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Auto, la componentistica è la roccia dell’export italiano: surplus da 20 anni

L’export italiano torna a crescere e fondamentale è il ruolo che gioca la componentistica per auto

Auto, la componentistica è la roccia dell’export italiano: surplus da 20 anni

Dopo la battuta d’arresto di settembre, ad ottobre l’export torna crescere su base mensile del +3,8%, in misura più intensa nell’area extra-Ue (+6,5%) rispetto all’area Ue (+1,4%), trainato dalle maggiori vendite di beni di consumo non durevoli e beni strumentali.

Nei primi dieci mesi del 2023, l’export registra una crescita tendenziale dell’1,2%, cui contribuiscono in particolare le maggiori vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. (+10,6%), autoveicoli (+24,7%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,8%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+9,4%) e articoli farmaceutici, chimico-medicali e botanici (+5,1%).

La stima del saldo commerciale a ottobre 2023 è pari a +4.699 milioni di euro (era -2.192 mln a ottobre 2022). Su base annua, i paesi che forniscono i maggiori contributi alla crescita dell’export nazionale sono: paesi OPEC (+42,0%), Usa (+10,2%), Regno Unito (+10,9%) e Giappone (+25,3%). Per contro, si riducono le esportazioni verso Germania (-5,6%), Austria (-16,4%) e Belgio (-6,6%).

L’export cresce su base annua del 3% in termini monetari (era -6,4% a settembre) mentre registra una lieve riduzione in volume (-0,4%). La crescita dell’export in valore è sintesi di un aumento del 9,4% per i mercati extra-Ue e di una contrazione del 2,6% per l’area Ue, per oltre la metà dovuta alle minori vendite verso Germania, Austria e Belgio.

Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano: macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a.) (+11,9%), autoveicoli (+34,5%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+26,8%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+9,1%). Flettono su base annua le esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-9,1%), sostanze e prodotti chimici (-7,7%), computer, apparecchi elettronici e ottici (-6,7%) e carta e prodotti di carta, prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati (-13,6%).

L’Italia e il successo della componentistica automotive

In questo scenario, continua  a riscuotere grande successo nel mondo la componentistica automotive Made in Italy, che vanta un saldo commerciale positivo da oltre 20 anni e il cui export è cresciuto di quasi il 12% nel primo semestre del 2023.

Incremento a doppia cifra per l’export della filiera dei componenti per autoveicoli che, nel primo semestre 2023, con un valore di 13,3 miliardi di euro, cresce dell’11,9% rispetto allo stesso periodo del 2022, un valore ben al di sopra della media totale delle esportazioni nazionali (+4,1%). Allo stesso tempo, si registra anche un incremento delle importazioni della componentistica (+12,5%) per un valore di 10,4 mld. Mentre la bilancia commerciale dell’intero settore automotive italiano ha un saldo negativo, guardando alla sola componentistica il saldo è positivo da oltre 20 anni (6,3 mld la media annua dal 2008 al 2022).

Le esportazioni del settore componenti rappresentano circa il 4,2% del totale nazionale, mentre le importazioni valgono il 3,4%. Sia per l’export che per l’import risultano in rialzo quasi tutti i componenti – nello specifico gomma, suono, motori e parti meccaniche – mentre per quanto riguarda i componenti infotainment, diminuiscono le importazioni ed incrementano le esportazioni.

Dove va la componentistica italiana

Nel periodo gennaio-giugno 2023, il valore dell’export è risultato in aumento verso tutti i maggiori Paesi dell’area UE+EFTA+UK, ad eccezione di Svizzera (-13%) e Finlandia (-14%). L’export della componentistica verso i Paesi UE27+UK vale invece 9,81 miliardi di euro (+17%) e pesa per il 73,8% di tutto l’export componenti, con un avanzo commerciale di 2,33 mld. La classifica per paesi di destinazione vede al primo posto la Germania, con 2,51 miliardi (+10,9%) e una quota del 21% sul totale. Seguono Francia (11,6% di quota), Spagna (8,2%), Polonia (6,6%), Usa (5,8%) e Uk (5,4%).

L’export italiano dell’auto

Per quanto riguarda invece l’export italiano di autoveicoli, nel primo semestre 2023, ha raggiunto il valore di 14,7 miliardi, in aumento del 26% rispetto al primo semestre 2022, mentre le importazioni hanno toccato i 20,4 miliardi (+43%). Questo genera un saldo negativo della bilancia commerciale che ammonta a circa 5,7 miliardi. Il forte disavanzo commerciale è come sempre determinato dall’elevata quota di penetrazione dei costruttori esteri nel mercato italiano, a differenza dei mercati di Francia e Germania, dove la presenza dei costruttori esteri è molto inferiore.

Non va dimenticato che sono stati messi alcuni punti fermi nell’evoluzione della normativa europea sul settore, con il nuovo regolamento sulla riduzione delle emissioni di CO2 degli autoveicoli leggeri approvato a marzo. Di fatto, ciò decreta lo stop alle vendite dei veicoli con motore endotermico al 2035, sebbene ancora con alcuni elementi di incertezza legati all’impiego di e-fuels e biocarburanti.

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