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Abi: tassi sui mutui ai minimi dal 2011

A settembre il tasso medio sui mutui casa si è ridotto al 3%, contro il 3,12% del mese precedente – Prestiti a famiglie e imprese: il calo continua a rallentare – Record delle sofferenze lorde delle banche italiane.

Abi: tassi sui mutui ai minimi dal 2011

Scendono ancora i tassi sui mutui per l’acquisto di abitazioni, facendo segnare il valore più basso da marzo 2011. Lo ha rilevato il bollettino mensile dell’Abi, precisando che a settembre il tasso medio si è ridotto al 3%, contro il 3,12% del mese precedente. In generale, il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è ridotto ulteriormente a settembre al 2,87%, in questo caso il valore più basso da febbraio 2011.

Il complesso dei finanziamenti bancari ha registrato una contrazione su base annua del 2,3%, in miglioramento rispetto al -2,5% del mese precedente e dal -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. In particolare, i soli finanziamenti a famiglie e imprese sono scesi a settembre solo dello 0,9% rispetto al -1,2% del mese precedente e al -4,5% di novembre 2013. Quello di settembre è il miglior risultato da maggio 2012 per i prestiti a famiglie e imprese. E se il trend proseguisse per la fine dell’anno potrebbe avere un segno positivo.



Dal rapporto Abi emerge tuttavia anche il nuovo record delle sofferenze lorde delle banche italiane, che ad agosto sono arrivate a 174 miliardi, in aumento di 1,6 miliardi rispetto a luglio e di 32,1 miliardi da agosto 2013 (+22,6% l’aumento su base annua). 

In relazione agli impieghi le sofferenze sono pari al 9,2%, valore che segna il massimo dall’agosto del 1998, contro il 7,3% dell’agosto 2013. Quanto alle sofferenze al netto delle svalutazioni, ad agosto sono salite a 79,5 miliardi dai 78,2 del mese precedente (+8,2% l’incremento annuo). Il rapporto sofferenze nette/impieghi si è collocato al 4,41% (4,3% a luglio e 3,93% ad agosto 2013).

L’andamento della raccolta totale ha registrato a settembre una diminuzione di circa 9,6 miliardi rispetto a un anno fa, facendo segnare una variazione annua del -0,6% (-1% ad agosto).

Nel dettaglio, tuttavia, è diminuita del 10,6% la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, segnando una flessione su base annua in valore assoluto di quasi 55 miliardi di euro e penalizzando quindi l`erogazione dei prestiti a medio e lungo termine. I depositi, invece, sono aumentati di oltre 45 miliardi rispetto all’anno precedente, pari a un amento del 3,8% (+3% ad agosto).

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