I broker sono una categoria “fondamentale per lo sviluppo del sistema assicurativo italiano”, un settore nel nostro Paese ha “un potenziale enorme”, a condizione che si faccia “un lavoro di informazione e divulgazione” sui prodotti e sui servizi a disposizione, ma anche “un lavoro di consulenza che trasformi la vendita di una polizza in una soluzione ad elevato valore aggiunto per chi la acquista. E in questo voi, i broker, avete un ruolo fondamentale”. Lo ha detto Giovanni Liverani, presidente di Ania, intervenendo al convegno Aiba – Associazione Italiana Brokers di Assicurazione e Riassicurazioni tenutosi a Roma giovedì 23 aprile.
Liverani: “Settore assicurativo italiano ha un enorme potenziale”
Nel corso del suo intervento Liverani ha messo in luce le potenzialità del settore assicurativo italiano. “In confronto agli altri Paesi con cui ci raffrontiamo e spesso tra cui primeggiamo in molte dimensioni, in tema di protezione assicurativa siamo il fanalino di coda: l’incidenza sul Pil della spesa assicurativa rispetto alla media europea è meno della metà”, ha sottolineato il presidente di Ania, che ha posto in evidenza anche “forze strutturali” che “creano un gigantesco e urgente bisogno di protezione dai rischi: le catastrofi naturali, i rischi di longevità, i bisogni sanitari della popolazione anziana.
A questi due fattori occorre aggiungerne un terzo: “non è vero che gli Italiani non sono consapevoli del bisogno di protezione dai rischi – ha spiegato Liverani –. Il fatto che siamo tra i più assidui risparmiatori nel mondo lo conferma. Ma è vero che usiamo strumenti inefficienti per soddisfare questi bisogni: una polizza per proteggersi dai rischi patrimoniali, ad esempio, è 1.000 volte più potente di un normale piano di risparmio”.
Liverani: “Serve una stretta collaborazione tra assicurazioni e istituzioni”
Da qui la domanda: come sviluppare questo potenziale, allineando l’Italia ai livelli di protezione di quei Paesi che nei mercati globali sono, allo stesso tempo, partner ma anche concorrenti?
Le risposte sono diverse. Partendo dal fatto che prodotti e servizi completi, robusti e sostenibili, in grado di soddisfare i bisogni di famiglie e imprese ci sono, ma sono poco conosciuti, “serve un lavoro di informazione e divulgazione. Un lavoro di consulenza che trasformi la vendita di una polizza in una soluzione ad elevato valore aggiunto per chi la acquista. E in questo voi, i broker, avete un ruolo fondamentale”, ha detto Liverani.
Il presidente di Ania ha poi sottolineato il bisogno di implementare “una stretta collaborazione tra il settore assicurativo e le Istituzioni che trasformi il nostro settore da uno dei tanti modi di fare impresa in una leva potentissima per risolvere problemi socioeconomici giganteschi”.
Liverani ha poi elencato alcuni dati allarmanti: la protezione delle imprese e delle famiglie italiane dai rischi catastrofali, in una nazione dove tutti sanno che il 40% del territorio è a rischio sismico e il 91% dei comuni è in dissesto idrogeologico, ma solo il 7% delle abitazioni è assicurato; la protezione della fragilità finanziaria dei pensionati in una nazione dove tutti sanno che chi va in pensione guadagna ormai dal 30 al 40 percento in meno rispetto al giorno prima, ma solo il 38% dei lavoratori è iscritto ad un fondo pensione integrativo. E ancora: la protezione degli anziani dal rischio della non-autosufficienza, diffuso ormai in tutte le famiglie, in una nazione dove la vita si allunga ma non sempre purtroppo migliora; la protezione della sostenibilità finanziaria del Servizio Sanitario Nazionale attraverso la creazione di un secondo e un terzo pilastro assicurativo che renda più efficiente e sinergica al SSN quella spesa out-of-pocket che oggi i cittadini sostengono in aggiunta ai costi del sistema.
“Questi sono i temi che stanno a cuore a tutte le famiglie e le imprese italiane. Questi sono i problemi le cui soluzioni troveranno certamente un posto nei programmi di governo delle forze politiche di qualsiasi parte. E questa è la nostra missione: spiegare al Paese che gli strumenti ci sono e che sono molto efficaci, per colmare gli svantaggi competitivi e i rischi sociali che la sottoassicurazione produce”, ha concluso il presidente di Ania.
