Trasformare il valore del magazzino in liquidità immediata, senza interrompere il ciclo produttivo e commerciale. È questo l’obiettivo della prima operazione italiana di cartolarizzazione del magazzino, il cosiddetto destocking, realizzata da Cassa Depositi e Prestiti e Cherry Bank a favore di Brazzale, azienda del settore lattiero-caseario, attraverso un finanziamento complessivo da 10 milioni di euro.
L’operazione è resa possibile dalla recente evoluzione normativa che ha ampliato le possibilità di utilizzo degli strumenti di cartolarizzazione, consentendo di includere anche i beni mobili non registrati, come materie prime, semilavorati e prodotti finiti. La novità permette alle imprese di valorizzare asset che normalmente restano immobilizzati nel capitale circolante, trasformando il magazzino in una leva finanziaria per sostenere liquidità, crescita e competitività.
Cartolarizzazione del magazzino: come funziona il modello Cdp-Cherry Bank
Il modello si basa sulla possibilità per un’impresa di ottenere risorse finanziarie anticipando il valore economico dei beni presenti nelle proprie scorte. Nel caso di Brazzale, il magazzino coinvolto nell’operazione comprende prodotti freschi e semistagionati, beni che non hanno ancora completato il processo di maturazione e che saranno destinati alla vendita solo al termine del ciclo produttivo.
La proprietà dei prodotti viene trasferita progressivamente a Magazzino Italia Spv, società veicolo costituita ai sensi della Legge n. 130 del 1999. A fronte della cessione, lo Spv riconosce immediatamente al produttore il prezzo di acquisto, consentendo all’azienda di ottenere liquidità senza attendere la conclusione della stagionatura e la successiva commercializzazione.
La struttura è inoltre rotativa: gli incassi derivanti dalla vendita dei prodotti vengono utilizzati sia per rimborsare il finanziamento sia per acquistare nuovi lotti di merci. Questo meccanismo consente di creare un ciclo continuo di valorizzazione del magazzino e rende il modello replicabile anche in altre filiere produttive.
La nuova normativa apre alla cartolarizzazione del magazzino
La realizzazione dell’operazione è stata resa possibile dalla recente evoluzione normativa della Legge n. 130 del 1999, modificata nell’ambito del Dll Pmi ed entrata in vigore il 7 aprile 2026.
La riforma ha ampliato il perimetro delle cartolarizzazioni consentendo di includere anche i beni mobili non registrati, categoria nella quale rientrano le rimanenze di magazzino. Questo intervento ha aperto la strada alla possibilità per le imprese di valorizzare asset che, pur avendo un significativo valore economico, restano normalmente immobilizzati nel capitale circolante.
L’obiettivo della normativa è favorire una maggiore capacità finanziaria delle imprese, sostenendo le filiere produttive strategiche e offrendo nuovi strumenti per migliorare liquidità e competitività senza incidere sulla continuità operativa.
Magazzino Italia Spv e il finanziamento da 10 milioni di euro
Per acquistare i prodotti di Brazzale, Magazzino Italia Spv ha ricevuto un finanziamento complessivo da 10 milioni di euro, concesso in parti uguali da Cdp e Cherry Bank, ciascuna per 5 milioni.
Lo Spv utilizza queste risorse per corrispondere il valore dei beni al produttore. Il rimborso del finanziamento avverrà successivamente attraverso i flussi di cassa generati dalla vendita dei prodotti una volta completato il processo di stagionatura e commercializzazione.
Dal punto di vista finanziario, il modello consente all’impresa di finanziare il proprio capitale circolante valorizzando un’attività già presente nel patrimonio aziendale, senza ricorrere esclusivamente agli strumenti tradizionali di indebitamento. La struttura permette inoltre di diversificare le fonti di finanziamento e migliorare la gestione della liquidità aziendale.
Liquidità immediata senza fermare la produzione
Uno degli aspetti più innovativi dell’operazione riguarda la continuità produttiva. Sebbene la proprietà dei beni venga trasferita allo Spv i prodotti rimangono fisicamente presso gli stabilimenti del produttore.
