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Banche, assemblee ad alta tensione per Mps mercoledì 15 e per Banco Bpm giovedì 16. Bper incorpora la Popolare di Sondrio

Testa a testa tra Palermo e Lovaglio per la poltrona di ceo: sarà decisiva Delfin. Acque agitate anche in Banco Bpm dove i francesi di Crédit Agricole, che non amano il presidente Tononi, faranno sentire il loro peso in occasione delle votazioni sui singoli candidati

Banche, assemblee ad alta tensione per Mps mercoledì 15 e per Banco Bpm giovedì 16. Bper incorpora la Popolare di Sondrio

Settimana cruciale per le banche italiane, alle prese con le nuove governance. Molto gira intorno a Piazza del Campo: a Siena mercoledì 15 aprile l’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi, cruciale per il futuro della finanza italiana, porterà implicazioni che toccheranno anche Mediobanca, e indirettamente Generali, ma anche Banco Bpm, i cui azionisti si incontrano invece giovedì 16. Nulla è dato per scontato: gli intrecci, le politiche, gli interessi sono molteplici e a complicare la situazione c’è l’esordio della nuova legge Capitali. E non è detto che non arrivino fino all’ultimo istante nuovi colpi di scena.

Mps: la mossa di BlackRock a sostegno della lista Plt Holding lancia la sfida a quella del cda uscente

E di un colpo di scena si è trattata la mossa, lunedì sera, di BlackRock, il più grande gestore del mondo e terzo azionista dell’istituto di Rocca Salimbeni con il 4,9%, che ha riaperto i giochi dichiarando il suo appoggio alla lista depositata da Pierluigi Tortora (Plt Holding), quella che propone la riconferma di Luigi Lovaglio come ad, come riportato ieri dall’Ansa.

A favore della lista di Plt Holding era arrivato lo scorso venerdì si era dichiarato anche il fondo sovrano norvegese Norges Bank. Alla fine Tortora, che ha l’1,2%, può contare sul 12,5% di partenza con le quote dei due grandi investitori istituzionali e il 3,3% circa di Giorgio Girondi. Mentre altri fondi potrebbero seguire la linea di BlackRock e di Norges. Il guanto di sfida comunque è di fatto lanciato e diventa dunque molto probabile un testa tra la lista di Pit Holding e la rosa del board.

Tra i maggiori azionisti Vanguard, con il suo 3%, sarebbe favorevole alla lista del board uscente che parte dal 16,4% che comprende il 13,5% di Francesco Gaetano Caltagirone, l’1,5% di Enasarco, Enpam, Enpaia e l’1,4% dei Benetton. La lista propone Fabrizio Palermo come nuovo ad e Nicola Maione come presidente e ha ricevuto il supporto ufficiale dei principali proxy advisor, Iss e Glass Lewis. Dietro le quinte c’è poi l’ombra di Corrado Passera, ex ad di Illimity e Intesa Sanpaolo, inserito al terzo posto nella lista del cda e in precedenza indicato come possibile Ad. Passera, fin dal primo invito dei selezionatori di Korn Ferry, si era reso disponibile come presidente.

L’ago della bilancia a Mps è Delfin

Ma tra i due contendenti, c’è poi Delfin con il suo 17,5% che potrebbe far spostare i voti da una parte o dall’altra. La holding della famiglia Del Vecchio guidata da Francesco Milleri non ha ancora fatto filtrare il proprio orientamento di voto ma si scommette su una astensione oppure su un sostegno alla rosa di Assogestioni nella prima votazione, quella sulle liste.

Delfin rischia di essere l’ago della bilancia soprattutto se votasse per Lovaglio, il banchiere che Milleri avrebbe voluto mantenesse le redini del gruppo. Ma secondo alcune fonti appare più probabile che, anche per evitare contraccolpi o rischi legali (Milleri e Lovaglio con Caltagirone sono indagati per ipotesi di concerto sulla scalata a Mediobanca) Delfin scelga di astenersi, o di convogliare su Assogestioni i suoi voti. Anche in questo caso, la quota Del Vecchio sarà dirimente per la composizione del prossimo vertice: perché se la lista del cda risulterà la più votata, la nuova legge richiederà un ballottaggio sui suoi 20 nomi, circa una metà saranno esclusi dal cda, che ha 15 posti (gli altri seggi andranno alle minoranze).

Lunedì si sono riuniti anche i due cda della holding Caltagirone e della non quotata Fgc, titolari dei pacchetti del 13,5% dell’imprenditore romano. I consigli avrebbero fatto proprio il parere del comitato di “indipendenti” istituito a gennaio (l’ex ministro dell’economia Giovanni Tria, l’ex presidente Consob Giuseppe Vegas, l’avvocato cassazionista Roberto Santi), e non si attendono novità rispetto all’originario supporto alla lista del cda.

