Tesla ha alzato il sipario sulla nuova creatura di Elon Musk: è Cybercab, il robotaxi a guida autonoma presentato ieri a Austin, in Texas. Durante l’evento di lancio, l’azienda ha portato sulle strade texane decine di esemplari della vettura elettrica progettata fin dall’origine per la guida autonoma, senza volante e senza pedali. È il passaggio più concreto nella strategia di Elon Musk per trasformare Tesla da costruttore di automobili a società di Intelligenza artificiale e mobilità autonoma.
Due posti, nessun comando per il conducente
Il Cybercab è una compatta a due posti, con carrozzeria fortemente aerodinamica e porte ad apertura verticale tipo “butterfly”. L’abitacolo elimina completamente gli elementi tradizionali del posto guida: chi sale a bordo non può intervenire sulla marcia del veicolo. Tesla lo ha definito “our first purpose-built autonomous vehicle”, sottolineando tre obiettivi: “safety, accessibility and comfort”.
La configurazione è pensata soprattutto per tragitti individuali o di coppia. Attraverso l’app Robotaxi il cliente può oggi scegliere tra Cybercab, per due passeggeri, e Model Y Robotaxi, per quattro. Il Cybercab dispone inoltre di soluzioni per l’accessibilità, tra cui seduta bassa, maggiore spazio per dispositivi di assistenza e indicazioni Braille.
48 kWh per un’auto progettata per consumare poco
La filosofia tecnica è molto diversa da quella di una normale Tesla. Il Cybercab punta più sull’efficienza che sulle prestazioni: secondo i dati emersi dalla documentazione EPA, utilizza un singolo motore anteriore da 163 kW, equivalenti a circa 219 CV, e una batteria da circa 48 kWh.
Il peso a vuoto è di circa 3.113 libbre, pari a 1.412 kg. Nei test di laboratorio è emerso un valore equivalente di autonomia fino a 418 miglia, ma le stime più realistiche per l’omologazione finale e l’utilizzo reale si collocano intorno alle 280-300 miglia, cioè circa 450-480 km. L’efficienza dichiarata è di circa 165 Wh/miglio.
Per un robotaxi, una batteria relativamente piccola è un vantaggio: meno peso, minori costi di produzione e cicli di ricarica più rapidi. L’obiettivo non è quindi costruire l’auto elettrica con la maggiore autonomia possibile, ma quella con il minor costo operativo per ogni chilometro.
La vera novità è l’autonomia
Il Cybercab utilizza il sistema di guida autonoma di Tesla basato su telecamere, intelligenza artificiale e software Full Self-Driving. A differenza dei veicoli di Waymo e Zoox, Tesla non utilizza lidar e basa la percezione dell’ambiente principalmente sulle telecamere.
La posta in gioco è enorme. Tesla conta di aumentare progressivamente il numero di Cybercab operativi e di trasformare il servizio Robotaxi in una rete di trasporto su larga scala. Musk ha sintetizzato la campagna di lancio con una delle sue formule più spettacolari: “A Storm of Cybercabs”.
Il debutto, tuttavia, non significa ancora che il Cybercab possa circolare liberamente ovunque. La regolamentazione dei veicoli privi di volante e pedali rimane uno dei principali ostacoli, mentre Tesla deve continuare a dimostrare la sicurezza del proprio sistema autonomo.
Prezzo basso, ma ancora nessun listino definitivo
Uno degli elementi più attesi era il prezzo. Musk aveva indicato in precedenza un obiettivo di vendita sotto i 30.000 dollari e aveva ribadito che Tesla punta a rendere il Cybercab un veicolo estremamente economico da produrre. Tuttavia, il lancio di Austin non ha trasformato questa cifra in un normale listino commerciale confermato.
Il vero modello economico è infatti quello del servizio Robotaxi: una flotta di vetture semplici, leggere e autonome, utilizzate per molte più ore al giorno rispetto a un’automobile privata. Tesla ha inoltre aperto un canale per raccogliere l’interesse di aziende interessate all’acquisto di flotte Cybercab.
La Borsa applaude, ma Wall Street vuole numeri
Il mercato ha accolto il debutto con entusiasmo. Le azioni Tesla sono salite di oltre il 5% nella giornata del lancio, dopo un rialzo ancora più marcato nelle ore precedenti all’evento. Gli investitori vedono nel robotaxi la possibilità di aprire una nuova fonte di ricavi ad altissimo margine e di giustificare una valutazione della società molto superiore a quella di un tradizionale costruttore automobilistico.
Ma la cautela non è scomparsa. Tesla deve ancora colmare un divario importante con Waymo: secondo i dati disponibili, la società di Alphabet dispone di oltre 4.000 robotaxi non supervisionati in 14 città, mentre Tesla ne gestisce poco più di 200 nei mercati in cui il servizio è già operativo.
Per gli analisti, dunque, la domanda non è più soltanto “il Cybercab funziona?”. La domanda decisiva è: quanto velocemente Tesla riuscirà a produrlo, ottenere le autorizzazioni, ampliare le aree operative e trasformare ogni vettura in una macchina capace di generare ricavi praticamente senza conducente?
