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Borsa, Milano incerta ma le banche brillano

A metà giornata Piazza Affari sembra prendere una pausa per riflettere dopo le parole di Mario Draghi sul Qe. I titoli bancari rimangono positivi con i riflettori puntati su Ubi Banca, Banco Bpm e Bper. Bene anche Intesa Sanpaolo. Gli operatori premiano Telecom Italia: nonostante le tensioni sulla banda ultralarga, si attendono i dati trimestrali. Giù lusso e utilities. L’euro scatenato penalizza l’automotive e la scuderia Fca – Btp al 2,05%

Borsa, Milano incerta ma le banche brillano

Grazie alla corsa delle banche Piazza Affari compensa la frenata di utilitiies e dell’auto, condizionate dall’aria di rialzo dei tassi e dall’avanzata dell’euro. L’indice Ftse Mib alle 12.30 è in pratica invariato attorno a quota 21.100. In ribasso gli altri listini europei: Parigi -0,6%, Francoforte e Madrid -0,3%. In lieve progresso Londra +0,26%.

L’euro resta oltre 1,14 sul dollaro in un mercato che sembra ignorare i tentativi della Bce di attutire l’interpretazione fatta dai mercati del messaggio di Draghi. L’indice di fiducia economica nei Paesi dell’Eurozona si è attestato a giugno a 111,1 punti, in aumento rispetto ai 109,2 di maggio e al di sopra delle attese degli economisti.

Prosegue il recupero del petrolio: il Brent guadagna lo 0,5% a 47,50 dollari  al barile. E’ il sesto rialzo di seguito. Nelle precedenti cinque sedute, tutte al rialzo, il greggio è salito quasi del 6%.  Eni -0,37%Saipem +0,2%, Tenaris +0,2%.

Il Btp a dieci anni tratta al 2,05%, da 2,03% di ieri. Risale anche il bund decennale a 0,40%, da 0,36% di ieri.  Si irripidisce la curva dei tassi in Italia, il differenziale tra 2 anni e 10 anni sale a 223 punti base, massimo delle ultime tre settimane. Una curva più ripida porta benefici all’attività delle banche, già favorite dal rally dei titoli del settore in Italia ma, soprattutto, dal buon esito degli stress test negli Stati Uniti: 32 delle 34 banche valutate dalla Federal Reserve hanno passato l’esame e sono state autorizzate a procedere con la distribuzione dei dividendi. 

Tra le banche a cui la Fed ha dato il via libera anche le unità Usa di Deutsche Bank, HSCB e Santander che salgono tra 0,9% e 4% A spingere Deutsche Bank anche la notizia che un giudice federale statunitense non ha accolto l’accusa che la società abbia nascosto falle nei suoi controlli anti-riciclaggio nell’ambito di operazioni di trasferimento di denaro dalla Russia per 10 miliardi di dollari.

In terreno positivo le banche italiane: Intesa+1,14%, Unicredit +0,4%, Ubi +3,54%, Banco Bpm +3,9%, BPER +2,07%, Credito Valtellinese +6,66%.

In Europa le utility soffrono/ L’indice di settore perde l’1,4% sulla possibilità di un aumento dei tassi di interesse da parte della Bce entro luglio 2018.

Enel è in calo dell’1,16%, Terna -1,57%, Italgas – 0,09%.

Sale invece Telecom Italia+1,04%. Ieri l’amministratore delegato Flavio Cattaneo ha detto che i dati del secondo trimestre mostreranno quando sia forte la crescita della clientela nella banda larga. Mediaset +0,7%

Debole il lusso. Sotto tiro in particolare Tod’s -3,8%. Equita si aspetta che dai prossimi conti (in uscita il 3 agosto) emergano margini deboli nel primo semestre e ha tagliato le stime sul gruppo e il target price a 56,5 euro, confermando il rating reduce. Luxottica -0,8%, Ferragamo -1%, Brunello Cucinelli -3% 

L’aumento dell’euro frena l’automotive: In discesa  Fiat Chrysler -1,8%, Ferrari -2,07% e Brembo -1%.

 

 

 

 

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