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Apple al bivio dopo il divorzio con Goldman Sachs: nuovo fornitore o Apple Bank?

L’accordo tra Apple e Goldman Sachs è fallito. Ora Apple potrebbe spingere per entrare direttamente nel settore bancario, un’ipotesi che non piace alle banche e alle Autorità di Vigilanza

Apple al bivio dopo il divorzio con Goldman Sachs: nuovo fornitore o Apple Bank?

Cominciano ad emergere i contorni sul divorzio che da ieri è sulla bocca di tutta Wall Street. La partnership tra Apple e Goldman Sachs nel settore delle carte di credito è arrivata al capolinea. 

Il divorzio tra Apple e Goldman Sachs

Dopo soli tre anni di attività e l’estensione della partnership fino al 2029 firmata lo scorso anno, la marcia indietro ha fatto rumore e ne fa ancora di più adesso che si è scoperto che è stata Goldman a decidere di staccare la spina per prima, probabilmente perché troppo costosa e perché il socio, vale a dire Apple, era diventato un po’ troppo ingombrante. A quel punto Cupertino ha presentato una proposta a Goldman che prevede di far cessare l’intera partnership nel giro dei prossimi 12-15 mesi. Una cooperazione che riguarda sia la carta di credito lanciata quattro anni fa, che il conto di risparmio lanciato quest’anno. 

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Apple: nuovo fornitore o Apple Bank?

Adesso l’intera Wall Street sta cercando di capire quali saranno le prossime mosse di Apple. C’è già un nuovo fornitore oppure andrà avanti per conto suo entrando – stavolta davvero – nel settore bancario? Attualmente  on si sa ancora quale sia la reale volontà di Apple che si è limitata a far sapere che continuerà “a innovare e offrire ai consumatori i migliori strumenti e servizi”.

Secondo le indiscrezioni alla porta potrebbero esserci una poco convinta American Express (contattata dalla stessa GS, intenzionata a cederle l’attività) ma soprattutto Synchrony Financial, maggiore fornitore di carte di credito per attività commerciali negli Usa. In passato la società aveva presentato un’offerta alternativa a quella di Goldman per le carte di credito ed attualmente ha all’attivo partnership con colossi del calibro di Amazon e PayPal.

Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella relativa alla possibile nascita di una Apple Bank con Cupertino pronta ad entrare direttamente in campo nel settore bancario. Un’ipotesi che però non piace né alle banche tradizionali né tantomeno alle Autorità di vigilanza. 

Come ha spiegato il numero uno della Vigilanza Bancaria di Bce Andrea Enria al Sole24Ore le Big Tech rappresentano la vera sfida per le banche, se ottenessero una licenza Bancaria si porrebbe il problema della dimensione del potere di mercato che avrebbero per la loro capacità di mettere assieme un’enorme quantità di informazioni a livello globale”. 

Finora il “pericolo” è stato scongiurato, ma il divorzio tra Apple e Goldman Sachs potrebbe rimescolare le carte in tavola, considerando anche le trattative in corso tra Alphabet, la casa madre di Google, e Monzo Bank, con la società di Mountain View che vorrebbe entrare nel capitale dell’Istituto tramite un aumento di capitale da 400 milioni di sterline. 

E Goldman Sachs?

Le ripercussioni più pesanti del divorzio le avrà comunque Goldman Sachs che vede tramontare il suo principale tentativo di diversificare il business. Secondo le indiscrezioni, tra i due giganti non sarebbe mai scoccata la scintilla, soprattutto a causa di alcune iniziative di marketing di Apple che avrebbero messo in forte difficoltà Goldman, anche sotto il profilo regolamentare. Il motivo principale della decisione di dire addio alla partnership sarebbero però i costi troppo alti che Goldman Sachs sarebbe stata costretta a sobbarcarsi a causa di un programma sui pagamenti, che continuava a generare perdite.  

Da tenere in considerazione inoltre che quello con Apple non è stato l’unica separazione che Goldman è stata costretta ad affrontare: poco tempo fa, la società guidata da David Solomon ha annunciato l’intenzione di ritirarsi dall’accordo sulle carte di credito con General Motors e ha ceduto la sua società di servizi bancari al consumo GreenSky. 

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