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Apple, trimestre sopra le attese grazie all’iPhone. Ma sull’IA gli investitori non sono convinti

La Big Tech ha pubblicato i conti: l’utile netto è andato meglio del previsto, sfiorando i 30 miliardi di dollari. A settembre il Ceo Tim Cook lascerà il posto a John Ternus. Titolo fiacco nell’afterhours

Apple, trimestre sopra le attese grazie all’iPhone. Ma sull’IA gli investitori non sono convinti

Apple chiude un trimestre sopra le attese e rilancia sulla crescita globale, ma il mercato resta prudente sul futuro, tra sfide nell’Intelligenza artificiale e una storica transizione al vertice, con il Ceo Tim Cook che a partire da settembre lascerà il posto a John Ternus. È questo il quadro che emerge dai risultati finanziari appena pubblicati dalla Big Tech fondata da Steve Jobs.

Nel secondo trimestre fiscale 2026, Apple ha registrato ricavi per 111,2 miliardi di dollari e un utile netto di 29,6 miliardi, pari a 2,01 dollari per azione, battendo le stime degli analisti che si fermavano a circa 109,5 miliardi di fatturato e 1,95 dollari per azione. Si tratta di una crescita significativa, con un aumento del giro d’affari di circa il 17% su base annua, segnale di una domanda ancora robusta nonostante un contesto macroeconomico incerto.

A trainare la trimestrale è ancora una volta l’iPhone

A trainare i conti è ancora una volta l’iPhone, che da solo ha generato quasi 57 miliardi di dollari di ricavi, in aumento di oltre il 20% rispetto all’anno precedente. Il successo della nuova linea, inclusa la versione più accessibile iPhone 17e, ha permesso alla società di conquistare quote di mercato e, per la prima volta, la leadership globale negli smartphone.

Accanto all’hardware, continua a crescere con forza anche il segmento servizi, che ha toccato un nuovo record vicino ai 31 miliardi di dollari, confermandosi come uno dei pilastri della redditività del gruppo. Buone performance anche per Mac e iPad, rispettivamente a circa 8,4 e 6,9 miliardi di ricavi, sostenute dai recenti lanci di nuovi modelli.

Boom di vendite in Cina ma c’è preoccupazione per i microchip

Ma nonostante i risultati brillanti, Apple segnala alcune criticità. Le tensioni nella catena di approvvigionamento, in particolare sui chip, hanno limitato la capacità di soddisfare pienamente la domanda per iPhone e Mac. Inoltre, l’aumento dei costi di memoria e componenti rappresenta un rischio per i margini nei prossimi trimestri.

Dal punto di vista geografico, la crescita è stata diffusa in tutte le aree, con una performance particolarmente forte in Cina, dove le vendite di iPhone sono salite in modo significativo. Questo dato assume rilevanza strategica in un mercato sempre più competitivo e centrale per il settore tecnologico globale.

Dividendo del 4% e maxi buyback da 100 miliardi di dollari

Sul fronte della remunerazione degli azionisti, la società ha annunciato un aumento del dividendo del 4% e un nuovo piano di riacquisto di azioni da 100 miliardi di dollari, tra i più consistenti della sua storia. Una mossa che conferma la solidità della generazione di cassa, ma anche la difficoltà di individuare aree di investimento ad alto rendimento nel breve periodo.

Il trimestre assume infine un valore simbolico per la governance: è uno degli ultimi sotto la guida di Tim Cook, che lascerà il ruolo di amministratore delegato a settembre, sostituito da John Ternus. Gli investitori guardano con attenzione a questa transizione, soprattutto in relazione alla strategia sull’Intelligenza artificiale, dove Apple appare ancora in ritardo rispetto ai principali concorrenti.

Incertezze sull’Intelligenza artificiale, investitori non del tutto convinti

La reazione del mercato è stata cauta: nonostante il superamento delle attese, il titolo ha mostrato movimenti contenuti nell’after-hours, segno che parte delle buone notizie era già scontata e che le incognite sul futuro pesano ancora sulle valutazioni. In sintesi, Apple conferma una straordinaria capacità di generare crescita e utili anche in un contesto complesso, ma il prossimo ciclo sarà determinato meno dall’hardware e più dalla capacità di innovare nei servizi e nell’Intelligenza artificiale, sotto una nuova leadership.

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