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Borsa 31 ottobre chiusura: il calo dell’inflazione dà sprint alle piazze azionarie europee. Milano la migliore

Sullo slancio dell’ultima seduta di ottobre, il Ftse Mib si riavvicina a quota 28 mila mentre lo spread Btp-Bund resta molto al di sotto dei 20 punti

Borsa 31 ottobre chiusura: il calo dell’inflazione dà sprint alle piazze azionarie europee. Milano la migliore

L’inflazione in ottobre rallenta più del previsto nella zona euro e particolarmente in Italia, offrendo uno spunto di ottimismo ai mercati del blocco, che oggi chiudono in rialzo, assaporando la fine delle strette da parte della Bce. La politica monetaria condotta fin qui pesa sulla crescita economica, come dimostra il pil del terzo trimestre, ma questo è lo scotto di dieci rialzi dei tassi consecutivi, anche se la settimana scorsa Eurotower ha lasciato i tassi invariati. Oltreoceano Wall Street si muove debole a poche ore dall’apertura, in attesa che la Fed si pronunci domani e lasci intravedere le sue mosse future, mentre la Cina ha fatto risuonare un nuovo campanello d’allarme con l’inattesa contrazione dell’attività manifatturiera nel mese che si chiude oggi.

Piazza Affari regina in Europa

Al termine della seduta di Halloween Piazza Affari è regina in Europa, con un rialzo dell’1,47%, che le consente di recuperare parte delle perdite di questo mese e di riportarsi a ridosso dei 28mila punti base (27.741).

Favoriscono il risultato Amplifon +4,97% e Stellantis, +3,29%, quest’ultima dopo i risultati trimestrali oltre le attese.

Le banche archiviano una seduta di acquisti, con Bper effervescente, +3,68%, seguita Intesa +2,29%, Mps +2,16% e Banco Bpm +2,12%.

Prysmian, +2,8%, festeggia la nuova commessa di 900 milioni negli Usa.

Tra le utility è particolarmente in luce Hera +2,8%.

Nella sanità si apprezza Diasorin +2,95%.

I ribassi, tra le blue chip, sono oggi circoscritti a quattro titoli: Iveco -1,17%, Erg -1,11%, Tenaris -0,7%, Terna -0,36%.

Nel resto del continente: Francoforte +0,62%, Parigi +0,87%, Amsterdam +0,59%, Madrid +0,06%.

Fuori dalla zona euro Londra cede lo 0,1%, con i titoli energetici depressi dal calo di BP (4,58%) dopo che gli utili del terzo trimestre sono risultati inferiori alle attese degli analisti.

Spread stabile, scendono i tassi anche sul primario

Gli effetti positivi dei dati macroeconomici si riflettono anche sul mercato obbligazionario, con lo spread tra decennale italiano e tedesco che chiude poco distante dalla vigilia a 189 punti base (-0,58%), con tassi che arretrano: 4,69% è il rendimento del Btp; 2,8% è quello del Bund.

I tassi scendono anche sul primario, come si vede nelle aste della mattina: il Tesoro ha emesso la terza tranche del BTp a 5 anni per 2,5 miliardi e il rendimento è sceso di 29 centesimi attestandosi al 4,12%. La quinta tranche del BTp a 10 anni per un rendimento in calo di 17 centesimi rispetto all’asta del mese scorso, al 4,76%. Il BTp decennale off the run scadenza 01/06/2027 evidenzia un rendimento del 3,84%.

Il Tesoro ha collocato anche la nona tranche del CcTeu scadenza 15/10/2028 spuntando un rendimento lordo del 5,16%.

Scendono i prezzi dell’energia e l’inflazione frena nella zona euro

Scendono i prezzi dell’energia e l’inflazione frena nella zona euro in ottobre, secondo la stima flash di Eurostat: +2,9% da +4,3% di settembre. Secondo l’Istat in Italia la frenata è ancora più marcata: 1,8% questo mese, contro +5,3% di settembre. La drastica discesa si deve in gran parte all’andamento dei prezzi dei beni energetici, in decisa decelerazione tendenziale a causa dell’effetto statistico derivante dal confronto con ottobre 2022, quando si registrarono forti aumenti dei prezzi. Un contributo al ridimensionamento si deve inoltre alla dinamica dei prezzi dei beni alimentari (da +7,7% a +5%). 

Il rovescio negativo della medaglia è l’andamento del pil. Nel terzo trimestre si nell’area della moneta unica c’è stata una decrescita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre rispetto allo stesso periodo 2022 il pil è salito dello 0,1%.

Per l’Italia è crescita zero nel terzo trimestre, rispetto al secondo. L’Istat conferma che la crescita acquisita per l’intero 2023 resta a +0,7% come già nel secondo trimestre.

Concorda Prometeia, il cui indice Weip, che misura in tempo reale l’economia italiana, mostra un peggioramento anche nel mese di ottobre. Di fronte ai consumi schiacciati dall’inflazione e agli investimenti bloccati dall’incertezza, Prometeia prevede che la debolezza della domanda “si protrarrà per i mesi autunnali e oltre”.

Si rafforza il dollaro, yen a picco dopo BoJ

Sul mercato dei cambi il dollaro si sta rafforzando e l’euro tratta in ribasso per un cambio sotto 1,06.

La moneta più sofferente è lo yen, che è arrivata a toccare un minimo da 15 anni contro la moneta unica e i minimi da un anno contro il dollaro. A pesare sulla divisa nipponica sono le decisioni della Banca centrale giapponese, che ha scelto di lasciare invariato il tasso di interesse a breve termine al -0,1%, mentre quello dei rendimenti dei titoli decennali è stato fissato intorno allo 0%. Il limite superiore della fascia di oscillazione di controllo della curva dei rendimenti è stato però portato intorno all’1%. Reuters scrive che “la cauta decisione della Banca del Giappone verso la fine di anni di stimoli monetari non ha placato alcuni investitori che si aspettavano una mossa più ampia”. 

Il petrolio è piatto, in un quadro ambiguo, dopo che la Cina ha mostrato che il Pmi dell’attività manifatturiera è sceso a ottobre al 49,5 da 50,2 e contro attese di conferma al livello precedente. Anche il Pmi non manifatturiero è sceso a 50,6, dal 51,7 di settembre e meno del 50,8 atteso, con il rallentamento dell’attività nel settore dei servizi e delle costruzioni.

Al momento il future Brent (gennaio 2024) tratta intorno a 86,39 dollari al barile, mentre il Wti (dicembre 2023) prezza 82,38 dollari al barile.

Scendono con convinzione i prezzi del gas ad Amsterdam, -9,3%, 48,100 quel al Mwh.

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