Banca Generali chiude il primo trimestre 2026 con risultati in crescita su tutte le principali voci, confermando un andamento positivo per utili, ricavi e masse gestite. Il periodo è segnato da un rafforzamento della redditività ricorrente, dall’aumento delle commissioni e da una raccolta netta in forte accelerazione, mentre la struttura patrimoniale e la liquidità restano solide. Inoltre, il gruppo continua nel processo di espansione internazionale del business, siglando un’offerta vincolante per l’acquisizione del 75% in Investlinx, piattaforma irlandese indipendente specializzata in Etf attivi. Il mercato reagisce positivamente: dopo la pubblicazione dei risultati il titolo guadagna oltre il 3% a Piazza Affari.
“Il 2026 si è aperto con una partenza estremamente solida, la migliore in termini di risultati ricorrenti e con una raccolta che ha superato le attese anche ad aprile”, ha commentato l’amministratore delegato Gian Maria Mossa. Il manager ha evidenziato un contesto ancora influenzato da fattori geopolitici e da un approccio più prudente della clientela, orientata verso liquidità e titoli a breve termine, mentre cresce la domanda di soluzioni a volatilità controllata e capitale protetto.
Banca Generali: nel primo trimestre 2026 utili e ricavi a doppia cifra
Nel primo trimestre 2026 l’utile netto si attesta a 126,4 milioni di euro, in crescita del 14,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La componente ricorrente raggiunge 93,5 milioni di euro, il livello più alto di sempre, con un aumento del 7,5%, mentre la componente variabile sale a 32,9 milioni di euro, in crescita del 41,1% grazie al contributo dei mercati nei primi mesi dell’anno.
I ricavi consolidati salgono a 279,6 milioni di euro, in crescita dell’11,6%, sostenuti principalmente dalle commissioni e dall’espansione delle masse gestite. Le commissioni ricorrenti si attestano a 141,2 milioni di euro (+10,1%), mentre quelle variabili raggiungono 46,6 milioni (+35,5%). Anche il margine di interesse migliora, arrivando a 82,7 milioni di euro, grazie all’aumento dei volumi e alla buona tenuta degli attivi. Nel complesso, gli attivi fruttiferi raggiungono 17,2 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente.
Costi sotto controllo e solidità patrimoniale
I costi operativi si attestano a 90,8 milioni di euro, in crescita del 9,8%, principalmente per effetto di investimenti strategici e componenti non ricorrenti. La componente core dei costi si ferma a 82,5 milioni di euro, in aumento dell’8,3%, con investimenti in tecnologia, dati, intelligenza artificiale e risorse umane.
Gli indicatori di efficienza restano su livelli elevati: il rapporto tra costi e masse è stabile a 32 punti base e il cost/income ratio migliora passando al 38%, rispetto al 39% della fine del 2025. Dal punto di vista patrimoniale, la banca conferma una posizione estremamente solida, con un CET1 ratio al 16,7% e un Total Capital Ratio al 18,5%, entrambi ampiamente superiori ai requisiti regolamentari Srep. Anche la leva finanziaria resta prudente, con un leverage ratio al 5,2%, mentre la liquidità si conferma molto elevata, con Lcr al 331% e Nsfr al 242%.
Masse in crescita e raccolta ai massimi storici
Le masse totali raggiungono 120,2 miliardi di euro, in crescita dell’8,3% rispetto all’anno precedente, grazie a una raccolta netta molto forte.
La raccolta netta del primo trimestre 2026 si attesta a 1,9 miliardi di euro, in crescita del 28% e miglior risultato di avvio d’anno di sempre. I flussi verso soluzioni di investimento accelerano, mentre resta forte anche la componente legata alla liquidità e ai titoli di Stato. Il trend positivo prosegue anche ad aprile, con una raccolta di 0,9 miliardi di euro, in crescita del 42% rispetto all’anno precedente, portando il totale da inizio anno a 2,8 miliardi, con un incremento del 32%.
Outlook 2026: crescita sostenibile e rafforzamento del modello private
La banca ha rivisto al rialzo la guidance sul margine di interesse netto 2026, ora atteso tra 335 e 345 milioni di euro rispetto ai 330–340 milioni precedenti, in un contesto di tassi attesi in aumento. Per il resto dell’anno la banca conferma l’obiettivo di una raccolta netta almeno pari a 6,5 miliardi di euro, con una crescita dei costi operativi attesa tra il 6% e l’8%.
“Nonostante un contesto macroeconomico complesso, i fattori di competitività del nostro modello di business continuano a rafforzare il percorso di crescita sostenibile che stiamo costruendo, consentendoci di guardare ai prossimi mesi con fiducia e ottimismo”, ha dichiarato Mossa.
I commenti
“Sul fronte del reclutamento – ha aggiunto Mossa – stiamo vivendo una fase di grande fermento, con l’ingresso di professionisti molto senior attratti dall’unicità del nostro modello integrato di private e investment banking, fondato sulla centralità della relazione consulente-cliente. Anche il contributo delle nuove generazioni è particolarmente significativo, a supporto del passaggio generazionale e della creazione di team sempre più specializzati. Sul piano progettuale, siamo molto soddisfatti del contributo di Intermonte nello sviluppo dei rapporti con la clientela imprenditoriale e dell’avanzamento del progetto di insurbanking, il cui roll-out nella rete Alleanza procede in linea con le aspettative, con feedback molto positivi dal territorio. A questo si aggiunge la recente acquisizione in Irlanda, che apre nuove prospettive nelle dinamiche d’offerta e nell’advisory di portafoglio.
