Prosegue il cammino verso le nozze tra Poste Italiane e Tim che porteranno alla nascita di un campione nazionale della trasformazione digitale. Il consiglio d’amministrazione della società guidata da Matteo Del Fante ha infatti dato il via libera all’aumento di capitale da 372 milioni, necessario per la prosecuzione dell’operazione.
Poste: cda esercita delega e aumenta il capitale
Nel dettaglio, il board di Poste Italiane, riunito martedì sotto la presidenza di Silvia Maria Rovere, ha deliberato l’aumento del capitale sociale a pagamento per complessivi 371.986.879 euro, oltre sovrapprezzo, a servizio dell’opas volontaria totalitaria promossa da Poste sulle azioni di Telecom Italia.
Il cda, confermando le attese, ha esercitato la delega conferita dall’assemblea il 18 giugno scorso. Ciò comporta l’ emissione di 371.986.879 azioni ordinarie, in una o più tranche e in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione come previsto in questi casi dall’articolo 2441, comma 4, primo periodo, del codice civile, spiega la società in una nota. I titoli andranno agli azionisti di Tim che aderiranno all’offerta. Dopo il raggruppamento azionario effettuato da Tim nel giugno, prosegue la nota, non è stato modificato il valore economico dell’Opas. Il che significa che per ogni azione Tim portata in adesione, Poste offre 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni Poste di nuova emissione.
In caso di adesione totale, gli azionisti di Tim deterranno circa il 22,2% del capitale di Poste mentre il gruppo guidato da Matteo Del Fante verserebbe circa 2,85 miliardi di euro in contanti. L’obiettivo resta quello di integrare rete fissa e mobile di Tim con le attività di Poste nei servizi finanziari, assicurativi e logistici, oltre a cloud, data center, cybersecurity, IoT e intelligenza artificiale.
Si attende l’ok definitivo della Consob
L’esercizio della delega e l’aumento del capitale rappresentano un passaggio tecnico necessario per poter proseguire con l’offerta, in attesa del via libera definitivo della Consob.
Poste ha già incassato autorizzazioni dell’Antitrust brasiliana, della Commissione europea e della Presidenza del Consiglio nell’ambito del Golden Power.
