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Apple, il nuovo iPhone 17 spopola in Cina e Usa e nelle vendite doppia il precedente. Ma contro Pechino nuovo reclamo

Il nuovo iPhone17 ha visto vendite maggiori rispetto a quelle dell’ iPhone16 in Cina e Usa. Ma utenti cinesi accusano Apple di posizione dominante presso le autorità

Apple, il nuovo iPhone 17 spopola in Cina e Usa e nelle vendite doppia il precedente. Ma contro Pechino nuovo reclamo

L’ultimo modello di cellulare di Apple, l’iPhone 17, lanciato il mese scorso a livello globale, Cina comresa, ha riscosso un successo superiore a quello del suo predecessore nei negozi in Cina e negli Stati Uniti.

Secondo la società di ricerca Counterpoint, le vendite iniziali degli ultimi modelli iPhone 17, hanno superato quelle della serie iPhone 16 del 14% nei primi 10 giorni di disponibilità nei due Paesi. In particolare in Cina le vendite del modello base iPhone 17 sono quasi raddoppiate rispetto all’iPhone 16 nello stesso periodo con un aumento del 31% nelle vendite del modello nei due mercati. “Il modello base iPhone 17 è molto interessante per i consumatori, offrendo un ottimo rapporto qualità-prezzo”, ha detto l’analista senior Mengmeng Zhang nel rapporto. “Un chip migliore, un display migliorato, una memoria di base più capiente, una fotocamera selfie migliorata: tutto allo stesso prezzo dell’iPhone 16 dell’anno scorso.”

Tuttavia non sono tutte rose e fiori per Apple in Cina. Un gruppo di 55 utenti di iPhone e iPad ha presentato oggi un reclamo all’autorità di regolamentazione del mercato cinese, sostenendo che Apple abusa della sua posizione dominante, ha comunicato Wang Qiongfei, l’avvocato che rappresenta il gruppo, secondo quanto riportato da Reuters.

I querelanti sostengono che Apple mantiene il monopolio sulla distribuzione delle app iOS in Cina, consentendo al contempo metodi di pagamento alternativi e app store in altri mercati, a seguito della pressione normativa esercitata dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. Nella denuncia si accusa Apple di tre principali violazioni della legge cinese anti-monopolio: costringere i consumatori ad acquistare beni digitali esclusivamente tramite il sistema di acquisto in-app di Apple, limitare il download delle app iOS all’App Store e l’addebito di commissioni fino al 30% sugli acquisti in-app.

Si tratta della seconda denuncia contro Apple presentata da Wang. Un caso simile, intentato nel 2021, è stato respinto da un tribunale di Shanghai lo scorso anno. Wang ha dichiarato a Reuters che si aspetta che questo reclamo amministrativo venga esaminato più rapidamente dagli enti regolatori rispetto alla precedente causa civile, il cui verdetto è stato presentato in appello alla Corte Suprema del Popolo cinese.
Secondo Wang, il tribunale ha ascoltato le argomentazioni sul ricorso a dicembre e la sentenza è ancora in sospeso.

Nel mezzo delle tensioni con Washington, la Cina ha recentemente avviato una serie di indagini antitrust contro le aziende tecnologiche statunitensi, tra cui il produttore di chip Qualcomm, che è sotto inchiesta per l’acquisizione della società israeliana Autotalks.


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