Hsbc apre il 2026 a doppia velocità. Il gruppo conferma la capacità di generare ricavi in un contesto complesso, spinto dal wealth management, dall’assicurativo e dal miglioramento del margine di interesse ma l’aumento delle perdite attese su crediti e un onere inatteso legato a un caso di frode nel Regno Unito riaccendono l’attenzione degli investitori sulla qualità degli attivi e sull’esposizione al credito privato.
Nel primo trimestre l’utile ante imposte si è fermato a 9,4 miliardi di dollari, in calo di 100 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025 e sotto le attese degli analisti, che indicavano quasi 9,6 miliardi. L’utile netto è sceso a 7,4 miliardi, con una flessione di 200 milioni su base annua. Il dato non ha impedito alla banca di mostrare una dinamica positiva dei ricavi, saliti del 6% a 18,6 miliardi di dollari.
Hsbc: ricavi robusti, redditività ancora alta
La tenuta del conto economico arriva soprattutto dalle attività di gestione patrimoniale e assicurative, con un contributo rilevante da Hong Kong, indicato dalla banca come uno dei mercati chiave del gruppo. Il margine di interesse netto è cresciuto di 600 milioni, pari a un aumento dell’8%, raggiungendo 8,9 miliardi di dollari.
La redditività resta elevata. Il ritorno sul capitale tangibile si colloca al 17,3%, che sale al 18,7% escludendo alcune componenti straordinarie. Numeri che confermano la forza operativa di HSBC, ma che non sono bastati a rassicurare il mercato davanti all’aumento degli accantonamenti e al peggioramento del quadro di rischio.
Il coefficiente CET1 è sceso al 14%, in diminuzione di 0,9 punti percentuali rispetto al quarto trimestre 2025. La flessione riflette l’impatto della privatizzazione di Hang Seng Bank, dei dividendi e dell’aumento delle attività ponderate per il rischio. Il consiglio ha comunque approvato un dividendo intermedio 2026 pari a 0,10 dollari per azione.
Il nodo credito privato scuote il mercato
Il dato che ha acceso il faro degli investitori riguarda le perdite attese su crediti, salite a 1,3 miliardi di dollari. Una parte rilevante dell’aumento è legata a un onere da 400 milioni riconducibile a un caso di frode con un partner finanziario nel Regno Unito.
La vicenda riguarda prestiti connessi al credito privato. La direttrice finanziaria Pam Kaur non ha indicato il nome della società coinvolta, ma ha spiegato che il gruppo ha rivisto le esposizioni e le concentrazioni di rischio più elevate senza individuare situazioni comparabili. Hsbc presenta un’esposizione complessiva ai mercati privati pari a 111 miliardi di dollari, di cui 22 miliardi collegati al credito privato.
Il caso arriva in una fase in cui il settore è già sotto osservazione. Anche Barclays ha registrato una perdita legata a un’esposizione verso un istituto di credito fallito coinvolto in accuse di frode. L’episodio alimenta le preoccupazioni sulla trasparenza e sulla natura spesso indiretta dei finanziamenti nel mercato del credito privato.
Geopolitica e costi pesano sulle prospettive
A complicare il quadro ci sono le tensioni geopolitiche esplose con il conflitto in Medio Oriente, fattori che hanno contribuito all’aumento degli accantonamenti. Hsbc ha incrementato di 300 milioni le riserve contro possibili perdite, in linea con la prudenza adottata anche da altri istituti europei esposti all’instabilità dell’area.
La banca ha inoltre rivisto al rialzo le attese sugli oneri per perdite su crediti nel 2026, portandole al 45 per cento dei prestiti lordi medi rispetto alla precedente stima del 40 per cento. Anche i costi operativi restano sotto osservazione, saliti a 8,7 miliardi di dollari per effetto dell’inflazione, degli investimenti tecnologici e delle dinamiche retributive.
La sensibilità di Hsbc al contesto internazionale resta alta. Il gruppo è uno dei principali canali finanziari tra Oriente e Occidente e aveva individuato il Medio Oriente come area di espansione nei servizi di wealth management e corporate banking, pur non operando in Iran da oltre dieci anni.
Hsbc: titolo in caduta, ma la banca difende la rotta
La reazione della Borsa è stata immediata. A Hong Kong il titolo Hsbc è sceso del 4,88%, mentre a Londra perde oltre il 5%, portandosi in area 1.280 pence. Il calo interrompe una fase positiva per l’azione, che quest’anno aveva toccato nuovi massimi storici a Londra a 1.373,21 pence il 31 marzo.
L’amministratore delegato Georges Elhedery ha rivendicato i progressi nella semplificazione del gruppo: “Abbiamo continuato a compiere progressi positivi nella costruzione di una Hsbc più semplice, più agile e in crescita. Nei periodi di maggiore incertezza, i clienti si rivolgono ancora di più a noi come partner di fiducia per affrontare la complessità, contando sulla solidità finanziaria, sulla stabilità e sulle competenze su cui sanno di poter fare affidamento. Restiamo fiduciosi di raggiungere gli obiettivi che abbiamo fissato a febbraio.”
La ristrutturazione avviata dopo il suo arrivo alla guida nel settembre 2024 prosegue tra chiusure, fusioni e cessioni di attività, inclusa la vendita del retail e wealth in Indonesia a Oversea-Chinese Banking Corp. Il management resta fiducioso sugli obiettivi fissati a febbraio e conferma l’attesa di un margine di interesse bancario intorno ai 46 miliardi di dollari nel 2026.
