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Banca Ifis: in Italia crediti deteriorati in calo, aumenti in Germania e Francia. L’Ad Geertman: “Fusione con Illimity nel 2026”

Secondo il Market Watch Npl 2025 di Banca Ifis, in Italia lo stock totale dei crediti deteriorati è calato di 86 miliardi in 10 anni, mentre il tasso di deterioramento è ai minimi. Il presidente Fürstenberg Fassio: “Acquisito il nostro competitor numero uno”

Banca Ifis: in Italia crediti deteriorati in calo, aumenti in Germania e Francia. L’Ad Geertman: “Fusione con Illimity nel 2026”

In Italia, lo stock totale di crediti deteriorati cala di 86 miliardi di euro rispetto al picco del 2015, mentre il tasso di deterioramento si mantiene sui minimi storici, con il Npe ratio lordo previsto in ulteriore calo dal 2,8% attuale, con una stima del 2,3% entro il 2027. Sono questi i principali numeri che emergono dal “Market Watch Npl 2025”, elaborato dall’Ufficio Studi di Banca Ifis e presentato il 26 settembre in occasione della quattordicesima edizione del Npl Meeting, l’appuntamento annuale dedicato all’industria del credito deteriorato che per l’occasione è stato intitolato “Framework & Frontiers” e si è tenuto a Villa Fürstenberg (Mestre). I miglioramenti italiani diventano ancor più significativi se si tiene conto del fatto che, a livello europeo, al calo degli stock registrato nel nostro Paese (e in Spagna) nell’ultimo biennio fa da contraltare la crescita dei crediti deteriorati in Germania e Francia.

“L’andamento del credito europeo evidenzia una ripresa degli stock di deteriorato provenienti dalle banche significative. Si tratta di un fenomeno polarizzato e concentrato soprattutto in Francia e Germania, dove si registrano esposizioni deteriorate crescenti nel comparto corporate e nel real estate, generate dall’attuale congiuntura economica. L’Italia mantiene invece un livello di rischio storicamente basso, anche nell’attuale contesto fortemente volatile, grazie all’efficacia con cui gli operatori del settore collaborano con il sistema bancario”, ha commentato l’amministratore delegato di Banca Ifis, Frederik Geertman.

I crediti deteriorati in Italia

A livello nazionale, il Market Watch Npl 2025 di Banca Ifis evidenzia come il tasso di deterioramento italiano resta a un livello “storicamente basso”, mentre lo stock totale di crediti deteriorati in Italia (banche + investitori) a fine 2025 è stimato a 275 miliardi di euro, un dato molto distante (-86 miliardi) dai picchi registrati nel 2015. 

Guardando ai diversi segmenti, quello delle imprese mostra un peggioramento del credito, con il tasso di deterioramento che passa dall’1,3% del 2023 al 1,8% del 2024, a causa soprattutto dell’edilizia (3,0%), dei servizi di alloggio e ristorazione (2,6%) e del commercio (2,4%). Sul fronte opposto, invece, le famiglie, il cui tasso di deterioramento del credito si mantiene stabile allo 0,6%, in linea coi livelli degli ultimi cinque anni. 

Ue: gli Npe aumentano in Francia e Germania

Allargando lo sguardo al resto d’Europa, lo studio di Banca ifis evidenzia come il credito deteriorato mostri una crescita a livello europeo nell’ultimo biennio (+16 miliardi) dovuta soprattutto agli aumenti registrati in Germania (+14 miliardi) e Francia (+12 miliardi), mentre nello stesso periodo Italia e Spagna segnano una diminuzione pari , rispettivamente, a -7,9 e -5,1 miliardi. 

Nel solo secondo trimestre 2025, invece, lo stock totale di Npe lordi delle banche significative dell’Unione europea diminuisce a 373 miliardi di euro da 376 miliardi del trimestre precedente, mentre il Npe ratio rimane sostanzialmente stabile all’1,84%.

Le sfide per l’Italia: consolidamento e intelligenza artificiale

Nel triennio 2025-27, in Italia, il Npe ratio lordo è previsto in calo al 2,3%, “ben al di sotto della soglia del 5% fissata come obiettivo dalla Bce” sottolinea il report, secondo cui nello stesso periodo, il mercato italiano dei crediti deteriorati vedrà transare volumi di Npe pari a circa 22 miliardi di euro annui, con un peso sempre maggiore del mercato secondario. 

