Stellantis prova a cambiare passo e presenta FaSTLAne 2030, il nuovo piano strategico quinquennale da 60 miliardi di euro pensato per rilanciare crescita e redditività. L’annuncio arriva direttamente dall’Investor Day di Auburn Hills, nel Michigan, dove il gruppo ha messo sul tavolo una strategia che punta a combinare scala globale, radicamento regionale e una gestione più selettiva del capitale. Il gruppo guidato dall’ad Antonio Filosa, l’uomo chiamato da John Elkann per dare una svolta, vuole investire dove vede i ritorni migliori, evitando duplicazioni, accelerando lo sviluppo dei prodotti e riportando il cliente al centro della strategia industriale. L’obiettivo è costruire un gruppo più veloce, più disciplinato e più capace di competere su costi, tecnologia e offerta commerciale.
Il piano prevede 60 miliardi di investimenti complessivi entro il 2030. Di questi, 36 miliardi saranno destinati a marchi e prodotti, mentre 24 miliardi andranno a piattaforme globali, powertrain e tecnologie. Dentro questa architettura rientrano STLA One, la nuova piattaforma modulare globale per veicoli, STLA Brain, STLA SmartCockpit e STLA AutoDrive, con l’intelligenza artificiale indicata come leva trasversale lungo tutta la catena del valore.
Stellantis, FaSTLAne 2030: meno dispersione, più peso ai marchi globali
Uno dei punti centrali del piano è la nuova gestione del portafoglio marchi. Stellantis punta a concentrare risorse e investimenti sui brand con maggiore scala e potenziale di redditività. Jeep, Ram, Peugeot e Fiat diventano così i quattro marchi globali su cui costruire la parte più rilevante dell’offensiva commerciale, insieme a Pro One, la business unit dei veicoli commerciali. A questi marchi andrà il 70% degli investimenti destinati a brand e prodotti. Si cercherà così di usare piattaforme e asset globali per rafforzare i modelli con maggiore presenza internazionale, lasciando ai marchi regionali un ruolo più mirato sui mercati di riferimento.
Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo resteranno marchi regionali, ma potranno beneficiare degli stessi asset globali per aumentare efficienza e distintività. DS e Lancia saranno invece gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat come marchi specializzati. Maserati resta nel perimetro del lusso, con l’intenzione di rafforzarne il futuro attraverso due nuovi modelli del segmento E. La roadmap dettagliata del Tridente sarà presentata a Modena nel dicembre 2026.
Sul fronte prodotto, il piano è ambizioso. Entro il 2030 Stellantis prevede oltre 60 lanci di nuovi veicoli e 50 aggiornamenti significativi. La gamma coprirà tutte le principali alimentazioni: 29 veicoli elettrici a batteria, 15 plug-in hybrid o elettrici ad autonomia estesa, 24 ibridi e 39 modelli con motori termici o mild hybrid.
STLA One, la piattaforma che deve semplificare il gruppo
La nuova architettura STLA One è uno dei pilastri tecnologici del piano. Stellantis la presenta come una piattaforma globale modulare, pensata per coprire i segmenti B, C e D e supportare diverse tipologie di alimentazione. Il lancio è previsto nel 2027. L’obiettivo è ridurre la complessità industriale, accorciare i tempi di sviluppo e migliorare la competitività dei costi. STLA One dovrà riunire cinque diverse piattaforme in un’unica architettura scalabile, con interfacce comuni e un’efficienza di costo attesa del 20%. Entro il 2030 Stellantis punta a produrre il 50% dei volumi annuali globali su tre piattaforme globali, con un riutilizzo dei componenti fino al 70%.
La piattaforma sarà anche la prima del gruppo a integrare STLA Brain, STLA SmartCockpit e la tecnologia steer-by-wire. Entro il 2030, il 35% dei volumi globali dovrebbe disporre di almeno una di queste tecnologie, quota destinata a salire oltre il 70% entro il 2035.
STLA One è pensata per diventare una mega piattaforma capace di sostenere oltre 30 modelli e superare i 2 milioni di unità entro il 2035. La strategia sulle batterie prevede un maggiore utilizzo della chimica LFP, l’integrazione cell-to-body e la compatibilità con tecnologia a 800 volt, con l’obiettivo di rendere più competitivi i veicoli elettrici anche sul fronte dei costi.
