In occasione della ricorrenza del 1° Maggio, il Cnel ha presentato uno studio sulla IA dal titolo L’algoritmo si governa solo insieme, Intelligenza artificiale e partecipazione. Questo è anche il titolo di un saggio introduttivo del presidente Renato Brunetta a cui si aggiunge un contributo di Davide Bisi e Ivana Pais: Il quadro Intelligenza artificiale e lavoro: perché serve un’IA partecipativa.
Il Cnel propone nel documento (con la collaborazione del Sole 24 Ore) una serie di riflessioni, utili a un nuovo patto sociale, sempre più necessario di fronte a questa sfida epocale. La prima riguarda la trasparenza algoritmica. I contratti collettivi devono riconoscere ai lavoratori e alle loro rappresentanze il diritto di conoscere, in forma comprensibile, i criteri con cui i sistemi di IA prendono o supportano decisioni che li riguardano. La seconda riflessione riguarda la partecipazione alla progettazione. Prima che un sistema di IA venga introdotto in un contesto lavorativo deve esistere un processo di consultazione autentica con i rappresentanti dei lavoratori sugli impatti attesi e sulle misure di mitigazione.
L’AI Act europeo lo prevede per i sistemi ad alto rischio, mentre la contrattazione dovrebbe estenderlo come norma generale, anche ai sistemi che la legge non classifica come critici, ma che incidono sull’organizzazione quotidiana del lavoro. La terza riflessione riguarda la distribuzione dei guadagni di produttività. La contrattazione collettiva deve tornare a essere il luogo in cui si stabilisce come i guadagni generati dall’IA vengono distribuiti tra chi ha messo il capitale e chi ha messo il lavoro. La quarta riguarda le strutture permanenti di dialogo. I comitati e gli osservatori sulla trasformazione digitale non sono optional ma la base di un sistema di relazioni industriali adeguato all’era dell’IA, perché l’IA progredisce continuamente e richiede un confronto continuo. La quinta riflessione riguarda la qualità del sistema contrattuale come prerequisito di tutto il resto. Non si può costruire una contrattazione sull’IA su un sistema in cui proliferano contratti collettivi privi di reale radicamento o non allineati alle disposizioni normative.
Ogni grande rivoluzione tecnologica ha ridestato la stessa domanda di fondo: chi guadagna e chi paga? La macchina a vapore, l’elettricità, la catena di montaggio fordista, il computer, internet. Ogni volta c’è stato un momento in cui la tecnologia correva più veloce delle istituzioni, in cui i guadagni si concentravano in cima e i costi si distribuivano in basso, in cui il lavoro sembrava perdere terreno. Ogni volta la risposta è venuta dalla contrattazione e dalla politica. Sulla base di queste premesse, sviluppate in saggi specifici a cura di numerosi esperti, il Rapporto passa in rassegna alle esperienze di contrattazione e di partecipazione previste nei contratti nazionali ed aziendali. I rinnovi più recenti – scrivono Bisi e Pais – mostrano tre direttrici ricorrenti.
La prima riguarda l’istituzionalizzazione di organismi paritetici dedicati alla trasformazione digitale, chiamati a seguire nel tempo l’evoluzione delle applicazioni algoritmiche e a costruire una base conoscitiva condivisa tra le parti. La seconda concerne la regolazione dei dati e della trasparenza, con richiami alla supervisione umana, alla non discriminazione e alla coerenza con il quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale, che compare esplicitamente in diversi testi contrattuali. La terza attiene alla dimensione professionale: formazione continua, revisione dei profili, anticipazione dei fabbisogni di competenze e raccordo con i sistemi di classificazione. Il contratto nazionale diventa così uno spazio di governo delle condizioni, più che di disciplina tecnica dell’algoritmo. In un contesto caratterizzato da applicazioni eterogenee e in rapido mutamento, la funzione settoriale consiste nel costruire infrastrutture negoziali stabili, capaci di ridurre asimmetrie informative, orientare la successiva regolazione aziendale e fornire criteri comuni di riferimento. Nove CCNL siglati tra 2023 e 2025 (reperibili in modalità aperta nell’Archivio nazionale dei CCNL istituito presso il Cnel) restituiscono la varietà degli approcci adottati e, al tempo stesso, la convergenza verso un modello di innovazione governata.
