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Borsa, Draghi dà la linea su tassi e banche

La Bce ha fatto da apripista: non cambia la politica monetaria e così farà anche la Fed – Tokyo smentisce l’helicopter money – Pausa nei listini Usa dopo 9 rialzi, record di utili per GM – In Europa oggi focus sui dati Pmi – Cordata Bonomi all’attacco di Cairo – Enav: offerta chiusa con successo

Borsa, Draghi dà la linea su tassi e banche

La politica monetaria della Bce per ora non cambia. Anzi, Mario Draghi, nella conferenza stampa dopo la riunione del direttorio della Banca centrale, si è dimostrato più ottimista del previsto in materia di crescita ed inflazione. Ma la scossa, pur prudente, il Presidente l’ha riservata alle banche: “Un sostegno pubblico – ha detto – può essere molto utile in circostanze eccezionali”.

Un segnale che è piaciuto ai mercati, che, parola di Draghi, “di fronte alla Brexit hanno reagito all’aumento della volatilità con una resistenza incoraggiante”. Di qui la scelta di non muoversi, atteggiamento che sarà probabilmente seguito la prossima settimana dalla Federal Reserve, mentre la Bank of Japan ha smentito, per bocca dello stesso governatore Kuroda, di voler dare il via all’Helicopter money.

Le banche centrali, dunque, hanno deciso di non cambiare per ora politica e di lasciare fare ai mercati. A sostenere i listini ci pensa la quasi inattesa corsa dei conti del primo semestre della Corporate Usa, che promette di dare ossigeno all’economia globale anche grazie alla forza del dollaro. I bilanci delle società europee, pur alle prese con la crisi delle banche, possono regalare buone sorprese (vedi Volkswagen). Prevale così nelle Borse un clima di attesa.

NIENTE ELICOTTERO, FRENA TOKYO. IN CALO WALL STREET

Rallenta Tokyo (-0,9%), al termine di una settimana positiva. A determinare la frenata contribuisce il rialzo dello yen (+1,4% a quota 105,42 sul dollaro) dopo l’intervento del governatore Kuroda, che, intervistato dalla Bbc, ha smentito di voler far ricorso all’arma dell’helicopter money, cioè il denaro a pioggia per risvegliare l’economia. Pesano anche i nuovi segnali di rallentamento dell’attività manifatturiera, in calo per il quinto mese di fila. È invece ripresa la marcia ai rialzi di Nintendo (+6,9%). Giù anche Hong Kong (-0,4%) e i listini cinesi con variazioni inferiori allo 0,5%.

La Borsa americana consolida le posizioni dopo i recenti record. Dopo nove rialzi consecutivi il Dow Jones chiude a -0,65%. Giù anche l’indice S&P (-0,60%) e il Nasdaq (-0,56%). A condizionare i mercati c’è Intel (-4%): il primo gruppo al mondo di chip per computer ha annunciato ieri ricavi inferiori alle previsioni. Pesa anche la flessione dell’indice Dow Jones Transportation: Southwest Airlines -11,1% dopo il calo delle previsioni sugli utili. Giù anche Union Pacific (-2,8%), la prima compagnia ferroviaria degli Stati Uniti.

TRIMESTRE RECORD PER GM CHE RIALZA LE STIME 2016

L’attenzione degli investitori resta concentrata sui risultati delle società, che in buona parte stanno sorprendendo gli analisti: l’80% delle aziende che hanno comunicato i dati hanno registrato utili superiori al consensus.

General Motors sale del 3,1% dopo avere annunciato utili del secondo trimestre migliori delle attese. Il primo gruppo Usa dell’auto ha alzato le stime sui profitti dell’intero 2016. Ford +2%.

S’impenna anche E-Bay (+10%): la società ha sorpreso gli analisti con il fatturato, rivedendo al rialzo gli obiettivi per l’esercizio.

MILANO +0,2%: EUROPA POCO MOSSA, OGGI I DATI PMI

Poco mosse le Borse Ue: come previsto, la riunione della Bce non ha portato alcuna novità di politica monetaria. Oggi l’attenzione sarà concentrata sui dati in arrivo dagli indici Pmi dell’Eurozona. L’apertura è prevista in lieve calo.

