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Borsa: l’Europa allunga il passo, si guarda a inflazione Usa e colloqui su Iran. A Milano tonfo di Leonardo, vola Cucinelli

La tregua in Iran resta fragile: i mercati guardano con prudenza all’evoluzione geopolitica mentre il petrolio torna a salire, pur restando sotto quota 100 dollari al barile. In calo oro e argento, mentre l’euro si rafforza e risale sopra 1,17 dollari

Borsa: l’Europa allunga il passo, si guarda a inflazione Usa e colloqui su Iran. A Milano tonfo di Leonardo, vola Cucinelli

Le Borse europee accelerano il passo a metà seduta, nonostante i future Usa contrastati, sostenute da un clima di cauto ottimismo legato agli sviluppi geopolitici e alla tenuta dei mercati globali. Il sentiment resta però fragile, con gli investitori ancora alle prese con le tensioni tra Iran, Israele, Libano e Stati Uniti, oltre che con l’evoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina. Sullo sfondo, massima attenzione ai dati sull’inflazione americana, attesi come possibile bussola per le prossime mosse della Federal Reserve.

In questo scenario di equilibrio precario, le principali piazze europee si muovono in territorio positivo: Milano, Francoforte e Parigi avanzano tutte intorno a un rialzo dello 0,7%, mentre Madrid resta leggermente più indietro con un +0,66%. Più prudente Londra, che segna un progresso più contenuto attorno allo 0,3%, confermando un’Europa complessivamente ben intonata.

Medio Oriente e Ucraina: mercati tra speranze e tensioni

Il quadro internazionale continua a essere il vero ago della bilancia per i mercati. In Medio Oriente restano alte le tensioni tra Stati Uniti e Iran, con il nodo dello Stretto di Hormuz ancora centrale per gli equilibri energetici globali. L’Iran ha smentito l’invio di delegazioni in Pakistan per i colloqui, che risultano ancora sospesi, mentre Israele prepara nuovi confronti diplomatici con il Libano, pur mantenendo una linea dura contro Hezbollah. Sul fronte politico, Donald Trump ha rilanciato le pressioni su Teheran legate alle tariffe sul passaggio nello Stretto, con toni nuovamente duri: “Faranno meglio a fermarsi subito!”.

In Europa orientale, invece, arrivano segnali più incoraggianti. Dal fronte ucraino emergono aperture a un possibile percorso negoziale con la Russia. Il principale negoziatore di Kiev parla di progressi nei colloqui, mentre alcune dichiarazioni dell’ex intelligence militare ucraina rafforzano l’ipotesi di una soluzione diplomatica in evoluzione, anche se il percorso resta ancora lungo e incerto.

Wall Street, future contrastati: attesa per l’inflazione Usa

La partenza virtuale di Wall Street, fotografata dai future Usa, mostra un mercato in pausa dopo i recenti guadagni. Il Dow Jones cede lo 0,06% a 48.387 punti, l’S&P 500 resta quasi invariato a +0,02% a 6.864,50 punti, mentre il Nasdaq segna un leggero +0,08% a 25.270,50 punti, sostenuto dal comparto tecnologico.

In sostanza, un mercato che “alla finestra”, in attesa del dato chiave della giornata: l’inflazione Usa. Il tema dei prezzi resta infatti centrale per capire la traiettoria della politica monetaria della Federal Reserve e, di riflesso, la direzione dei mercati globali.

L’euro intanto continua a rafforzarsi per la quinta seduta consecutiva, salendo a 1,171 dollari, segnale di un dollaro più debole anche verso le principali valute emergenti.

Piazza Affari: Cucinelli guida il listino, bene anche Stm e Stellantis

A Piazza Affari sotto i riflettori le società partecipate dal Mef, dopo le nuove nomine: tra i titoli più deboli spiccano Leonardo, penalizzata dal cambio al vertice e dalla debolezza del settore difesa (pioggia di vendite anche su Fincantieri), insieme ai titoli dell’energia: Eni, Tenaris, Saipem, Terna, A2a e Italgas.

Il comparto industriale e tecnologico si conferma invece tra i più dinamici, con Stm sostenuta dall’andamento del settore globale dei semiconduttori e Prysmian in rialzo grazie al giudizio positivo degli analisti e a un momentum favorevole di settore. Ben comprate le banche con Mediobanca, Mps e Unicredit in cima ai rialzi. Sugli scudi anche Stellantis e Buzzi.

Ma il vero protagonista della giornata resta Brunello Cucinelli, che svetta dopo i conti trimestrali: ricavi in crescita a doppia cifra e risultati oltre le attese rafforzano la fiducia degli investitori sul percorso del gruppo.

Il petrolio sale, ma resta sotto 100 dollari. gas in calo

Il petrolio resta stabile ma tonico, con il Brent in area 96 dollari al barile, mentre il gas naturale europeo scende verso quota 44 euro al megawattora, in calo di circa il 3%. Il quadro energetico rimane in equilibrio precario, sospeso tra tensioni geopolitiche e dinamiche di offerta più distese.

In questo contesto, il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), Fatih Birol, ha lanciato un avvertimento: possibili carenze di diesel e cherosene in Europa nelle prossime settimane, con scorte in diminuzione e il rischio che la situazione possa peggiorare già da maggio in assenza di un rapido aumento della produzione globale.

Anche l’oro resta poco mosso, segno che i mercati preferiscono aspettare prima di prendere nuove direzioni, in vista dei dati macro Usa.

Spread in rialzo dopo asta Btp: rendimenti ai massimi da luglio 2024

Sul fronte obbligazionario lo spread tra Btp e Bund risale a 79 punti base dopo un’asta del Tesoro che ha visto rendimenti in aumento e un clima più nervoso sui mercati. Il ministero dell’Economia ha comunque collocato l’importo massimo previsto di 8 miliardi di euro, attraverso la riapertura del Btp a 3 anni, il nuovo benchmark a 7 anni (giugno 2033) e la seconda tranche del Btp a 15 anni (ottobre 2041).

Nel dettaglio, il Btp a 3 anni è stato assegnato al 2,91%, livello più alto da luglio 2024. Il nuovo Btp a 7 anni è salito al 3,51%, anch’esso sui massimi da luglio scorso, mentre il Btp a 15 anni è stato collocato al 4,27%, in ulteriore aumento rispetto all’ultima emissione.

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