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Assemblea Commerzbank, Orlopp apre: “Pronti a trattare con Unicredit con premio interessante”. La banca italiana sopra il 40%

All’assemblea Commerzbank i vertici raccomandano di nuovo di non aderire all’offerta di Unicredit, proteste degli azionisti. Piazza Gae Aulenti al 42% al netto delle azioni proprie

Assemblea Commerzbank, Orlopp apre: “Pronti a trattare con Unicredit con premio interessante”. La banca italiana sopra il 40%

Inevitabile. Nonostante non abbia partecipato all’assemblea di Commerzbank, Unicredit ne è stata la protagonista assoluta, con i vertici della banca tedesca che, ad uno ad uno, hanno criticato le mosse di Andrea Orcel, ribadendo la loro totale contrarietà all’offerta lanciata lo scorso 4 maggio, salvo aprire a un possibile confronto in caso di rilancio.

Piazza Gae Aulenti, nel frattempo, tira dritto. Nella serata di martedì è emerso che, a due settimane dall’avvio dell’ops, le adesioni sono ferme allo 0,02%. In compenso, la partecipazione della banca italiana è salita al 40,69%, di cui 26,77% diretta, 3,22% in derivati con settlement fisico e 10,7% con settlement in cash.

Unicredit sopra il 42% al netto delle azioni proprie

“La partecipazione salirebbe ulteriormente al 42,45% considerando le azioni proprie detenute da Commerz”, hanno sottolineato gli analisti di Intermonte, secondo i quali “la struttura della partecipazione che contempla una quota rilevante attraverso opzioni cash settlement consente a UniCredit di mantenere tutte le opzioni aperte”. 

Per gli esperti, l’obiettivo del ceo Andrea Orcel sarebbe quello di evitare lo scenario intermedio, ovvero quello di una partecipazione compresa tra il 35% ed il 45% che implicherebbero un elevato impatto sul capitale. Alla banca andrebbero invece bene altri due scenari, molto diversi tra loro. Il primo sarebbe quello di “restare poco sopra il 30% evitando il consolidamento”, scenario che escluderebbe il lancio di un’Opa in caso di futuri arrotondamenti. Il secondo esito implica un controllo superiore al 50% del capitale “per usufruire pienamente del consolidamento e delle sinergie previste dall’operazione”, spiega Intermonte. “L’esito dell’offerta dipenderà da un eventuale rialzo della stessa che non escludiamo e potrebbe portare all’esito di superare significativamente la soglia del 50% del capitale”, spiegano gli analisti.

La ceo Orlopp: “Pronti a trattare con premio interessante”

Uno dei momenti clou dell’assemblea è stato l’intervento della ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp, interrotto da numerosi applausi e salutato, alla conclusione, con la standing ovation di parte della platea. “Restiamo disponibili al dialogo” con Unicredit, ha ribadito l’amministratrice delegata, “a condizione che vi sia una reale volontà di discutere i punti da noi sollevati”, ha aggiunto. Se ci sarà “il chiaro intento di offrire ai nostri azionisti un premio interessante e un piano che tenga conto dei fattori di successo del nostro modello di business e della nostra strategia di innovazione”, ha affermato la manager “in tal caso, siamo pronti a sederci al tavolo delle trattative in qualsiasi momento”. 

Nonostante l’apertura, Orlopp ha nuovamente criticato l’approccio della banca guidata da Andrea Orcel, definendolo “fortemente aggressivo”, e ha consigliato ai soci di Commerzbank di non accettare l’offerta di Unicredit, poiché “non riflette il valore intrinseco” della banca”, si basa su un piano “vago e con rischi significativi” e offre meno valore della strategia standalone dell’istituto tedesco. La ceo tedesca ha inoltre stimato che “l’impatto negativo dei piani di Unicredit “sui ricavi” di Commerzbank “supererebbe nettamente il miliardo di euro”. E anche in caso di fusione, da parte della banca italiana “le perdite di redditività sono state notevolmente sottovalutate, il potenziale di riduzione dei costi è stato stimato in modo troppo ottimistico e gli oneri di ristrutturazione sarebbero in realta’ molto piu’ elevati”. Tutte parole parole già sentite nei giorni scorsi e rispedite al mittente da Piazza Gae Aulenti, secondo cui le argomentazioni dei board di Commerz sarebbero prive di fondamento e di dati a supporto”.

Il presidente Weidmann: “Unicredit ha compromesso la fiducia”

Dopo la ceo, pure il presidente della banca tedesca, Jens Weidmann, si è rivolto ai soci presenti in assemblea raccomandando di non accettare l’offerta di Unicredit. Anche il suo discorso è stato più volte interrotto dagli applausi della platea, in particolare in occasione dei passaggi mirati a confutare la validità dell’offerta della banca italiana.

Weidmann ha detto ai soci che, “come azionisti di Unicredit”, si troverebbero “in una posizione economica nettamente peggiore rispetto a quella che” avrebbero “in base alla partecipazione diretta in una Commerzbank indipendente”. “È evidente che l’operato di Unicredit, costantemente privo di coordinamento, e la sua ripetuta comunicazione fuorviante hanno compromesso in modo significativo le basi per una collaborazione costruttiva e basata sulla fiducia – ha attaccato Weidmann -. Anche le relazioni fondamentali di Commerzbank, basate sulla fiducia e sull’affidabilità, e la motivazione dei collaboratori sono gravemente minacciate” Chi aderisce all’ops secondo Weidmann si espone cosi’ a ‘rischi considerevoli’, tra cui ‘l’elevata esposizione ai titoli di Stato italiani, una quota nettamente più elevata di asset in sofferenza e un’attività in Russia ancora significativa”. Weidmann ha ribadito quindi la convinzione che l’attuale strategia della banca, che “funziona”, offrirà “un potenziale di creazione di valore considerevole e più sostenibile con un rischio di attuazione inferiore rispetto ” all’ops di Unicredit. 

Le proteste degli azionisti

All’assemblea, chiamata a votare bilancio, dividendo e remunerazione, è presente il 41,84% del capitale, con oltre 1.030 azionisti fisicamente presenti in sala. Ha quindi partecipato all’assise circa il 70% del capitale non riferibile a Unicredit.

Sin dalle prime battute sono scattate le proteste nei confronti della banca italiana. Alcuni soci mostrano una felpa con la scritta “We own yellow”, riferita al colore sociale di Commerzbank, per testimoniare lo stretto legame con l’istituto, mentre altri issano cartelli che, senza fronzoli, recitano“UniCredit go away”. “I dipendenti di Commerzbank non vi vogliono, la politica tedesca non vi vuole, i clienti di Commerzbank non vi vogliono. Quando lo capirete?”, ha affermato Dirk Mumot, presidente del comitato aziendale dell’area della Ruhr, rivolgendosi direttamente alla banca italiana. “Andate via, lasciateci far crescere Commerzbank senza di voi”, ha concluso senza giri di parole.

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