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Alitalia: stretta su Ryanair e low cost per salvarla

Oltre a destinare 3,35 miliardi (più che alla Sanità) per tenere in piedi Alitalia, il Governo imporrà alle compagnie straniere low cost di applicare i minimi salariali come nei contratti di lavoro italiani – Restrizioni anche negli aeroporti

Alitalia: stretta su Ryanair e low cost per salvarla

Per salvare Alitalia, il governo ha messo a punto una doppia strategia, che si dispiega sul piano finanziario ma anche su quello commerciale e industriale.

Innanzitutto, la liquidità. Il decreto Rilancio e il Cura Italia hanno stanziato per l’ex compagnia di bandiera una cifra siderale: 3 miliardi e 350 milioni di euro, ossia 100 milioni più di quanto previsto per la sanità.

In secondo luogo, per proteggere questo investimento, il governo prepara un piano anti-low-cost. L’obiettivo è ridurre il dominio di compagnie come Ryanair, EasyJet e Vueling, che con la loro politica dei prezzi bassi spingono Alitalia fuori mercato.

Il primo intervento in questa direzione sarà obbligare tutte le compagnie aeree attive in Italia a pagare i dipendenti applicando almeno le retribuzioni minime stabilite dal contratto nazionale del settore. Chi non si adeguerà entro tre mesi, rischierà la “revoca delle concessioni, autorizzazioni e certificazioni”, si legge nel decreto Rilancio. Inoltre, per ogni dipendente pagato meno del dovuto, il datore di lavoro potrà ricevere una sanzione da 5 mila a 15 mila euro.

Altre misure volte a limitare lo strapotere delle low cost arriveranno con il decreto Semplificazioni, che conterrà il taglio delle tariffe aeroportuali e imporrà a chi gestisce gli scali di affidare attraverso gare pubbliche gli incentivi e i contributi oggi negoziati direttamente con le compagnie, quasi sempre low cost.

Nel complesso, queste misure avranno ripercussioni positive sul versante occupazionale, perché salveranno migliaia di posti di lavoro in Alitalia e ridurranno il dumping salariale delle compagnie low cost, assicurando a molti dipendenti retribuzioni più dignitose.

D’altra parte, il costo sarà alto non solo per i contribuenti italiani – che pagheranno una cifra monstre per l’ennesimo salvataggio di Alitalia – ma anche per i consumatori, che vedranno aumentare i prezzi dei biglietti.

Infine, è possibile che il piano porti alla chiusura o al ridimensionamento di alcuni aeroporti minori, come quello di Rimini.

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