazon -1,2%, Apple -2%, Alphabet -1,5%. Altra giornata no per il Bitcoin che in questo periodo è particolarmente volatile, ma al momento sembra difendere quota 70.000 dollari. Il dollaro Usa invece conferma la tendenza rialzista e si rafforza ulteriormente sull’euro, portando il cambio sull’1,15 basso.

Materie prime: oltre al rialzo del petrolio da segnalare la (lievissima) flessione di oro e argento

Mentre le attenzioni sono tutte sullo Stretto di Hormuz e sul mercato del petrolio, oggi si segnalano poco mosse altre due commodities strategiche come oro e argento: tendenzialmente in ribasso, i due metalli preziosi tuttavia confermano rispettivamente i 5.100 dollari e gli 85 dollari l’oncia. Guardando al trend della settimana, oro e argento rimangono comunque su valori più alti rispetto a quelli della scorsa settimana. Da inizio anno hanno guadagnato entrambi quasi il 20%, e l’argento negli ultimi 12 mesi ha triplicato il proprio valore.

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