Doppiaggio del 6 dicembre 2023 Firmatari: Anica; Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil
Nel Ccnl del doppiaggio, l’Intelligenza artificiale entra nel perimetro contrattuale in modo esplicito e con una collocazione peculiare, legata alla tutela dell’opera creativa e dei diritti degli interpreti più che all’organizzazione del lavoro. L’IA è affrontata come una tecnologia che incide direttamente sulla riproducibilità delle voci e dei testi, e quindi sul rapporto tra lavoro, creatività e cessione dei diritti. Il contratto riconosce l’irreversibilità delle evoluzioni tecnologiche, ma ribadisce la necessità di preservare la dimensione creativa e lavorativa delle professioni del doppiaggio. Di particolare rilievo è il principio che considera illegittima qualsiasi attività di estrazione di dati, testi o campionamento della voce finalizzata allo sviluppo o all’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale, in assenza di accordi espliciti. L’uso dell’IA non è escluso in astratto, ma subordinato a una base negoziale che impedisce appropriazioni automatiche delle prestazioni artistiche. Il monitoraggio dell’applicazione di queste clausole è affidato alla Commissione paritetica di garanzia, cui spetta verificare la legittimità degli utilizzi. Accanto a questo impianto, il CCNL richiama il ruolo della formazione, prevedendo iniziative congiunte, tramite l’ente bilaterale di riferimento, per accompagnare i professionisti nell’adattamento alle nuove tecnologie.
Interpreti attrici attori, produzione cine-audiovisiva del 20 dicembre 2023. Firmatari: Anica, Apa, Ape; Slc-Cgil, Fistel Cisl, Uilcom-Uil
Nel Ccnl l’IA è affrontata come una tecnologia che incide direttamente sul nucleo del rapporto di lavoro artistico: la performance, la voce, l’immagine e la disciplina della cessione dei diritti connessi. Il contratto prende atto dell’evoluzione delle tecnologie digitali, chiarendo tuttavia che la loro diffusione deve essere accompagnata da presidi regolativi in grado di tutelare la dimensione creativa e professionale delle prestazioni artistiche, in particolare con riferimento ai diritti d’autore e di interprete. In attesa di una disciplina specifica sull’impiego dell’intelligenza artificiale in relazione alla cessione e all’utilizzo dei diritti, le parti introducono una clausola di salvaguardia. In assenza di accordi espliciti, la cessione dei diritti relativi all’immagine e alla voce degli interpreti è considerata lecita esclusivamente se riferita al prodotto audiovisivo per cui la prestazione è stata resa e alle relative modalità di sfruttamento e promozione. Ogni utilizzo ulteriore è escluso. Il contratto qualifica, inoltre, come illegittima qualsiasi attività di estrazione, campionamento, modifica o rielaborazione dell’immagine o della voce finalizzata allo sviluppo o all’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale, distinguendo queste pratiche dalle ordinarie attività di post produzione fondate su esigenze tecniche o artistiche. Le parti prevedono, infine, l’istituzione di un tavolo permanente di filiera, con l’obiettivo di affrontare in modo coordinato gli effetti delle evoluzioni tecnologiche e normative sul lavoro nel settore cine-audiovisivo.
Area comunicazione. Settore: Comunicazione e servizi digitali del 18 novembre 2024
Nel Ccnl l’IA rientra nella sfera di applicazione del contratto, che include anche le imprese digitali e i servizi di nuova generazione. Il riferimento riguarda attività basate su software, piattaforme e algoritmi, collocate all’interno di specifici modelli organizzativi e produttivi disciplinati dal Ccnl. L’IA è richiamata come fattore che incide sull’organizzazione del lavoro, sulla struttura delle mansioni e sul rapporto tra risultati, tempi e luoghi della prestazione. La regolazione è costruita attorno al lavoro per obiettivi e progetti. La prestazione è definita in funzione dei risultati attesi e delle scadenze concordate, con ampia autonomia nella gestione del tempo e del luogo di lavoro e un ricorso strutturato al lavoro da remoto. I sistemi digitali, inclusi algoritmi di supporto, possono essere utilizzati per l’assegnazione, il coordinamento delle attività e il matching dei lavoratori sui progetti. Quanto alla trasparenza degli algoritmi, il contratto prevede obblighi informativi sulla logica di funzionamento degli algoritmi utilizzati nelle piattaforme aziendali e sull’impiego dei dati per il training dei sistemi di machine learning, vietando trattamenti discriminatori, anche in relazione al rifiuto di partecipare a specifici progetti. Infine, il Ccnl istituisce una Commissione tecnica permanente per l’aggiornamento delle figure professionali Ict, incaricata di raccordare la classificazione contrattuale ai framework europei delle competenze digitali (e-CF) e alle norme Uni, includendo il monitoraggio degli sviluppi legati all’IA.