Piazza Affari chiude +0,25%, a quota 16.805 punti, grazie ad un guizzo finale delle banche. Meno mossi gli altri listini: Francoforte a +0,14%, nonostante il tonfo di Lufthansa (-8%). Madrid +0,09%, mentre Londra e Parigi hanno concluso in ribasso rispettivamente dello 0,43% e dello 0,08%.

Il cambio euro/dollaro ha subito qualche oscillazione subito dopo le dichiarazioni di Mario Draghi nel primo pomeriggio, per poi tornare vicino ai livelli della mattinata a 1,100.

BANCHE IN RIPRESA NEL FINALE GRAZIE ALLA BCE

Il presidente della Bce ha riservato il suo affondo alle banche: “Un sostegno pubblico può essere molto utile in circostanze eccezionali”, ha detto riferendosi al nodo degli Npl, per i quali potrebbe essere utile un sistema di protezione (backstop) pubblico.

Dopo le dichiarazioni di Draghi l’indice Eurostoxx del comparto ha guadagnato l’1,2%. Il recupero ha coinvolto tutti i titoli bancari a partire da Banco Popolare (+4,4%) e Pop. Emilia (+4%). Unicredit ha accelerato in rialzo del 2,4%, a 2,32 euro. Standard & Poor’s ha confermato il rating dell’istituto a ‘BBB-/A-3’ con outlook stabile.

Monte Paschi, infine, avanza del 2,5% nel giorno dell’esame da parte degli organi della Vigilanza della Bce del piano per smaltire 10 miliardi di sofferenze entro l’anno. A Francoforte Deutsche Bank segna un rialzo del 2,1%.

BARCLAYS RITOCCA IL TARGET DI GENERALI

Nel comparto assicurativo Generali arretra dello 0,62%. Barclays ha confermato il giudizio Equal Weight, target ritoccato a 11 euro da 10,80 euro. JP Morgan ha confermato Neutral, target abbassato a 13 euro da 13,50 euro. Ubs ha ribadito il Buy, target giù a 13,70 euro da 14,50 euro. Unipol ha ceduto l’1,38%: Barclays ha alzato a 2,7 (da 2,6) il prezzo obiettivo.

GM E VOLKSWAGEN TRAINANO FCA, BALZO DI FINCANTIERI

Fanno bene a Fiat Chrysler (+1%) le notizie positive che arrivano dalle trimestrali di colossi del calibro di Volkswagen (mercoledì +5%) e di Gm (ieri +4% a Wall Street).In ripresa anche Ferrari (+1,78%).

Sale StM +0,7%: l’americana Qualcomm ha alzato le previsioni per i chip utilizzati nelle telecomunicazioni compensando in parte l’effetto negativo dei conti di Intel. Telecom Italia scende dello 0,2%.

Fincantieri vola del 5,82% dopo la pubblicazione dei risultati semestrali, chiusi con un utile di 7 milioni di euro, in forte riduzione dai 12 milioni dell’anno scorso, e un Ebitda a 113 milioni da 128 milioni del semestre di confronto.

ENAV APPRODA IN BORSA, RCS, ESPOSTO ANTI-CAIRO

Piazza Affari acquista una nuova matricola. Si è concluso con successo il collocamento di Enav, la società dei controllori di volo. Il prezzo è stato fissato a 3,3 euro per azione per un controvalore complessivo di 759 milioni di euro, che potrà salire fino a 833 milioni nel caso di totale esercizio della greenshoe.

Nel lusso salgono Ferragamo +3%, Moncler +0,9% e Yoox +0,4%. Banca Imi ha ridotto il target price da 32,9 a 28,9 euro, livello che resta comunque sopra gli attuali livelli di Borsa.

Tra i petroliferi (stamane Brent a 46,35 dollari al barile, in rialzo dello 0,3%, dopo il -2% di ieri) si è ripresa Tenaris (+1,7%) dopo lo scivolone della seduta precedente. Nuovo calo per Eni (-0,5%), che si è vista respingere la richiesta di una revisione del prezzo di acquisto del gas dall’olandese TerraGas.

In calo Cairo Communications (-1,85%) e Rcs (-2,45%) dopo l’esposto di International Media Holding Spa sull’esito dell’offerta per la casa editrice. La richiesta, presentata in Consob ed alla Procura della Repubblica, mira a verificare “se vi siano state irregolarità nello svolgimento dell’Opas da parte di Cairo Communications”.

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