Tamburi Investment Partners apre il 2026 con risultati in forte crescita e con un messaggio chiaro al mercato: nonostante l’incertezza geopolitica e la volatilità finanziaria internazionale, il gruppo guidato da Giovanni Tamburi continua a puntare sulle proprie partecipazioni industriali e vede nei prossimi mesi più opportunità che rischi.
Nei primi tre mesi dell’anno TIP ha registrato un utile netto consolidato pro forma di 23,5 milioni di euro, quasi quattro volte superiore rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il patrimonio netto consolidato ha superato quota 1,4 miliardi di euro. Il dato IFRS, che non include le plusvalenze realizzate nel periodo su partecipazioni e titoli azionari, evidenzia invece una perdita di 12,3 milioni, ma il gruppo sottolinea come il risultato pro forma rappresenti meglio l’andamento effettivo dell’attività.
A sostenere i conti è stato soprattutto il contributo delle società collegate, pari a 21,2 milioni di euro, grazie ai risultati di partecipate come Alpitour, Beta Utensili, Chiorino, Limonta, Interpump, OVS e SeSa. In particolare Alpitour ha chiuso un primo trimestre molto positivo in termini di ricavi e redditività, anche se successivamente ha iniziato a risentire delle tensioni in Medio Oriente. Buona anche la performance di Amplifon, BasicNet, Moncler e Vianova.
Determinante per il risultato del trimestre è stata inoltre l’operazione che ha riguardato Vianova e l’incremento della partecipazione in ITH, holding di controllo di SeSa. Gli effetti contabili di queste operazioni hanno generato complessivamente circa 44,8 milioni di euro tra proventi finanziari e contributi da partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto. TIP ha comunque adottato un approccio prudenziale sulla valorizzazione di Beta Utensili, rettificando il valore della partecipazione alla luce delle incertezze emerse sul raggiungimento dei target prospettici.
Nel dettaglio, i proventi finanziari sono saliti a 36,7 milioni di euro dai 5,7 milioni dello scorso anno, mentre gli oneri finanziari si sono attestati a 5,7 milioni, legati soprattutto agli interessi sul bond emesso dal gruppo per circa 4,6 milioni. I ricavi da advisory, pur rimanendo limitati in valore assoluto, hanno mostrato una crescita significativa arrivando a circa 900 mila euro.
Sul fronte patrimoniale, la posizione finanziaria netta consolidata è risultata negativa per 526,9 milioni di euro, in peggioramento rispetto ai 495,1 milioni di fine 2025. L’aumento dell’indebitamento è collegato principalmente agli acquisti di azioni proprie, a nuovi investimenti – in particolare nell’area SeSa – e agli oneri di gestione. Le disponibilità liquide sono comunque salite a oltre 23 milioni di euro rispetto ai 4,4 milioni di dicembre.
Importanti anche le operazioni societarie concluse nel trimestre. A gennaio TIP ha conferito la propria quota del 17,04% in Vianova in una nuova holding, Vianova Holding, arrivando a detenere il 24,5% del veicolo creato per rafforzare il controllo del gruppo e preparare una futura quotazione in Borsa di Vianova. A febbraio, invece, si è conclusa la riorganizzazione legata a Club Design e Investindesign, con alcuni soci che hanno esercitato il diritto di recesso ottenendo direttamente azioni Dexelance.
Oggi Investindesign controlla circa il 31,5% di Dexelance e TIP possiede l’85,2% della holding. Proprio Dexelance ha successivamente annunciato un aumento di capitale fino a 50 milioni di euro, supportato anche da TIP, pronta a investire ulteriori 18,2 milioni. Sempre nel mese di febbraio TIP ha rafforzato la propria presenza in ITH, la holding che controlla SeSa, sottoscrivendo un aumento di capitale da circa 10 milioni di euro e portando la propria quota dal 21,5% al 23,93%.
Quanto all’andamento del titolo, TIP rivendica una performance di lungo periodo superiore a molti benchmark italiani ed europei. Negli ultimi dieci anni il titolo ha registrato un rialzo del 185,5%, che sale al 229,8% considerando il total return, contro il +178,7% del Ftse Mib e il +101,1% dell’indice Star. Dopo una fase iniziale del 2026 che aveva spinto il titolo oltre i 10 euro per azione, l’andamento è stato frenato dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza dei mercati, ma nelle ultime settimane il trend è tornato positivo.
Guardando ai mesi successivi, il gruppo ha annunciato ad aprile un nuovo piano di buyback fino a 10 milioni di azioni da completare entro ottobre 2027. A maggio è stata inoltre definita la cessione della partecipazione in Lio Factory per 17,5 milioni di euro. Nel commentare lo scenario macroeconomico, TIP riconosce che la situazione internazionale resta complessa, soprattutto per le tensioni legate allo stretto di Hormuz, ma sottolinea come le partecipate non stiano soffrendo in modo significativo. Anzi, secondo il gruppo, la maggior parte delle società sta registrando risultati migliori rispetto allo scorso anno. Per TIP, un contesto caratterizzato da private equity in difficoltà nell’uscita dagli investimenti, banche prudenti sul credito e pressioni inflazionistiche può trasformarsi in un terreno favorevole per chi dispone di capitali, visione industriale e capacità di investimento.