Fabbriche, costi e velocità di esecuzione
FaSTLAne 2030 non è solo un piano di prodotto. È anche un piano di riorganizzazione industriale. In Europa Stellantis prevede una riduzione della capacità produttiva di oltre 800 mila unità attraverso riconversioni e partnership. Sono interessati principalmente gli stabilimenti di Poissy in Francia, Madrid e Saragozza in Spagna, oltre a Rennes sempre in Francia. L’obiettivo è aumentare l’utilizzo degli impianti dal 60% all’80% entro il 2030, preservando al tempo stesso i livelli occupazionali nel manifatturiero.
Negli Stati Uniti, l’aumento della produzione dovrebbe portare l’utilizzo della capacità all’80% entro fine piano. In Medio Oriente e Africa, invece, la leva principale sarà la localizzazione dei prodotti per arrivare al pieno utilizzo degli impianti.
Il gruppo punta anche a comprimere drasticamente i tempi di sviluppo. Il time-to-market dovrebbe scendere dagli attuali 40 mesi a 24 mesi. A questo si affianca il Value Creation Program, programma di lungo periodo che punta a generare 6 miliardi di euro di riduzione dei costi annuali entro il 2028 rispetto ai livelli del 2025. Il piano prevede inoltre un ritorno a un flusso di cassa positivo entro il 2027.
AI, chip e software: l’auto intelligente passa dalle partnership
La svolta tecnologica di Stellantis passa anche dalle partnership. Nel piano entra la collaborazione con Wayve, società specializzata nell’intelligenza artificiale applicata alla guida automatizzata. Stellantis prevede di integrare Wayve AI Driver nella piattaforma STLA AutoDrive, con l’obiettivo di portare su larga scala la guida supervisionata a mani libere di livello 2++. Il primo prodotto sarà una soluzione porta a porta, disponibile su percorsi autostradali e urbani, con lancio previsto nel 2028 a partire dal Nord America. La base è pensata per evolvere nel tempo verso livelli più avanzati di automazione, in linea con lo sviluppo delle regole e con le aspettative dei clienti. La collaborazione nasce dal recente investimento strategico di Stellantis in Wayve e combina l’intelligenza artificiale end-to-end della società britannica con la piattaforma STLA AutoDrive, le competenze ingegneristiche e la scala industriale del gruppo.
Accanto alla guida automatizzata, Stellantis allarga anche la collaborazione con Applied Intuition, già attiva su STLA SmartCockpit, per sostenere lo sviluppo della nuova generazione di STLA Brain. L’obiettivo è spostare il baricentro verso il software centrale del veicolo, accelerando sviluppo, simulazione, validazione e implementazione delle nuove funzioni. Il Vehicle OS di Applied Intuition dovrà aiutare il gruppo a ridurre i cicli di sviluppo, rendere più rapido il time-to-market e migliorare l’esperienza a bordo con aggiornamenti più continui nel tempo.
Sul fronte dell’auto connessa, Stellantis rafforza anche l’asse con Qualcomm Technologies, estendendo la collaborazione pluriennale sulle piattaforme Snapdragon Digital Chassis. L’obiettivo in questo caso è dotare i veicoli di nuova generazione di una potenza di calcolo più avanzata e unificata, capace di sostenere cockpit digitale, connettività e sistemi avanzati di assistenza alla guida. Le soluzioni Snapdragon Digital Chassis saranno integrate con STLA Brain, la piattaforma elettronica e software di Stellantis. La base comune dovrà favorire standardizzazione, riduzione dei costi, aggiornamenti continui delle funzionalità e tempi di sviluppo più rapidi. L’accordo include anche Snapdragon Ride Pilot, piattaforma ADAS pensata per evolvere dalle funzioni di sicurezza attiva e conformità normativa fino alla guida automatizzata di livello 2+ e oltre. Nell’ambito della collaborazione, le due società hanno firmato anche una lettera di intenti non vincolante per il passaggio di aiMotive, società Stellantis specializzata in guida automatizzata e simulazioni, a Qualcomm Technologies, subordinatamente a diverse condizioni.
Stellantis: Nord America al centro, Europa in cerca di rilancio
La geografia degli investimenti racconta molto della nuova Stellantis. Il Nord America sarà la regione chiave del piano che come ha spiegato Filosa “rappresenta la più grande opportunità di crescita per la nostra redditività”. Il gruppo punta a una crescita del fatturato del 25% e a un margine AOI dell’8-10%, sostenuti da 11 nuovi modelli, da un aumento del 35% dei volumi e da una copertura di mercato più ampia del 50%. Il 60% dei 36 miliardi destinati a marchi e prodotti sarà indirizzato proprio al Nord America.