Elettrico dell’11 febbraio 2025. Firmatari: Elettricità Futura, Utilitalia, Enel Spa, Gse Spa, Sogin Spa, Terna Spa, Energia Libera; Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil
Nel Ccnl l’IA è collocata in un sistema di relazioni industriali orientato alla partecipazione e all’anticipazione delle trasformazioni connesse alla transizione energetica. Il contratto valorizza il ruolo delle organizzazioni sindacali non solo nella tutela dei lavoratori, ma anche nella definizione condivisa delle strategie di sviluppo del settore, in una logica di responsabilità sociale, sostenibilità e qualità del servizio di pubblica utilità. In questa prospettiva, la gestione dell’innovazione tecnologica è affidata a sedi strutturate di confronto, consultazione e informazione, finalizzate alla ricerca di convergenze sulle principali traiettorie di evoluzione industriale. Il fulcro dell’architettura è l’Osservatorio nazionale di settore, istituito come sede paritetica di studio e analisi delle dinamiche industriali, tecnologiche e regolatorie. Il Ccnl prevede inoltre un sistema informativo multilivello, con obblighi graduati in base alla dimensione delle imprese: informative strutturate per i gruppi con almeno 300 dipendenti, informative territoriali per le aziende oltre i 150 addetti e, su richiesta, informative annuali per le imprese sopra i 50 dipendenti. In presenza di progetti di IA, sono previsti incontri preventivi di confronto e momenti formativi delle parti; qualora emergano convergenze sugli effetti per i lavoratori, il contratto consente l’avvio di approfondimenti specifici nell’ambito delle sedi
Chimico farmaceutico del 15 aprile 2025. Firmatari: Federchimica, Farmindustria; Filctem Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil
Nel rinnovo del Ccnl Chimico–Farmaceutico le parti introducono criteri condivisi per governare l’impiego dei sistemi di IA negli ambienti di lavoro del settore, collocando l’adozione tecnologica entro un quadro di trasparenza, responsabilità e compatibilità con le tutele esistenti. Il contratto muove dal riconoscimento dell’IA come leva competitiva, ma anche come ambito esposto a rischi – dalla protezione dei dati alla possibile discriminazione, fino all’opacità dei processi decisionali automatizzati. Per questo, le parti affermano l’esigenza di un orientamento settoriale condiviso, affidando all’Osservatorio nazionale sulla trasformazione digitale, già previsto dal rinnovo 2022, una funzione di monitoraggio permanente. L’IA è qualificata come strumento di supporto, non sostitutivo, e la supervisione umana resta il riferimento decisivo, soprattutto nei casi riconducibili ai sistemi ad alto rischio. In questo quadro, il Ccnl stabilisce che ogni progetto di IA sia preceduto da un’informazione preventiva alla Rsu, volta a chiarire finalità, logiche di funzionamento e modalità applicative prima dell’introduzione negli iter aziendali. Formazione e coinvolgimento dei lavoratori – anche con Osservatori aziendali – sono indicati come condizioni essenziali per un uso corretto della IA.
Gas Acqua del 8 maggio 2025. Firmatari: Utilitalia, Proxigas, Anfida, Assogas; Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil
L’IA è ricondotta all’interno di un più ampio aggiornamento delle politiche di digitalizzazione del settore, storicamente caratterizzato da una forte regolazione pubblica (Arera) e assetti tecnologici consolidati. L’IA è trattata come una componente di queste traiettorie, con potenziali implicazioni sull’organizzazione del lavoro. A livello settoriale, il contratto istituisce un Osservatorio nazionale paritetico, aperto anche al contributo di accademici ed esperti, dedicato all’analisi delle evoluzioni industriali e regolatorie dei servizi idrici ed energetici. Sul piano aziendale, le imprese con oltre 200 dipendenti sono tenute a incontri informativi semestrali con la Rsu. Su richiesta di una delle parti, possono inoltre essere attivati confronti sull’IA per discutere obiettivi, ambiti applicativi, effetti organizzativi ed eventuali ricadute occupazionali, nonché per programmare le attività formative necessarie ad accompagnare l’introduzione delle nuove tecnologie.
Miniere dell’11 luglio 2025. Firmatari: Assorisorse; Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil
Nel Ccnl per le attività minerarie, l’IA è affrontata nella disciplina sull’innovazione tecnologica come fattore che incide su organizzazione del lavoro, mansioni e sistemi di inquadramento. Il contratto non introduce una regolazione autonoma dell’IA, ma la colloca nel quadro dei processi di digitalizzazione che interessano il settore. Il punto centrale è il legame tra introduzione delle nuove tecnologie, revisione dei modelli organizzativi e aggiornamento del sistema classificatorio. Il Ccnl stabilisce che l’evoluzione tecnologica richiede un adeguamento dell’organizzazione del lavoro e delle professionalità, superando assetti costruiti su mansioni non più coerenti coi processi produttivi digitalizzati. A questo scopo viene rafforzato il ruolo della Commissione Classificazione, incaricata di sviluppare ulteriormente l’articolato contrattuale in materia di inquadramenti. La formazione è trattata come strumento operativo del processo. Il contratto riconduce l’aggiornamento delle competenze alla gestione ordinaria dell’innovazione tecnologica, collegandolo sia all’organizzazione del lavoro sia alla revisione degli inquadramenti. L’impegno formativo è previsto a livello di Ccnl e demandato, per gli aspetti applicativi, alla contrattazione decentrata.
