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Ballottaggio elezioni comunali: sei capoluoghi alle urne. Il caso Vigevano e il voto dei fan di Vannacci che spaventa la politica nazionale

Oggi e domani si vota per il ballottaggio nelle elezioni comunali: dall’esito si capirà meglio chi ha vinto tra centrodestra e centrosinistra dopo il risultato del primo turno

Ballottaggio elezioni comunali: sei capoluoghi alle urne. Il caso Vigevano e il voto dei fan di Vannacci che spaventa la politica nazionale

Dopo il primo turno del 24 e 25 maggio, si torna alle urne per il ballottaggio delle elezioni comunali. Domenica 7 e lunedì 8 giugno si vota nei 41 comuni sopra i 15 mila abitanti dove nessun candidato ha ottenuto almeno il 50% + 1 dei voti validi. Sei sono capoluoghi di provincia: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata, Trani. Ma l’attenzione è anche su Vigevano, considerato un test a livello nazionale. Il motivo? Il risultato potrebbe dipendere dai voti vannacciani.

Ballottaggio comunali: com’è andata al primo turno

Al primo turno gli occhi di tutti erano concentrati su Venezia, unico capoluogo di Regione al voto. Ha vinto, piuttosto a sorpresa, il centrodestra con Simone Venturini. La coalizione di governo è riuscita a strappare al centrosinistra anche Reggio Calabria. I progressisti hanno invece vinto ad Avellino e riconquistato Pistoia, mentre a Salerno Vincenzo de Luca, sostenuto da sette liste civiche e senza il simbolo del Pd, è tornato alla guida della città per la quinta volta.

Secondo i dati YouTrend, al primo turno il centrosinistra ha vinto in 37 comuni superiori a fronte di 59 uscenti, il centrodestra ha invece prevalso in 25 a fronte di 42 uscenti. Tra 18 capoluoghi il centrosinistra ha eletto sette sindaci su otto uscenti. Il centrodestra ne ha conquistati tre su cinque uscenti. In due centri si sono affermati candidati civici o di altri partiti, mentre – come detto – sei sono i capoluoghi di provincia ancora da assegnare.

Ballottaggio comunali: Agrigento

Ad Agrigento si scontrano Michele Sodano del centrosinistra e Dino Alonge, sostenuto da FI-FdI-Udc e autonomisti. Il 24-25 il primo ha ottenuto il 39,1%, il secondo ha incassato il 34,7%. Determinanti potrebbero essere i voti del leghista Luigi Gentile, sostenuto anche da Dc e noi moderati, che però ha rifiutato apparentamenti. Nonostante l’evidente spaccatura, il commissario regionale della Lega, Nino Germanà, ha invitato a “non votare per il centrosinistra”, mentre Noi moderati si è schierato con Alonge. Nessuna alleanza nemmeno per il civico Giuseppe Di Rosa, che al primo turno si è fermato al 12%.

Il ballottaggio ad Arezzo

Ad Arezzo la sfida vede Vincenzo Ceccarelli del centrosinistra (32,4% al primo turno) contro Marcello Comanducci del centrodestra (43,8%). Fondamentali diventano i voti di Marco Donati, sostenuto da Azione e Civiche, che due settimane fa è arrivato terzo con il 20,5%. Donati ha lasciato libertà di voto.

Comunali: il ballottaggio di Chieti 

A Chieti, dopo essersi presentato diviso al primo turno, il centrodestra è riuscito a ricompattarsi in vista del secondo. E così il candidato del Campo largo, Giovanni Legnini, che al primo turno ha sfiorato la vittoria con il 47,2% delle preferenze, dovrà vedersela con Cristiano Sicari (27,5%) appoggiato da FdI e FI, e sostenuto anche da Mario Colantonio (16,7%, Lega e Udc) e dal Civico Alessandro Carbone (4,7%).

Il ballottaggio a Lecco 

A Lecco il ballottaggio è tra il sindaco uscente di centrosinistra Mario Gattinoni (42,5%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli (48,6%). Il terzo “classificato” al primo turno, Mauro Fumagalli, con il  5,2% delle preferenze, ha deciso di lasciare libertà di voto.

Il voto a Macerata 

A Macerata al primo turno il risultato è stato clamoroso: il sindaco uscente di centrodestra Sandro Parcaroli ha ottenuto il 49,96% dei voti, mancando la vittoria al primo turno per soli 10 voti. Il Tar ha respinto il ricorso di Parcaroli, che chiedeva prima del ballottaggio il riconteggio delle 350 schede dichiarate nulle. Al ballottaggio se la vedrà dunque con il candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli (41,9%), che nel frattempo ha siglato un accordo con Marco Sigona, che al primo turno aveva ottenuto il 3,48% con la lista Officina delle Idee. 

Comunali: il ballottaggio a Trani

Nessun apparentamento a Trani Marco Galiano (40,7%), sostenuto dal Pd ma non dal M5S, e Angelo Guarriello (30,3%), appoggiato dal centrodestra. Il civico Giacomo Marinaro (21,5%) non ha dato indicazioni di voto.

Il caso Vigevano

Gli occhi della politica nazionale saranno però puntati su Vigevano, comune di oltre 60mila abitanti in provincia di Pavia, considerato, in piccolo, un test in vista delle prossime elezioni generali. Il confronto sarà tra Rossella Buratti del centrosinistra (34,3%) e il civico Paolo Previde Massara (24,4%), sostenuto anche da FI. Nessun apparentamento ufficiale, ma a pesare saranno le scelte dei leghisti, che al primo turno avevano sostenuto insieme a Fdi Riccardo Ghia (21,4%) e di Furio Suvilla, appoggiato da Roberto Vannacci, che il 24-25 maggio ha ottenuto a sorpresa il 14,2% dei voti.

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