In questo contesto, i principali operatori del settore saranno chiamati ad affrontare due principali sfide trasformative: la prima è quella del consolidamento, già avviato negli ultimi due anni, mentre la seconda è quella dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale come fattore abilitante lo snellimento dei processi. Infine, un terzo fattore chiave nello sviluppo del sistema è ricoperto dall’efficienza dei recuperi. Analizzando 44 portafogli con rating Scope per un totale di 95 miliardi di GBV, l’analisi di Banca Ifis riscontra un rallentamento del tasso di recupero correlato all’aumento dell’incidenza del recupero giudiziale dal 2023 in avanti. In relazione a questa tendenza, però, va registrato un aumento dei ritardi nei tribunali, come confermato dal fatto che ben il 60% dei fascicoli ha più di cinque anni: dallo snellimento di questi processi dipenderà molto della capacità di recupero del sistema. 

Geertman: “Industria Npl alleata delle banche”

“L’industria italiana degli Npl ha raggiunto una maturità tale da essere un alleato strategico delle banche, accogliendo con efficacia i nuovi stock di deteriorato”, ha commentato l’ad di Banca Ifis. “Questo percorso – ha continuato il manager –, con Banca Ifis impegnata in prima fila, potrà continuare a essere efficace anche in futuro solo se l’industria italiana degli Npl rimarrà aggiornata in termini di sviluppo e innovazione: in tal senso, l’implementazione di nuove tecnologie sarà una componente fondamentale per rendere i modelli operativi più efficienti, ma anche più sostenibili. Un tema, quello della sostenibilità, centrale per Banca Ifis e su cui abbiamo costruito un progetto denominato Social Banking che ci ha permesso di rivedere i processi in chiave sociale per favorire la reinclusione finanziaria dei nostri clienti-debitori”.

“Abbiamo capito che si può fare banca e gestire questo business in maniera sostenibile“, ha aggiunto Luca Lo Giudice, consigliere di amministrazione di Banca Ifis, sottolineando che “per noi è importante intercettare i bisogni della clientela e far sì che sia anche più gestibile. Abbiamo chiamato questo progetto Social Banking e rivisto tutti i processi di gestione. Non è stato facile rivederli tutti e renderli inclusivi, ma la tecnologia può aiutare e l’intelligenza artificiale rappresenta la nuova frontiera anche nel nostro business”.

L’Ad Geertman: “Fusione con Illimity nel 2026”

Rispondendo alle domande dei giornalisti al margine dell’evento, l’Ad di Banca Ifis Frederik Gertman ha spiegato che “il progetto di integrazione con Illimity è partito a luglio con l’attivazione di una serie di cantieri. Le squadre di Ifis e Illimity si sono conosciute e hanno cominciato a lavorare insieme. Ieri abbiamo avuto l’assemblea che ha nominato il nuovo board” con presidente Ernesto Fürstenberg Fassio. L’obiettivo? “Andremo avanti fino alla fine dell’anno con la due diligence. Contiamo di operare una fusione. Era il nostro progetto originario, lo abbiamo sempre dichiarato”, ha chiarito Geertman, spiegando che le nozze dovrebbero avvenire “nel 2026” e confermando le sinergie, pari a 75 milioni (50 di costi e 25 di ricavi), stimate in precedenza, a cui però potrebbero aggiungersi anche le sinergie di funding. Il manager ha poi aggiunto che il nuovo piano sarà presentato nel corso del 2026, “man mano che avremo maggiori notizie sull’andamento delle due entità”. 

Altre acquisizioni? Chi può dirlo” ha poi affermato Geertman: “Noi siamo una banca molto dinamica”, ha detto, facendo riferimento sia all’opas su Illimity che all’acquisizione di Euclidea Sim. “Pensiamo che Illimity ed Euclidea ci aiuteranno ad avere una banca più completa. Se ci saranno altre occasioni le guarderemo, ma al momento la scrivania è vuota. Siamo concentrati sul lavoro di integrazione”.

Il presidente Fürstenberg Fassio: “Abbiamo acquisito il nostro competitor numero uno”

L’acquisizione di illimity da parte di Banca Ifis è “un’operazione con forte razionale strategico, perché abbiamo acquisito il nostro competitor numero uno. C’erano ottimi parametri per fare un’opas, oggi l’idea che abbiamo per il gruppo porterà degli upside”, ha dichiarato il presidente di Banca Ifis, Ernesto Furstenberg Fassio. 

A proposito dell’integrazione, Fürstenberg Fassio ha spiegato che occorre “invertire velocemente il rapporto tra costi e ricavi di Illimity, perché ora c’è un deficit e quindi bisogna creare economie di scala per mettere prima i ricavi e riorganizzare il lavoro”. Fürstenberg, che è anche presidente del comitato di integrazione, ha spiegato che l’obiettivo “è fare una valutazione meritocratica sul gruppo e fare in modo che i valori emergano in modo spontaneo. Abbiamo trovato grande qualità dei manager e voglia di intraprendere un percorso nuovo con noi. Insieme potremo offrire al sistema Paese e al sistema economico una banca che può giocare un ruolo importante“.

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