Poste (Servizi postali, logistica, finanziari e assicurativi) del 23 luglio 2024. Firmatari: Poste Italiane Spa (e Gruppo); Slp Cisl, Slc Cgil, UilPoste, Confsal Com.ni, Failp–Cisal, Fnc Ugl–Com.ni
Il Ccnl 2024–2027 per il personale non dirigente di Poste Italiane istituisce un Osservatorio nazionale paritetico sulla digitalizzazione del lavoro quale sede permanente di monitoraggio degli impatti economici, organizzativi e sociali dei processi di innovazione. Il contratto inquadra l’IA in un’ottica di complementarietà rispetto al lavoro umano, riconoscendone il potenziale di arricchimento dei contenuti professionali, ma subordinandone l’introduzione all’adozione di regolamentazioni coerenti con la legge nazionale ed europea. È richiamata la necessità di tutelare sicurezza, protezione dei dati personali, privacy e dignità dei lavoratori. L’Osservatorio è chiamato a svolgere attività di studio e approfondimento su transizione digitale e green, riconversione degli asset, impatti sull’occupabilità, nuove esigenze formative e conciliazione vita-lavoro. Si riunisce con cadenza semestrale.
Funzioni centrali e locali (Funzioni Centrali: 28 ottobre 2025; Funzioni Locali: 3 novembre 2025). Firmatari: Aran; Cisl Fp, Uil PA, Unsa, Dirstat, Fialp, Cida Fc, Flepar, Cosmed, Anmi Assomed Sivemp Fpm (Fc); Cisl Fp, Uil Fpl, Csa Ral (Fl)
I rinnovi contrattuali 2022–2024 per le Funzioni centrali e le Funzioni locali introducono un impianto convergente in materia di IA, collocandola nell’ambito dell’Organismo paritetico per l’innovazione. Nei due contratti, l’organismo – previsto nelle amministrazioni con almeno 30 dipendenti nelle Funzioni centrali e con più di 70 nelle locali – è configurato come sede stabile di confronto su progetti organizzativi complessi e sperimentali. L’organismo può formulare proposte, valutare la fattibilità di iniziative avanzate dall’amministrazione o dalle organizzazioni sindacali, riunirsi almeno due volte l’anno e redigere un report annuale delle attività.
La contrattazione aziendale (Davide Bisi e Ivana Pais)
È nel livello aziendale che l’intelligenza artificiale diventa oggetto di regolazione puntuale collegata a progetti specifici: sistemi di analisi video per la sicurezza, strumenti di supporto alle interazioni con i clienti, piattaforme di raccomandazione, moduli di elaborazione linguistica, applicazioni di supporto decisionale. La contrattazione interviene su tre snodi sensibili: la gestione dei dati generati dal lavoro e il loro eventuale utilizzo per l’addestramento dei sistemi; i limiti al monitoraggio e alla valutazione automatizzata delle prestazioni; gli impatti su professionalità, carichi di lavoro e organizzazione. Su ciascuno di questi fronti, gli accordi costruiscono presidi specifici, spesso calibrati sulle caratteristiche del sistema adottato e sul contesto produttivo in cui opera. In diversi casi, l’IA è ricondotta a obietti vi condivisi e la negoziazione riguarda le condizioni entro cui perseguirli. In altri, emergono clausole esplicite volte a prevenire effetti sostitutivi, utilizzi impropri dei dati o derive nel controllo delle prestazioni. In tutti, la presenza di un organismo paritetico o di una sede permanente di confronto è il segnale più ricorrente di una volontà di non limitare la regolazione al momento della firma, ma di accompagnare l’evoluzione dei sistemi nel tempo. I nove casi presentati nel rapporto riguardano accordi siglati tra il 2020 e il 2025 in imprese di settori e dimensioni differenti e documentano come questa costruzione negoziale stia prendendo forma, con strumenti, ritmi e ambizioni differenti, ma con un oggetto sempre più definito. Si tratta di Saipem Spa (settore energia); Gilead Sciences Srl e Sanofi Srl (settore farmaceutico); Italiaonline Spa, Tim Spa e Konecta Italia Spa (settore telecomunicazioni); Gruppo Generali e Cnp Vita assicura Spa (settore assicurazioni); Gruppo Hera (settore Multiutility energia, acqua, ambiente).
Siamo comunque – per quanto riguarda ambedue i livelli di contrattazione – tuttora ad esperienze di nicchia, in settori e con interlocutori particolari tanto come proprietà quanto come management. Da notare il protagonismo esclusivo, nel negoziato, delle federazioni di categoria del sindacalismo confederale comparativamente più rappresentativo.