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Pirelli, due miliardari cechi puntano alla quota cinese di Sinochem: nel mirino fino al 20%

I due magnati cechi Strnad e Tykac guardano alla quota dei cinesi di Sinochem in Pirelli, tra prezzo e Golden power. Intanto il gruppo compra il 24,99% di Ridesense per Cyber Tyre

Pirelli, due miliardari cechi puntano alla quota cinese di Sinochem: nel mirino fino al 20%

Nuovi movimenti attorno all’azionariato di Pirelli. Secondo indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera, due imprenditori cechi di primo piano, Michal Strnad e Pavel Tykac, avrebbero manifestato interesse per una parte della quota detenuta da Sinochem, oggi primo azionista del gruppo degli pneumatici con il 34,1% del capitale. L’operazione riguarderebbe una partecipazione compresa tra il 10% e il 20% di Pirelli. Una partita di peso, considerando che il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera capitalizza circa 7,5 miliardi di euro in Borsa e che il titolo ha registrato un progresso del 17% da inizio anno. La notizia ha acceso l’attenzione del mercato, con le azioni Pirelli in rialzo dopo le indiscrezioni.

L’interesse dei due investitori arriverebbe proprio attraverso la “porta cinese” dell’azionariato, cioè la quota in mano a Sinochem. Ma il dossier resta complesso, sia sul piano finanziario sia su quello politico.

Chi sono Strnad e Tykac

Il primo nome è quello di Michal Strnad, 33 anni, patron di Czechoslovak Group, gruppo attivo nel settore della difesa. Csg è quotata alla Borsa di Amsterdam e vale circa 14 miliardi di euro. Strnad ne controlla circa l’85% del capitale. In Italia il gruppo è già presente con marchi noti come Fiocchi Munizioni e Armi Perazzi. L’altro possibile protagonista è Pavel Tykac, 62 anni, proprietario di Se.ven Global Investment, holding energetica con attività in Europa, negli Stati Uniti e in Australia. A Tykac viene attribuito un patrimonio di circa 8 miliardi di euro.

Il nodo Sinochem e la partita politica

Il principale ostacolo resta Sinochem. L’interesse dei due imprenditori cechi al momento si sarebbe scontrato con le aspettative di prezzo del gruppo cinese. Non sarebbe la prima volta: anche altri potenziali investitori, in passato, si sarebbero fermati davanti alle richieste di Sinochem. Sul mercato, però, c’è chi legge la posizione cinese non solo come una trattativa sul valore della quota, ma come un messaggio politico. L’idea è che Pechino non voglia apparire costretta a ridurre la propria presenza in un’azienda occidentale strategica, soprattutto dopo le tensioni emerse negli ultimi mesi attorno alla governance di Pirelli.

Ad aprile il governo italiano è intervenuto con il Golden power per limitare le prerogative di Sinochem come primo socio del gruppo. La decisione è stata motivata anche dalla necessità di tutelare le attività di Pirelli negli Stati Uniti. Il provvedimento ha previsto che nella lista presentata da Sinochem per il rinnovo del consiglio di amministrazione potessero figurare soltanto tre candidati su 15 e che nessuno di loro potesse ricoprire il ruolo di ceo o presidente.

Sinochem ha contestato la misura in sede giudiziaria. Intanto, nell’assemblea della scorsa settimana ha prevalso la lista di maggioranza presentata da Camfin, mentre il nuovo consiglio ha poi confermato Marco Tronchetti Provera presidente esecutivo del gruppo.

Pirelli spinge sulla tecnologia e compra il 24,99% di Ridesense

Mentre il mercato guarda agli equilibri dell’azionariato, Pirelli continua a muoversi sul fronte industriale e tecnologico. Il gruppo ha annunciato un accordo per rilevare il 24,99% di Ridesense, startup nata come spin-off dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del gruppo MegaRide, specializzata nello sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità. L’intesa prevede anche un’opzione per salire fino al 100% del capitale. La partnership punta a rafforzare l’ecosistema Pirelli Cyber Tyre, integrando i sensori fisici presenti negli pneumatici con i sensori virtuali sviluppati da Ridesense. Questi algoritmi elaborano le informazioni già disponibili attraverso la sensoristica dei veicoli e possono contribuire al miglioramento delle funzioni di sicurezza, a partire dal rilevamento dell’aquaplaning.

L’obiettivo è consolidare il ruolo di Cyber Tyre nei sistemi elettronici dell’auto, compresi Adas e guida autonoma. Il sistema Pirelli è già installato in primo equipaggiamento su alcuni modelli e consente di raccogliere dati dagli pneumatici, elaborarli con software proprietari e trasmetterli in tempo reale all’elettronica del veicolo, dialogando con sistemi come Abs, Esp e controllo di trazione. “Oltre 20 anni fa abbiamo imboccato la strada che ha permesso di integrare nei pneumatici la capacità di raccogliere e trasmettere dati ed è nata la tecnologia Cyber Tyre. L’accordo con Ridesense contribuisce ad ampliare le possibilità dell’ecosistema, sviluppando ulteriormente la componente software che è il cuore di Cyber Tyre”, ha spiegato Piero Misani, Chief Technical Officer di Pirelli.

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