Attraverso specifici accordi di custodia, stagionatura e affinamento, Brazzale continua a svolgere tutte le attività necessarie affinché i prodotti raggiungano gli standard qualitativi richiesti per la vendita. Il processo industriale non subisce quindi modifiche: non sono necessari trasferimenti logistici né cambiamenti organizzativi, mentre il valore del magazzino viene trasformato immediatamente in liquidità.
Una volta completata la stagionatura, i prodotti vengono venduti alla grande distribuzione secondo gli accordi commerciali previsti. Gli incassi generati dalle vendite rappresentano la principale fonte di rimborso del finanziamento concesso allo Spv, completando il ciclo finanziario dell’operazione.
Garanzie e controlli per tutelare finanziatori e investitori
La struttura dell’operazione prevede un articolato sistema di monitoraggio e garanzie per ridurre i rischi e rafforzare il profilo creditizio dell’iniziativa.
Tra gli strumenti previsti rientra la segregazione patrimoniale dello Spv che garantisce la separazione degli attivi coinvolti nell’operazione rispetto al patrimonio degli altri soggetti partecipanti. A questa si aggiungono il pegno non possessorio sui beni di proprietà della società veicolo, che consente ai prodotti di rimanere presso il produttore pur costituendo una garanzia a favore dei finanziatori, un meccanismo di overcollateralizzazione e specifiche coperture assicurative stipulate nell’interesse dello Spv.
Sul fronte operativo, Pirola Corporate Finance svolge il ruolo di Asset Manager, occupandosi della gestione e del monitoraggio dell’operazione, mentre Cherry Bank opera anche come Facility Agent, coordinando gli aspetti operativi del finanziamento. Un perito indipendente verifica inoltre periodicamente l’effettiva esistenza, quantità e valore dei prodotti presenti in magazzino.
Cdp e Cherry Bank: il destocking punta a diventare un modello per le Pmi italiane
“L’operazione annunciata oggi conferma una volta ancora la capacità di innovazione finanziaria e la leadership nel segmento della finanza alternativa di Cassa Depositi e Prestiti – ha dichiarato Andrea Nuzzi, direttore Business di Cdp -. Da anni, promuoviamo strutture innovative sul mercato mettendo a disposizione delle imprese, in particolare le Pmi, soluzioni finanziarie in grado di soddisfarne le esigenze e ampliare la “cassetta degli attrezzi” a loro disposizione. Con la prima operazione di destocking lanciata in Italia, lo strumento della cartolarizzazione viene impiegato in una delle principali filiere strategiche dell’economia nazionale nella prospettiva di fornire liquidità immediata alle aziende e valorizzare i beni presenti in magazzino. A livello istituzionale, l’iniziativa si inquadra nell’accordo sottoscritto con il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che mira a supportare l’accesso al credito delle imprese agro-alimentari. Auspichiamo che, a partire da oggi, sempre più aziende di questa filiera e di altre possano seguire l’esempio di Brazzale e avvicinarsi a una struttura finanziaria all’avanguardia”.
Per Giovanni Bossi, amministratore delegato di Cherry Bank, il destocking rappresenta “un cambio di paradigma finanziario”. “La portata innovativa – ha aggiunto – potrebbe essere paragonabile all’introduzione del factoring per i crediti commerciali avvenuta in Italia 35 anni fa. È uno spartiacque che potrebbe cambiare il modo di fare business di talune imprese, modificando in modo permanente la loro funzione di produzione, aumentando l’efficienza finanziaria e generando immediato valore per l’impresa, potendo ridurre il debito mantenendo invariato l’Ebitda. A noi il compito di rendere il destocking semplice, ripetibile, applicabile e alla portata di quante più imprese possibili”.
L’obiettivo ora è estendere il modello ad altre filiere produttive, in particolare ai settori caratterizzati da elevati livelli di scorte e tempi di rotazione più lunghi. Il destocking per le Pmi si propone così come uno strumento innovativo per migliorare la liquidità aziendale, trasformando il magazzino da capitale immobilizzato in un asset strategico per la crescita e la competitività delle imprese italiane.