L’Europa allargata ha obiettivi più prudenti ma comunque rilevanti. Stellantis punta a una crescita dei ricavi del 15% e a un margine AOI del 3-5%. La strategia passerà dalla rifocalizzazione del portafoglio marchi, da una nuova offensiva nel segmento C e dall’introduzione della E-Car, una generazione di veicoli elettrici urbani accessibili ed eleganti che sarà prodotta in Europa a partire dallo stabilimento di Pomigliano d’Arco.
In Sud America il gruppo mira a una crescita dei ricavi del 10% e a un margine AOI dell’8-10%, facendo leva sulla leadership in Brasile e Argentina. In Medio Oriente e Africa l’ambizione è più marcata, con ricavi attesi in aumento del 40% e un margine AOI del 10-12%, sostenuti da localizzazione produttiva e importazioni dalle partnership asiatiche. In Asia Pacifico, invece, Stellantis continuerà a utilizzare le alleanze strategiche per crescere con un modello più leggero in termini di asset.
La scommessa di Filosa, il richiamo di Elkann e il gelo della Borsa
Il nuovo piano porta la firma operativa dell’ad Antonio Filosa, che lo definisce “il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l’Azienda” e uno strumento “progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine“. Con il cliente al centro, ha spiegato il ceo, FaSTLAne 2030 punta a “consentire alle persone di muoversi con i brand e i prodotti che amano e di cui si fidano”, facendo leva sulla combinazione di scala globale, marchi forti e radici locali.
“Abbiamo persone fantastiche, la forza della scala globale, marchi ineguagliabili che sanno connettere e ispirare, solide radici locali delle nostre regioni e dei nostri concessionari partner per soddisfare le esigenze distintive dei nostri clienti e un’attenzione costante all’innovazione e all’eccellenza nell’esecuzione”, ha dichiarato Filosa. “Con questi punti di forza, siamo in una posizione privilegiata per offrire valore, funzionalità e accessibilità. A questi vantaggi si aggiungono i benefici di accelerazione e amplificazione delle nostre partnership “win-win”: abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per realizzare le nostre ambizioni FaSTLAne 2030”.
All’Investor Day è intervenuto anche il presidente John Elkann, che ha descritto FaSTLAne 2030 come “un piano ambizioso ma realistico“, fondato sulla responsabilità e sulla conoscenza dei mercati in cui Stellantis opera. Per Elkann la nuova strategia rappresenta prima di tutto una rifondazione, un passaggio di reset necessario per gettare le basi di una crescita più solida e duratura. “Le sfide che ci troviamo ad affrontare sono reali e, per avere successo, è importante essere trasparenti al riguardo. Allo stesso tempo, le opportunità che ci si presentano sono altrettanto concrete e la strategia che condivideremo con voi oggi illustrerà nel dettaglio come le coglieremo con creatività, energia e sempre con disciplina”, ha affermato Elkann. Il presidente ha poi richiamato il ritorno alle origini: “Ci siamo concentrati sul ritorno alle origini: costruire e vendere auto eccezionali che i nostri clienti amano e di cui si fidano”.
Elkann ha riconosciuto i primi segnali positivi, ma ha mantenuto un tono prudente sul percorso che attende il gruppo: “Stiamo già assistendo a incoraggianti segnali iniziali che dimostrano come le loro azioni stiano producendo risultati. Questi sono i primi indicatori che Stellantis è sulla strada giusta. Ma c’è ancora molto lavoro da fare e rimaniamo realisti riguardo alle sfide che Stellantis e il settore in generale dovranno affrontare. La concorrenza è intensa, i cicli tecnologici stanno accelerando e il contesto esterno rimane volatile”.
Il presidente ha definito il piano centrato sul “resetting e sul gettare le fondamenta per una crescita duratura” e ha difeso la scelta di un ceo interno al gruppo: “Ho speso la mia vita nel settore automotive, non c’è mai stato un periodo di così grandi cambiamenti. Per questo è stato naturale che il nostro CEO venisse dall’interno del gruppo, per la comprensione della società e del settore”. Poi la chiusura sul metodo: “Bisogna avere lucidità, agilità e ambizione, unite a umiltà e comprensione del fatto che il successo è un percorso lungo, si costruisce giorno per giorno. Per questo puntiamo sull’esecuzione, che è un punto di forza del nostro team di leadership”.
Il mercato, però, ha accolto il piano con freddezza. Il titolo Stellantis cede oltre il 5%, segnale che gli investitori attendono prove concrete sulla capacità del gruppo di trasformare la strategia in risultati. FaSTLAne 2030 mette sul tavolo numeri importanti e una direzione chiara. Ora la sfida sarà dimostrare che la nuova disciplina industriale può davvero riportare Stellantis su una corsia di crescita profittevole.
