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Iran-Usa, Teheran riapre ai negoziati: nuova proposta ai mediatori. Petrolio in calo

Secondo l’agenzia iraniana Irna, il documento è stato recapitato nella serata di ieri, ma il contenuto non è stato reso pubblico. Trump informato per 45 minuti dei nuovi piani di attacco

Iran-Usa, Teheran riapre ai negoziati: nuova proposta ai mediatori. Petrolio in calo

L’Iran torna a muoversi sul fronte diplomatico e rimette sul tavolo una nuova proposta per riaprire il dialogo con gli Stati Uniti. Secondo fonti citate dai media iraniani, Teheran avrebbe consegnato il documento ai mediatori pakistani, nel tentativo di sbloccare una fase di stallo che continua a tenere alta la tensione tra le due potenze.

La mossa arriva mentre restano aperti diversi fronti. Da un lato, la diplomazia cerca di riportare stabilità, anche sul dossier nucleare e sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz. Dall’altro, gli Stati Uniti mantengono una forte pressione militare nell’area e non escludono nuovi sviluppi sul piano operativo.

Negoziati Iran-Usa: emendamenti di Washington sul nucleare

Secondo fonti citate da Axios, gli Stati Uniti avrebbero trasmesso il 27 aprile una lista di emendamenti alla bozza negoziale tramite l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, chiedendo all’Iran di impegnarsi a non trasferire uranio arricchito dai siti colpiti e a non riattivare le attività negli impianti nucleari bombardati finché i negoziati restano in corso. La risposta iraniana, arrivata il 30 aprile attraverso i mediatori del Pakistan, viene letta come un segnale che il dialogo non è completamente interrotto, anche se restano profonde divergenze sul dossier nucleare e sulle condizioni di sicurezza.

Trump e la crisi Iran-Usa: colloqui riservati e vertici alla Casa Bianca

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che solo poche persone conoscono realmente lo stato dei colloqui con l’Iran, sottolineando che i negoziati stanno proseguendo in forma riservata e anche telefonica. Nelle stesse ore, alla Casa Bianca si è svolta una riunione di sicurezza nazionale nella Situation Room durata circa 45 minuti, alla presenza dei principali vertici militari e diplomatici statunitensi, durante la quale sono stati discussi anche nuovi scenari operativi relativi a possibili azioni militari contro l’Iran.

Stretto di Hormuz e proposta iraniana: energia e cessate il fuoco

Nel fine settimana Teheran aveva avanzato una proposta che include la riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine delle ostilità, rimandando però a una fase successiva la ripresa dei negoziati sul programma nucleare. Lo Stretto di Hormuz resta uno dei punti più sensibili dello scenario globale perché da quell’area transita circa un quinto del petrolio mondiale, e qualsiasi instabilità si riflette immediatamente sui mercati energetici internazionali, già in forte oscillazione.

Basi Usa colpite in Medio Oriente: danni su 16 installazioni militari

Un’inchiesta della Cnn rivela che gli attacchi condotti dall’Iran e dai suoi alleati hanno colpito almeno 16 installazioni militari statunitensi in otto Paesi del Medio Oriente, danneggiando in alcuni casi in modo grave infrastrutture strategiche. Le immagini satellitari mostrano danni a sistemi radar avanzati, comunicazioni e velivoli militari, con alcune strutture considerate non più operative e altre invece destinate a essere ripristinate per il loro valore strategico. Secondo una fonte del Congresso Usa, si tratta della maggior parte delle basi americane presenti nella regione, con conseguenze rilevanti sulla capacità operativa degli Stati Uniti.

Costi della guerra e tensioni con gli alleati nel Golfo

Il costo del conflitto per gli Stati Uniti viene stimato tra i 25 miliardi di dollari ufficiali e fino a 50 miliardi secondo valutazioni interne citate dai media americani, includendo operazioni militari, danni alle infrastrutture e logistica bellica. Gli alleati Usa nel Golfo, che ospitano installazioni militari americane, avrebbero subito il peso maggiore degli attacchi iraniani e avrebbero espresso in forma riservata critiche a Washington per la gestione dell’escalation senza adeguata consultazione preventiva.

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