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XChat, Elon Musk sfida WhatsApp e Telegram con la nuova app di X

Elon Musk lancia XChat, l’app di messaggistica di X per iPhone con crittografia, chiamate, gruppi e messaggi a scomparsa. Sfida aperta a WhatsApp e Telegram

XChat, Elon Musk sfida WhatsApp e Telegram con la nuova app di X

Elon Musk ci riprova con la messaggistica. Dopo aver trasformato Twitter in X e aver più volte evocato l’idea di una piattaforma capace di raccogliere social, pagamenti, intelligenza artificiale e comunicazioni private, l’imprenditore ha lanciato XChat, una nuova applicazione autonoma dedicata alle conversazioni tra utenti del social. L’app è arrivata su iPhone ed è disponibile anche in Italia, mentre al momento non ci sono indicazioni ufficiali sui tempi di rilascio per Android.

La mossa porta X direttamente nel terreno già presidiato da WhatsApp, Telegram, Signal, iMessage e Messenger. Un mercato complicato, dominato da abitudini consolidate e da reti di utenti molto ampie. Ma XChat prova a giocare una carta diversa: non parte dai numeri di telefono né dalle rubriche da sincronizzare, bensì dal grafo sociale di X. In altre parole, chi è già collegato sulla piattaforma può essere raggiunto anche in chat.

La nuova app dei messaggi di X

XChat nasce come applicazione separata, anche se la funzione di messaggistica era già presente dentro X. La novità, quindi, non è soltanto tecnica ma strategica. Musk sceglie di dare ai messaggi uno spazio autonomo, con un’app dedicata e un’identità più definita.

L’accesso avviene usando le stesse credenziali del social network. Una volta dentro, l’utente può conversare con altri profili presenti su X, inviare file, foto e video, partecipare a chat di gruppo ed effettuare chiamate audio e video. La piattaforma punta così a trasformare una funzione interna del social in un ambiente di comunicazione più strutturato.

Il lancio arriva dopo una fase di test partita nei mesi scorsi e segna un altro passaggio nella costruzione dell’ecosistema di Musk attorno a X. Prima il social network, poi Grok per l’intelligenza artificiale, ora XChat per la messaggistica. Più che un’unica super app, almeno per il momento, il progetto sembra procedere per applicazioni distinte.

Privacy, messaggi a scomparsa e chiamate

La nuova app punta molto sul tema della riservatezza. XChat promette crittografia end-to-end per le comunicazioni, comprese le chiamate audio e video. A questo si aggiungono funzioni ormai familiari agli utenti delle piattaforme concorrenti, come la possibilità di modificare o cancellare i messaggi già inviati.

Tra le opzioni previste ci sono anche i messaggi che si eliminano automaticamente dopo un certo periodo, il blocco degli screenshot e l’invio di contenuti multimediali destinati ad autodistruggersi. L’app viene inoltre presentata senza pubblicità e senza forme di tracciamento.

L’obiettivo è costruire una chat che possa apparire più protetta e più controllabile rispetto alle comunicazioni tradizionali sui social. Resta però da capire se queste caratteristiche basteranno a convincere gli utenti a spostare conversazioni che oggi avvengono già altrove, soprattutto su piattaforme con basi di utenti enormemente più radicate.

Addio Communities entro fine maggio

XChat non è solo una nuova app di messaggistica. È anche il tassello con cui X si prepara a sostituire le Communities, la funzione lanciata nel 2021 per creare spazi tematici basati su interessi e argomenti comuni.

La dismissione delle Communities è prevista entro la fine di maggio. Chi gestisce questi gruppi potrà trasformarli in chat di gruppo su XChat entro il 30 maggio. Al momento la piattaforma supporta conversazioni fino a 350 partecipanti, ma la società ha già indicato l’intenzione di alzare questo limite per facilitare la migrazione dei gruppi più ampi.

La scelta conferma un cambio di rotta. Le Communities non sono mai diventate un pilastro dell’esperienza su X e coinvolgono una quota molto ridotta degli utenti, pur generando una parte significativa delle segnalazioni legate allo spam. Portare quelle conversazioni dentro XChat significa spostarle in un contesto più simile a una chat organizzata che a una sezione pubblica o semi-pubblica del social.

La super app può attendere

Quando Musk acquistò Twitter e poi lo ribattezzò X, l’ambizione era molto più ampia: creare una “super App” capace di unire feed social, messaggi, pagamenti, servizi, offerte di lavoro e altre funzioni. Una sorta di modello occidentale ispirato alla logica di WeChat in Cina.

Oggi, però, il percorso sembra diverso. Invece di concentrare tutto in un’unica applicazione, X Corp si ritrova con tre app separate: X per il flusso pubblico del social, Grok per l’intelligenza artificiale e XChat per le conversazioni private. Una frammentazione che appare in contrasto con la promessa iniziale della super app, anche se non è escluso che in futuro queste componenti possano essere integrate di nuovo in una piattaforma unica.

Il punto è strategico. Separare le funzioni può rendere più chiara l’identità dei singoli prodotti, ma rischia anche di indebolire l’idea di un unico ambiente digitale capace di trattenere l’utente in ogni momento della giornata. Per ora, la “everything app” resta più una direzione annunciata che un risultato compiuto.

All’orizzonte c’è X Money

Il prossimo tassello potrebbe essere X Money. Il servizio sarebbe già in fase di test interno tra i dipendenti di X e avrebbe l’obiettivo di portare i pagamenti nell’ecosistema della piattaforma. Un progetto che richiamerebbe da vicino la storia personale di Musk, tra i fondatori di PayPal.

L’eventuale arrivo di X Money darebbe maggiore coerenza alla visione originaria di X come ambiente digitale capace di unire comunicazione, contenuti e transazioni. Ma anche in questo caso resta da capire se il servizio nascerà come funzione integrata o come ulteriore app separata.

Per ora la notizia è XChat. Musk entra nel campo delle chat con un prodotto che prova a sfruttare la forza del social network da cui nasce, ma si muove in un territorio dove i concorrenti sono giganti e dove la vera sfida non è solo offrire nuove funzioni. È convincere le persone a cambiare abitudini.

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