L’ultima seduta borsistica della settimana è caratterizzata dall’Ipo da record di SpaceX e dai segnali di pace tra Usa e Iran, anche se da prendere sempre con cautela. Il quadro comunque fa sì che tutti i listini occidentali viaggino a gonfie vele, soprattutto quelli europei: aveva dato il “la” l’indice Nikkei di Tokyo col +2,8%, poi Milano +2% sopra i 51.000 punti con nuovo record, Parigi +1,8%, Francoforte +1,6%, Londra +1,5%, Dow Jones +1%, S&P 500 +0,8%, Nasdaq Composite Index +0,7%. E’ proprio sul Nasdaq che esordisce SpaceX, con una valutazione da 1.800 miliardi di dollari.
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Sul Nasdaq è il giorno di SpaceX. Bene gli altri titoli dell’IA
Fondata nel 2002 da Elon Musk, oltre ai razzi nello Spazio (è una azienda privata e ne ha lanciati più di qualsiasi Paese del mondo) SpaceX basa il suo successo su Starlink, la sua mega-costellazione di satelliti a banda larga che fornisce internet ad alta velocità a 164 Paesi, e sull’Intelligenza artificiale attraverso i suoi data center Colossus e il modello Grok AI. Oggi tra i titoli più scambiati vanno leggermente sotto solo Tesla e Microsoft, mentre sono degni di nota gli exploit di Sandisk +5,6%, Amd +5,6%, Marvell +2,3%, Intel +5%, Qualcomm +4,9%. Amazon la peggiore tra le big storiche: -1,4%. Risorge persino il Bitcoin che guadagna il 2,4% sopra i 64.000 dollari.
Volano i listini europei, Piazza Affari fa il record con le banche
Il Ftse Mib chiude al +2% e lo spread Btp Bund è segnalato oggi in consistente diminuzione a 74 punti base, col rendimento del Btp 10 anni al 3,74%. A proposito di titoli di Stato, il Mef ha fissato il tasso minimo garantito del primo Btp Italia Sì all’1,60% annuo: emissione al via il 15 giugno. I titoli che trainano Piazza Affari su vette altissime sono soprattutto quelli finanziari, ad eccezione di Buzzi che è il migliore di tutti col +5,7% e Stm +4,5%. Poi Mediobanca +4,6%, Intesa Sanpaolo +4,3%, Unipol +4,3%, Unicredit +4,1%, Mps +4%. In controtendenza il lusso: Moncler il peggiore del Ftse Mib col +3,75%, Brunello Cucinelli -1%. Rosso pesante anche per Diasorin, Avio e Eni.
Materie prime: petrolio in ribasso sotto i 90 dollari, gas sotto i 47 euro
Le schiarite tra Usa e Iran, sebbene tutte da verificare, portano oggi il prezzo del petrolio a sgonfiarsi decisamente: sia Wti Crude Oil che Brent perdono oltre il 3%, portandosi rispettivamente sugli 84 e sugli 87 dollari al barile, che per il Brent è il minimo da inizio marzo, quindi da oltre tre mesi. Va giù pesante anche il gas: il TTF europeo crolla oggi del 6%, scendendo da 50 a meno di 47 euro per megawattora. Piccolo sussulto in compenso per oro e argento, ma percentualmente non significativo: l’oro ritrova i 4.200 dollari l’oncia, l’argento supera nuovamente i 67 dollari l’oncia. Da inizio anno i due metalli hanno perso rispettivamente il 2,2% e il 5% del proprio valore.