Ci sarebbe poi il Mef, il ministero dell’Economia e delle Finanze, sceso al 4,86%, che potrebbe non partecipare all’assemblea, lasciando l’esito ai soci privati e ai fondi istituzionali. Nel capitale di Siena compare anche Ubs con una posizione indiretta del 5,2%: l’operazione risale al 7 aprile, successiva alla record date, e quindi non consente di votare. Inoltre la maggior parte della quota (circa il 2,7%) è composta da strumenti finanziari che di per sé non hanno diritto di voto. APiazza Affari il titolo Mps stamane è a 8,13 euro, in rialzo dello 0,91%.

Banco Bpm: le scelte per Mps e per il cda. Giovedì l’assemblea

Martedì dovrebbe sciogliere la riserva anche il cda di Banco Bpm, azionista con il 3,7% di Mps: si profila l’astensione ma c’è chi ipotizza che l’istituto guidato da Giuseppe Castagna possa sostenere la rosa del board.

Giovedì, con la votazione in assemblea, si conoscerà la composizione del nuovo consiglio di amministrazione di Banco Bpm, la cui scelta è molto probabile sarà fatta all’insegna della continuità. Gli azionisti avranno la possibilità di votare una delle tre liste presentate: la lista del cda uscente, la lista dei francesi di Crédit Agricole che partono già con oltre il 20% dei voti, la lista dei fondi di Assogestioni.

La nuova legge Capitali ha introdotto regole diverse e molto più complesse per l’elezione dei candidati presenti nella lista del cda, rendendola più difficile da prevedere. Le società di proxy advisor, Iss e Glass Lewis, hanno già fornito le loro raccomandazioni ed entrambe consigliano di votare la lista del cda uscente e di votare “contro” le altre due liste. Questo perché la lista del cda, che prevede una conferma della gestione, con Massimo Tononi come presidente e Giuseppe Castagna nel ruolo di ceo, è vista come quella che garantisce la continuità. E siccome non sono stati rilevati malfunzionamenti nel cda negli ultimi anni, la continuità è considerata il principale elemento da preservare.

Tuttavia le nuove norme contenute nella legge Capitali per i meccanismi di voto inseriscono una serie di incertezze che potrebbero portare a un esito finale a sorpresa. Innanzitutto il numero dei consiglieri che spetterà alla lista del cda, se questa uscirà come la prima votata, potrà variare da 9 a 12, a seconda di quanti voti prenderanno le altre due liste di minoranza complessivamente. Se queste raccoglieranno meno del 20% dei voti presenti in assemblea, a loro spetteranno solo tre posti. Se i voti saranno superiori al 20% ma minori del 35% i posti saliranno a quattro, se supereranno il 35% ma non il 50% le poltrone saranno cinque e se oltrepasseranno il 50% i posti a loro dedicati saranno sei. Il fatto anomalo che viene fatto notare da entrambi i proxy è che il socio Agricole, con più del 20% del capitale in portafoglio, abbia presentato una lista lunga, indicante addirittura sette nomi. I francesi, che non amano il presidente Tononi, faranno sentire il loro peso alle votazione sui singoli candidati. A Piazza Affari il titolo Banco Bpm stamane è a 12,44 euro, in calo dello 0,8%.

Bper: atto di fusione con Popolare di Sondrio efficace dal 20 aprile

Un altro capitolo nel panorama bancario italiano riguarda Bper Banca e Banca Popolare di Sondrio che è arrivato alla sua conclusione: i due istituti hanno hanno comunicato di aver stipulato ieri l’atto di fusione per incorporazione di Pop Sondrio in Bper in esecuzione delle deliberazioni delle assemblee straordinarie dello scorso 12 marzo. Gli effetti civilistici della fusione decorreranno dal 20 aprile 2026.

Ai fini contabili, le operazioni effettuate da Pop Sondrio saranno imputate nel bilancio di Bper a partire dal 1° gennaio 2026. Dalla stessa data decorreranno anche gli effetti fiscali. La fusione prevede l’applicazione del seguente rapporto di cambio: 1,45 azioni ordinarie Bper, prive di indicazione del valore nominale, per ogni azione ordinaria Pop Sondrio. La società incorporante procederà quindi all’emissione di 121.798.164 azioni ordinarie, prive di indicazione del valore nominale, con aumento del capitale sociale per 183.130.800,73 euro. La fusione determinerà l’estinzione di Pop Sondrio e, conseguentemente, le azioni ordinarie di Pop Sondrio verranno revocate dalle negoziazioni su Euronext Milan. A Piazza Affari il titolo Bper martedì mattina quota in rialzo dello 0,5% a 12,29%. Pop Sondrio è a 17,78 euro in rialzo dello 0,79%.

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