Le Borse europee iniziano la seduta in lieve rialzo, ma senza una direzione precisa, in un contesto di scambi cauti e volatilità ridotta. Il quadro resta frammentato: Madrid è la più debole e si muove in territorio negativo, mentre gli altri listini oscillano attorno alla parità, segnalando un mercato sostanzialmente in fase di attesa. Gli investitori restano prudenti, in una giornata dominata dall’incertezza geopolitica, dalle attese per i dati sull’inflazione Usa e da movimenti contrastati sulle materie prime. Il clima globale resta leggermente positivo, sostenuto dalla chiusura in rialzo di Wall Street e dalla buona impostazione dei mercati asiatici, ma senza spunti forti nelle prime battute della giornata.
Sul fronte internazionale il quadro resta complesso. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano a rappresentare un fattore di rischio per i mercati, con colloqui diplomatici ancora incerti e lo Stretto di Hormuz che si conferma punto critico per i flussi energetici globali. Le restrizioni al traffico navale e le ipotesi di nuovi pedaggi contribuiscono ad alimentare la volatilità del petrolio, mentre resta instabile anche il fronte mediorientale sul dossier Israele-Libano: il premier israeliano ha aperto al dialogo ma senza un cessate il fuoco. Il presidente Usa Donald Trump ha inoltre rilanciato le tensioni con l’Iran, minacciando nuove misure legate alle tariffe su Hormuz: “Faranno meglio a fermarsi subito!”.
Asia-Pacifico: seduta positiva con Nikkei e Corea in evidenza
I mercati asiatici chiudono la seduta in prevalenza positiva, sostenuti da alcuni dati macro e da un miglioramento del sentiment globale. Il Kospi della Corea del Sud sale dell’1,75%, mentre il Nikkei 225 guadagna l’1,8%, confermando il forte interesse sugli asset giapponesi. In Cina il quadro è positivo con il CSI 300 in rialzo dell’1,2%, sostenuto anche da segnali di ripresa dei prezzi alla produzione. A Hong Kong l’Hang Seng sale dello 0,6%, mentre a Taiwan il Taiex segna +1,5%. L’India continua a mostrare forza con il Nifty 50 in crescita dell’1%, mentre l’Australia resta più debole con il S&P/ASX 200 in calo dello 0,3%.
Un segnale rilevante arriva dalla Cina, dove l’inflazione continua a raffreddarsi più delle attese. A marzo l’indice dei prezzi al consumo è salito dell’1% su base annua, in rallentamento rispetto all’1,3% di febbraio e sotto le stime dell’1,2%, mentre su base mensile si è registrata una contrazione dello 0,7% dopo il +1% del mese precedente. Il rallentamento è diffuso sia nelle aree urbane sia rurali e conferma un quadro di domanda interna ancora debole, con l’inflazione media del primo trimestre 2026 ferma allo 0,9% annuo.
Wall Street: future deboli dopo i rialzi di ieri, attesa per l’inflazione Usa
I future di Wall Street viaggiano in territorio negativo, segnalando un avvio debole anche per la piazza americana dopo la chiusura positiva della vigilia. Ieri, infatti, i principali indici statunitensi hanno archiviato la seduta in rialzo, con il Dow Jones in progresso dello 0,58%, lo S&P 500 dello 0,62% e il Nasdaq dello 0,83%, sostenuti dal miglioramento del sentiment legato alle attese di de-escalation geopolitica e da una sessione complessivamente più favorevole al rischio.
La seduta precedente è stata inoltre accompagnata da una serie di dati macroeconomici che hanno contribuito a sostenere i listini: il mercato del lavoro è rimasto solido, con una crescita delle buste paga superiore alle attese e un calo del tasso di disoccupazione, elementi che hanno ridimensionato i timori di un rallentamento più marcato dell’economia statunitense. Sul fronte prezzi, invece, le indicazioni hanno confermato un’inflazione ancora vischiosa, mantenendo alta l’attenzione sulla traiettoria della Federal Reserve e sulle prossime mosse di politica monetaria.
Oggi l’attenzione degli investitori si concentra sul dato sull’inflazione negli Stati Uniti, in uscita alle 14:30 italiane, che inizierà a riflettere più chiaramente l’impatto del recente shock energetico. Le attese indicano un possibile nuovo rialzo dei prezzi, elemento che potrebbe rafforzare un atteggiamento ancora prudente da parte della Fed.
Titoli sotto la lente a Piazza Affari: occhi su Eni, Enel e Leonardo
A Piazza Affari la seduta si muove in territorio contrastato, con acquisti diffusi sui titoli del lusso e industriali e vendite concentrate soprattutto su energia e difesa. In cima ai rialzi si distingue Brunello Cucinelli, sostenuta dai risultati trimestrali con ricavi in crescita a doppia cifra e forte contributo da Americhe e Asia, mentre gli acquisti premiano anche Stm, Prysmian, Moncler, Ferrari, Stellantis, Nexi, Mediobanca e Recordati.
Ma l’attenzione resta sulle partecipate pubbliche dopo le nuove nomine. Per Eni viene confermato Claudio Descalzi, con la presidenza affidata a Giuseppina Di Foggia, attuale ad di Terna, mentre per Enel restano ai vertici Flavio Cattaneo e Paolo Scaroni. Su Leonardo si chiude la fase di Roberto Cingolani con il passaggio a Lorenzo Mariani alla guida operativa, già in Mbda Italia e in passato condirettore generale del gruppo, in un contesto in cui il titolo beneficia anche di valutazioni più ottimiste da parte degli analisti. Ubs ha infatti alzato il target price a 64 euro, confermando rating Neutral, mentre cresce l’attenzione per il programma Gcap e per possibili sviluppi internazionali. Sempre Ubs ha migliorato anche Prysmian, portando il target a 135 euro con raccomandazione Buy grazie alle prospettive legate alle reti elettriche.
Nel settore bancario Unicredit resta sotto osservazione dopo il collocamento di un bond da 1 miliardo di euro con domanda record e cedola al 3,776%, mentre rimane aperto il dossier strategico legato a Commerzbank e alle possibili implicazioni sull’operazione mBank. Nel risparmio gestito Anima ha riportato deflussi netti per 5,63 miliardi di euro a marzo, riflettendo l’impatto della volatilità e delle tensioni geopolitiche sui flussi in entrata. Tra le small cap, Reply ha annunciato un buyback fino a 550 milioni di euro, rafforzando la politica di remunerazione degli azionisti.
Sul fronte obbligazionario lo spread Btp-Bund si mantiene stabile in area 77 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,75%.
Gli altri mercati
Il tema energetico resta centrale. Il petrolio rallenta dopo i recenti rialzi: il Brent scende sotto i 97 dollari al barile, mentre il Wti si muove in area 98 dollari. In calo deciso anche il gas ad Amsterdam, che perde oltre il 2% scendendo verso quota 45 euro al megawattora.
Sul mercato valutario l’euro/dollaro si mantiene in area 1,168, con il biglietto verde atteso in lieve calo settimanale, mentre il Bitcoin risale sopra quota 72.000 dollari sostenuto da flussi speculativi, pur restando in un quadro tecnico ancora fragile. In lieve calo l’oro spot a 4.751,42 dollari l’oncia e l’argento sotto i 76 dollari.