Crédit Agricole si prepara a salire oltre il 20% di Banco Bpm. Secondo diverse indiscrezioni, entro metà gennaio arriverà il via libera della Banca Centrale Europea che però porrà anche delle delle condizioni, in particolare sulla governance, allo scopo di evitare che la Banque Verte, che ha già una forte presenza in Italia, possa indirettamente prendere il controllo di Piazza Meda. L’ok di Francoforte consentirà però al socio francese di avvicinarsi al 25%, livello che oggi coincide con la soglia d’opa, ma che presto sarà innalzato al 30% dalla riforma del Tuf in discussione in Parlamento.
Crédit Agricole: le condizioni della Bce per salire in Banco Bpm
La richiesta da parte di Crédit Agricole di superare il 20% era stata formalizzata a Francoforte a inizio estate e l’istruttoria ha impegnato i funzionari della banca centrale per circa otto mesi nel corso dei quali sono state elaborate le raccomandazioni che puntano a limitare un’acquisizione de facto di Banco Bpm, ma anche potenziali conflitti di interessi visto che i due gruppi presentano sovrapposizioni anche territoriali e di business.
Tra le condizioni imposte dalla Bce, secondo l’Ansa, la più stringente riguarda il numero di consiglieri: i lCrédit Agricole non potrà superare i 7 membri su 15 nel cda del Banco Bpm, un numero che de facto impedirà alla Banque Verte di ottenere la maggioranza e quindi il controllo di Piazza Meda. È uno degli impegni, come sottolineano diverse fonti finanziarie, che ha preso l’istituto francese di fronte alla Bce. D’altronde, i vertici dell’Agricole hanno ripetuto in più occasioni di non avere intenzione di prendere il controllo della banca milanese, giustificando il superamento del 20% con esigenze contabili, mentre lo scorso dicembre l’ad del Banco, Giuseppe Castagna, aveva dichiarato alla commissione d’inchiesta sul sistema bancario che, a quel momento, il gruppo francese “non ha manifestato né alla Bce né a noi, né a livello istituzionale alcuna volontà di acquisizione” del Banco.
Il rinnovo del cda di Banco Bpm
La decisione della Bce arriva alla vigilia di un appuntamento fondamentale per il futuro di Banco Bpm, che ad aprile rinnoverà il proprio consiglio d’amministrazione. Da settimane ormai a Piazza Meda non si pensa ad altro, anche perché l’istituto guidato da Giuseppe Castagna sarà il primo ad applicare le nuove regole previste dalla legge Capitali.
Il cda convocato per martedì 20 farà il punto all’adeguamento statutario e, secondo le attese, avvierà i lavori per la costruzione della lista del board in base alla nuova normativa, spiega il Sole 24 Ore.
Sul quarto mandato di Castagna ci sono pochi dubbi, ma la domanda che tutti si pongono riguarda proprio Crédit Agricole: quante poltrone chiederà e come? Due gli scenari attuali: il primo prevede il sostegno alla lista del cda uscente in cambio un numero di consiglieri adeguato al suo peso azionario, ovvero quattro membri più il presidente. Il secondo invece passa per la presentazione di una lista minoranza che le garantirebbe la presidenza del collegio sindacale e del comitato rischi, ma anche tre posti in consiglio. Possibile, secondo Mf, anche una terza ipotesi: una modifica dello statuto che porti a sei il numero dei posti in consiglio riservati alle minoranze, consentendo al socio francese di aumentare il numero di poltrone in consiglio e al ticket Castagna-Tononi di restare in sella. Ci sono però dei rischi, soprattutto perché per modificare lo statuto occorre passare in assemblea.
