Il governo sblocca il Dpcm “Automotive” e mette sul tavolo 1 miliardo e 343 milioni di euro per sostenere una delle filiere più esposte alla doppia sfida industriale ed energetica. Le risorse, secondo quanto riferito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, saranno indirizzate a investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione, con un’attenzione specifica anche alla mobilità sostenibile e al rinnovo del parco circolante dei veicoli commerciali.
La misura arriva in una fase delicata per il settore, mentre le case automobilistiche stanno rivedendo strategie e piani industriali davanti alla pressione della concorrenza internazionale, in particolare asiatica, e alla trasformazione tecnologica imposta dalla transizione.
Urso: “Rispondere meglio alla sfida del mercato e alla concorrenza asiatica”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, d’intesa con il Mef e con gli altri ministeri concertanti, Mase e Mit, ha presentato il provvedimento come un passaggio chiave per rafforzare la capacità competitiva dell’industria italiana dell’auto. “Una grande spinta alla ricerca e all’innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità e quindi agli investimenti produttivi, per affrontare la transizione industriale ed energetica nel momento decisivo in cui le case automobilistiche rivedono i loro piani industriali per rispondere meglio alla sfida del mercato e alla concorrenza asiatica. Risorse specifiche per il settore, che si aggiungono a quelle già destinate al Piano Transizione 5.0, che ha una dotazione triennale di 9,8 miliardi di euro per l’innovazione digitale e l’efficientamento energetico del sistema industriale”, ha dichiarato Urso.
Il ministro ha poi collegato il Dpcm a una strategia più ampia di politica industriale, che guarda non solo alla fase di emergenza del comparto, ma anche alla sua riconversione lungo tutta la catena del valore.
Il cuore del piano: innovazione, sviluppo e nuovi strumenti per le Pmi
La parte più consistente del pacchetto andrà direttamente al sostegno degli investimenti industriali. Oltre il 70% delle risorse sarà infatti destinato ad Accordi per l’innovazione, Contratti di sviluppo e Mini Contratti di sviluppo, questi ultimi pensati come strumento più adatto alle dimensioni e alle esigenze delle Pmi dell’automotive. L’obiettivo è accompagnare la trasformazione della filiera, dalla componentistica ai nuovi sistemi di mobilità, fino alle tecnologie per veicoli sostenibili, connessi, autonomi e sicuri. Una scelta che segna anche un cambio di baricentro negli interventi pubblici: meno incentivi generalizzati alla domanda, più sostegno diretto agli investimenti delle imprese.
“Un piano strutturale”, ha spiegato Urso, “che avrà l’obiettivo di sostenere la trasformazione della filiera, dalla componentistica ai nuovi sistemi di mobilità, fino alle tecnologie più avanzate per veicoli sostenibili, connessi, autonomi e sicuri. È la linea che abbiamo indicato fin dall’inizio, spostando l’asse dai sussidi al mercato al sostegno agli investimenti delle imprese, con strumenti mirati a sviluppo, ricerca, innovazione, riconversione produttiva e crescita industriale”.
A luglio nuove risorse e asse europeo sul Made in Europe
Il governo punta anche a reintegrare le risorse sottratte al comparto per altre esigenze di bilancio. Urso ha annunciato che al Consiglio dei ministri è stata raggiunta l’intesa per ripristinare già a luglio 251 milioni di euro, destinati in precedenza alla copertura del decreto-legge contro il caro carburanti e al sostegno delle imprese dell’autotrasporto. “Al CdM di ieri abbiamo inoltre raggiunto l’intesa di ripristinare, già nel prossimo mese di luglio, le risorse pari a 251 milioni di euro che sono state destinate, per esigenze di bilancio, alla copertura del decreto-legge per contrastare il caro carburanti e a sostegno delle imprese dell’autotrasporto”, ha affermato il ministro. “Le nuove risorse, già individuate, si aggiungeranno quindi a quanto già destinato al comparto con questo provvedimento, aumentandone l’importo complessivo”.
La cornice è anche europea. Il governo rivendica il ruolo dell’Italia nel confronto sulla revisione delle regole comunitarie, a partire dal Regolamento Co2 sulle auto e dall’Industrial Accelerator Act. “L’obiettivo è sostenere la transizione, con uno sforzo aggiuntivo a beneficio di un settore che si trova ad affrontare la sfida più difficile, rafforzando il ruolo dell’Italia nel cuore dell’industria europea dell’auto, mentre siamo impegnati in Ue a guidare il ‘fronte delle riforme’, con la revisione del Regolamento Co2 sulle auto e con l’Industrial Accelerator Act, che introduce finalmente il principio del Made in Europe”, ha concluso Urso.
