Donald Trump di nuovo all’attacco dell’Europa e stavolta al centro del contendere c’è la digital tax. “Numerosi Paesi europei – ha scritto su Truth il presidente Usa – stanno discutendo dell’imminente introduzione di un’imposta sui servizi digitali a carico delle aziende americane. Alcuni di questi Paesi sono ormai prossimi a tale decisione. Chiunque dovesse imporre una simile tassa si vedrà immediatamente applicare un dazio del 100% su tutti i beni esportati verso gli Stati Uniti”.
“Tale dazio – ha proseguito Trump – prevarrà su qualsiasi accordo commerciale stipulato con il Paese in questione, a prescindere dal fatto che sia stato attuato o semplicemente firmato. Inoltre, qualora dovessero procedere, il dazio del 100% sarà applicato con effetto immediato”.
Big tech, la digital tax nel mirino di Trump
La digital tax è da mesi al centro delle critiche dell’amministrazione Usa, che la ritiene discriminatoria nei confronti delle Big Tech. Già in passato il presidente aveva minacciato dazi contro l’imposta digitale allo studio dei Paesi europei, ma di recente sembrava aver accantonato il dossier, evidentemente preso da altre questioni, a partire dalla crisi in Medio Oriente La partita con l’Iran è ancora aperta e il presidente americano ha da tempo ingaggiato un braccio di ferro con i suoi detrattori, quelli che all’estero e in patria considerano l’accordo con Teheran una sconfitta per l’America. L’attenzione del tycoon resta focalizzata soprattutto su cosa accade nello Stretto di Hormuz, la cui apertura è uno dei pilastri del memorandum of understanding raggiunto e per il quale è stato aperto un canale di comunicazione diretta fra Washington e Teheran per evitare incidenti.
Digital tax, la replica dell’Ue a Trump
La replica dell’Europa arriva a stretto gira, affidata a un portavoce della Commissione: “L’Ue e i suoi Stati membri hanno il diritto sovrano di regolamentare le attività economiche sul proprio territorio, in linea con i nostri valori democratici e gli impegni internazionali. Le imposte sono per loro natura non discriminatorie e si applicano in modo uguale a tutte le grandi imprese, indipendentemente dalla loro origine.” “Le misure unilaterali rivolte contro tali politiche legittime sono ingiustificate. Se adottate, l’Ue reagirà in modo rapido e deciso“.
E ancora: “L’Ue ha sempre sostenuto una soluzione globale per una tassazione equa dell’economia digitale, in linea con le conclusioni dei ministri delle finanze del G7. Questa rimane la nostra opzione preferita e siamo pronti a impegnarci in modo costruttivo per raggiungerla.”
