Donald Trump torna ad alzare la pressione internazionale su più fronti, dall’Iran all’Europa. Mentre Washington valuta la possibilità di nuovi attacchi contro Teheran e prepara il ritiro di oltre 5mila soldati americani dalla Germania nei prossimi 6-12 mesi, cresce anche lo scontro commerciale con Bruxelles dopo l’annuncio dei nuovi dazi al 25% sulle auto europee, in vigore da lunedì 4 maggio.
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Iran, Trump minaccia nuovi attacchi: il piano in 14 punti di Teheran
Il Medio Oriente torna vicino a una nuova escalation militare. Donald Trump ha ammesso che “c’è la possibilità” di una ripresa degli attacchi contro l’Iran, senza però indicare tempistiche precise. Le dichiarazioni arrivano mentre Teheran tenta una difficile apertura diplomatica per fermare il conflitto e alleggerire la pressione americana.
Secondo Axios, l’Iran ha presentato una proposta in 14 punti che prevede un mese di negoziati per arrivare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, alla fine del blocco navale statunitense e alla cessazione definitiva delle ostilità in Iran e Libano. Solo in una seconda fase verrebbe affrontato il dossier nucleare. Il piano iraniano comprenderebbe anche garanzie contro futuri attacchi, il ritiro delle forze Usa dalle aree vicine, la revoca delle restrizioni navali, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e la rimozione delle sanzioni economiche. Il presidente Usa, però, ha definito la proposta “probabilmente inaccettabile”, sostenendo che Teheran “non ha ancora pagato un prezzo sufficientemente alto”.
Nel frattempo Israele continua a prepararsi a un possibile allargamento del conflitto. Il premier Benjamin Netanyahu ha convocato il gabinetto di sicurezza per discutere una possibile ripresa delle operazioni contro Iran e Hamas, mentre nel sud del Libano l’Idf ha ordinato l’evacuazione di undici città e villaggi in vista di possibili raid contro Hezbollah.
Stretto di Hormuz: cresce la tensione sulle rotte energetiche
La crisi tra Stati Uniti e Iran riporta al centro dello scenario geopolitico lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di petrolio e gas. Nelle ultime ore una superpetroliera iraniana con 1,9 milioni di barili di greggio, per un valore stimato di circa 220 milioni di dollari, sarebbe riuscita a eludere il blocco navale americano raggiungendo l’Asia-Pacifico.
Anche l’India ha confermato il passaggio attraverso Hormuz della petroliera Sarv Shakti, carica di oltre 46mila tonnellate di Gpl. Segnali che mostrano come il controllo delle rotte energetiche sia ormai diventato uno dei punti centrali dello scontro tra Washington e Teheran.
Soldati Usa via dalla Germania: Trump accelera il ridimensionamento in Europa
Dopo il primo annuncio di sabato 2 maggio sul ridimensionamento della presenza militare americana in Europa, Trump ha precisato che il ritiro dalla Germania sarà “ben superiore” a 5mila soldati e verrà completato nell’arco di 6-12 mesi. Nel mirino della Casa Bianca ci sarebbero anche Spagna e Italia.
Sean Parnell, portavoce del Pentagono, ha spiegato che i militari statunitensi verranno riportati in patria o redistribuiti in altre aree strategiche, con particolare attenzione all’Indo-Pacifico e alle priorità interne degli Stati Uniti.
La decisione arriva in un clima già molto teso con diversi alleati europei. Trump non avrebbe gradito le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che aveva parlato di un’America “umiliata” dall’Iran e priva di una strategia chiara nella guerra. Madrid viene invece accusata di aver preso le distanze dalle operazioni in Medio Oriente e di spendere troppo poco per la Nato. Sul fronte italiano, il tycoon non avrebbe apprezzato né il rifiuto di utilizzare le basi Usa presenti in Italia per il conflitto né alcune prese di posizione della premier Giorgia Meloni dopo le polemiche legate a Papa Leone XIV.
Dazi Usa al 25% sulle auto europee: Bruxelles prepara la risposta
A peggiorare ulteriormente i rapporti tra Stati Uniti ed Europa è la nuova offensiva commerciale annunciata da Trump venerdì 1° maggio. Da domani entreranno infatti in vigore i nuovi dazi al 25% sulle auto e sui camion europei importati negli Stati Uniti.
Trump accusa Bruxelles di non rispettare l’accordo commerciale del 2025, che prevedeva tariffe Usa al 15% in cambio di una riduzione dei dazi europei su prodotti industriali americani. L’intesa si è però bloccata nelle ultime settimane tra tensioni politiche e ritardi nella ratifica europea.
La reazione dell’industria europea è stata immediata. La Vda, l’associazione dei produttori automobilistici tedeschi, ha avvertito che nuovi dazi rischiano di colpire duramente un settore già sotto pressione per la crisi energetica e il rallentamento economico globale. Secondo Acea, gli Stati Uniti rappresentano circa il 25% dell’export automobilistico europeo. La Germania è il Paese più esposto, con oltre 410mila vetture esportate nel 2025, ma l’effetto potrebbe arrivare anche all’Italia, soprattutto sulla componentistica e sui marchi del lusso come Ferrari e Lamborghini.
Bruxelles prepara la risposta: la Commissione europea ha già annunciato contromisure se Washington violerà l’intesa. Il presidente della commissione commercio del Parlamento europeo, Bernd Lange, parla di decisione “inaccettabile” e chiede una reazione unitaria della Ue.
