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BORSA ULTIME NOTIZIE: Piazza Affari, Europa e Wall Street in rally e meno pressione sui bond. Rimbalzo tecnico o c’è altro?

Un’altra giornata di gloria per le Borse mentre scende la pressione sui bond: è un effetto tecnico o i mercati fiutano un cambio di passo delle Banche centrali sui tassi?

BORSA ULTIME NOTIZIE: Piazza Affari, Europa e Wall Street in rally e meno pressione sui bond. Rimbalzo tecnico o c’è altro?

Potrebbe trattarsi solo del rally di un mercato Orso, ma comunque lo si voglia chiamare il mese di ottobre è partito con il piede giusto per i mercati finanziari, dopo nove mesi di passione. I listini europei chiudono oggi in netto rialzo, con guadagni superiori al 3% e Wall Street si sta muovendo tonica dopo i progressi di ieri. Tornano inoltre gli acquisti sui titoli di Stato, che vedono scendere i rendimenti.

Borse Europe i rally, scende lo spread

Piazza Affari si apprezza del 3,42% e sale di slancio a 21.690 punti base, trascinata dai titoli del lusso e con quasi tutte le blue chip in rialzo. Il verde brilla anche sul secondario italiano: lo spread tra Btp 10 anni e Bund di pari durata arretra a 231 punti base (-0,48%) e i tassi scendono rispettivamente al 4,18% e all’1,88%.

Nel resto d’Europa le grandi firme siglano la performance stellare di Parigi, +4,24%, dove Essilorluxottica (+7,07%) domina la scena insieme a Lvmh (+6,18%). A dare forza ai mercati contribuiscono chip, finanziari, viaggi, tempo libero e industria. Francoforte si apprezza del 3,76%, Amsterdam +3,68%, Madrid +3,12%, Londra +2,38%.

L’euro tenta di agganciare la parità con il dollaro e guadagna oltre l’1%, trattando intorno a 0,996. Progressi anche sulla sterlina. La divisa britannica è invece ancora in recupero contro il dollaro, dopo la parziale marcia indietro del governo sul piano fiscale.

Bene il petrolio, in attesa che l’Opec+ proceda con i tagli: il Brent sale del 2,21% e scambia a 90,83 dollari al barile. 

Oro ai massimi da tre settimane e gas in calo.

Banche centrali ed Ecofin all’origine dell’ottimismo?

All’origine di questo ottimismo ci sono probabilmente dei prezzi ormai a sconto, ma anche il sentore che le banche centrali potrebbero essere più prudenti nei prossimi meeting, alla luce dei dati sul manifatturiero visti ieri. L’industria a stelle e strisce resta in espansione, ma rallenta crescendo al ritmo più lento in due anni e mezzo e si comincia così a fare strada l’ipotesi che nella prossima riunione la Fed interverrà sui tassi con un rialzo di 50 punti base e non con 75 punti base come stimato finora. Ad avallare l’idea che la prudenza cominci a fare breccia nel cuore dei banchieri centrali è anche la scelta dell’istituto australiano che, nella notte, ha aumentato i tassi di soli 25 punti base.

In Europa utilizza toni pacati Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banca centrale di Francia e membro del comitato esecutivo della Bce, secondo cui la banca centrale europea aumenterà i tassi di interesse nella misura necessaria per ridurre l’inflazione di fondo e il ritmo potrebbe rallentare dopo la fine dell’anno.

Sempre in Europa si guarda poi all’accordo sulla strategia di indipendenza dal gas russo, che prevede l’aggiunta di un nuovo capitolo RePowerEu ai Piani nazionali di ripresa e resilienza dei singoli Stati membri finanziati nell’ambito del Next Generation Eu. L’obiettivo – fa sapere Bruxelles – è rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione diversificando le forniture energetiche e aumentando l’indipendenza e la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’Unione. In termini pratici l’aggiunta di un nuovo capitolo energetico ai Pnrr permetterà “di finanziare investimenti e riforme chiave che contribuiranno a raggiungere gli obiettivi di RePower Eu”. Per quanto riguarda il finanziamento di questa misura, l’Ecofin ha optato per una combinazione di fonti: il Fondo per l’innovazione (75%) e la pre-alimentazione delle quote Ets (25%).

L’Ecofin si sarebbe spaccato però sull’uso di strumenti pandemici per affrontare la crisi dell’inflazione. Il commissario agli affari economici, Paolo Gentiloni, ha lanciato l’idea dell’utilizzo di uno schema simile a quello di Sure, il programma lanciato durante la pandemia. Una proposta condivisa da alcuni, ma bocciata dalla Germania.

Un’onda verde su Piazza Affari guidata da Moncler

Un’ondata di acquisti ha investito oggi Piazza Affari che chiude la seduta con quasi tutte le blue chip in rialzo. Fa eccezione Atlantia, -0,04%, dopo il via libera della Consob al documento per l’Opa volontaria totalitaria promossa dalla holding della famiglia Benetton, Edizione, insieme a Blackstone, attraverso Schema Alfa.

Il Ftse Mib è guidato da Moncler, +8,07%, che si rifà di molte sedute negative nelle scorse settimane. Il morale nel settore risale a causa del clima generale, ma anche in vista del Congresso del Partito comunista cinese, a partire dal 16 ottobre, da cui si attendono novità sulla politica zero Covid che ha bloccato varie aree del paese per diversi mesi e ingessato un mercato fondamentale per la moda. Gli investitori attendono inoltre la pubblicazione dei conti del terzo trimestre 2022 delle aziende del settore. Archiviano una seduta in rialzo i titoli finanziari: Nexi +6,43%, Finecobank +5,88%. Bene le grandi banche, Intesa +3,11% e Unicredit+3,33%, con il settore che tira un sospiro di sollievo guardando al rimbalzo di Credit Suisse (+8,86%). Torna sugli scudi Banca Generali, +3,35%, che resta nel mirino dopo che i media hanno parlato della possibilità che Generali (+3,42%) venda la società a Mediobanca (+2,22%).

In controtendenza Mps, -3,38%, che si conferma volatile in attesa dell’aumento di capitale.

Tra i titoli oil si mette in luce Saipem, -6,4%, piuttosto trascurata ieri.

Nell’industria svetta Interpump, +6,34% con Prysmian +5,49%.

Stm si apprezza del 5,41% in un settore dei chip effervescente a livello europeo e a Wall Street, dopo le previsioni ottimistiche della Foxconn di Taiwan (+1,66%) e dell’unità di produzione di chip di Samsung Electronics (+3,95%). A spingere il comparto è stata anche la notizia che il Parlamento europeo ha approvato le nuove regole che introdurranno nell’UE un unico caricatore per telefoni cellulari, tablet e fotocamere entro il 2024.

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