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Imprese italiane, non solo l’energia pesa sul fatturato: ecco le 7 principali criticità secondo Unioncamere

Secondo Unioncamere, il 70% è preoccupato e quasi una su due prevede un calo del fatturato tra il 5% e il 10%. Tra le principali sfide: produttività, competenze, finanza e globalizzazione

Imprese italiane, non solo l’energia pesa sul fatturato: ecco le 7 principali criticità secondo Unioncamere

Non è solo il costo dell’energia a pesare sulla competitività delle imprese italiane. Il quadro che emerge dai dati di Unioncamere, elaborati con il Centro Studi Tagliacarne e presentati dal presidente Andrea Prete all’Assemblea dell’ente, evidenzia un insieme di criticità che toccano produttività, competenze, finanza e internazionalizzazione. Secondo le rilevazioni, circa il 70% delle imprese esprime preoccupazione e quasi una su due prevede un calo del fatturato tra il 5% e il 10%.

Imprese: 7 sfide per il fatturato delle imprese

“Le nostre aziende affrontano grandi sfide: costi dell’energia, investimenti, credito, carenza di competenze professionali, burocrazia, sostenibilità ambientale e nuove rotte della globalizzazione”, ha dichiarato Prete. “Le Camere di commercio stanno dando il proprio supporto in tutti questi ambiti e potrebbero sviluppare anche ulteriori linee di attività in grado di aiutare le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni. Diverse norme, però, riducono l’agilità e l’efficacia dell’azione del sistema camerale. Chiediamo perciò interventi di modifica normativa che rendano possibile liberare risorse da destinare a servizi davvero utili alle imprese”.

Ecco le 7 principali sfide per il fatturato delle imprese italiane.

Energia: aumento dei costi e impatto sulla produttività

Il tema energetico resta centrale. Nell’ultimo anno il prezzo del petrolio è raddoppiato, superando i 100 dollari al barile. In Italia, le fonti rinnovabili coprono il 19,4% dei consumi energetici, al di sotto della media Ue (25,2%), secondo Eurostat.

L’aumento dei costi energetici ha effetti diretti sulla produttività del lavoro, stimata in calo dello 0,7%. Tra le leve indicate vi è il rafforzamento delle Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer), già sostenute dal sistema camerale.

Produttività e investimenti: il gap delle Pmi

Solo il 19% delle piccole imprese investe in ricerca e sviluppo, contro il 51% delle medio-grandi. Inoltre, solo una Pmi su quattro conosce i finanziamenti Ue per innovazione. Il risultato è un dato strutturale: la produttività del lavoro in Italia è in calo dell’1,2% nell’ultimo decennio, contro una crescita media Ue del 6,9%. Le Camere di commercio intervengono con i Punti Impresa Digitale e collaborazioni con il Consiglio Nazionale delle Ricerche per favorire il trasferimento tecnologico.

Finanza: il credito bancario resta dominante

Resta limitato il ricorso a strumenti finanziari alternativi: solo il 3% delle Pmi utilizza capitale non bancario (venture capital e private equity) e lo 0,4% strumenti come crowdfunding o business angels. Secondo Banca d’Italia, meno del 40% delle microimprese dispone di competenze finanziarie adeguate. Le Camere di commercio stanno lavorando alla creazione di una rete di Centri per la finanza alternativa, con funzione di raccordo tra imprese e operatori del settore.

Competenze e mismatch: il nodo del lavoro

Il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro stima circa 500mila assunzioni mensili programmate dalle imprese, di cui il 44,6% di difficile reperimento. Il mismatch può ridurre la produttività fino all’11%. Per questo Unioncamere rafforza il dialogo con scuole, imprese e la Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy. 

Semplificazione amministrativa e digitalizzazione

Il Registro delle imprese rappresenta già un’infrastruttura centrale per la semplificazione. L’evoluzione in corso riguarda lo sviluppo del cosiddetto IT Business Wallet, una piattaforma digitale per l’interazione tra imprese e pubblica amministrazione. L’obiettivo è ridurre tempi e oneri burocratici, aumentando al contempo la certezza giuridica dei processi.

Transizione green: cresce l’innovazione sostenibile

Tra il 2021 e il 2024 l’Italia ha registrato un incremento del 25% dei brevetti green, posizionandosi tra i primi tre Paesi europei per innovazione ambientale. La sostenibilità sta progressivamente diventando una componente strategica dei modelli di business, anche grazie agli investimenti legati al Pnrr. Resta tuttavia necessario un supporto specifico alle Pmi in termini di formazione e accesso alle risorse.

Internazionalizzazione: nuove geografie della globalizzazione

Le dinamiche globali stanno cambiando e con esse i mercati di riferimento delle imprese. Il sistema camerale supporta l’internazionalizzazione con una rete che collega le Camere italiane a 86 Camere di Commercio Italiane all’Estero in 63 Paesi. In parallelo, si rafforza la funzione di attrazione degli investimenti esteri attraverso accordi operativi con il ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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