Meta Platforms e Microsoft hanno deciso di compensare la massiccia spesa per l’intelligenza artificiale pianificando tagli del personale tagli o organizzando incentivi all’esodo che potrebbero interessare fino a 23.000 posti di lavoro. Stesso percorso era stato adottato precedentemente da Oracle.
Per Meta 8.000 licenziamenti con “generosa” buona uscita dal 20 maggio
Meta ieri ha scritto una nota interna rivolta ai dipendenti annunciando che il mese prossimo taglierà il 10% del personale, ovvero circa 8.000 posti di lavoro, per compensare la massiccia spesa per l’intelligenza artificiale voluta dall’amministratore delegato Mark Zuckerberg. Il gruppo di social media da 1.700 miliardi di dollari ha detto che i licenziamenti devono essere fatti al fine di “gestire l’azienda in modo più efficiente e… compensare gli altri investimenti che stiamo effettuando”. Ha inoltre detto che non avrebbe più coperto le 6.000 posizioni per le quali aveva pianificato assunzioni, secondo quanto riferito da due fonti, riporta Reuters.
Zuckerberg ha avviatospese ultra miliardarie per le infrastrutture per l’intelligenza artificiale, tra cui una flotta di costosi data center, e per accaparrarsi talenti di alto livello per cercare di recuperare terreno rispetto a rivali come Google e OpenAI nella corsa alla creazione di modelli all’avanguardia. Lo scorso gennaio Meta aveva dichiarato che le spese in conto capitale sarebbero quasi raddoppiate, raggiungendo i 135 miliardi di dollari quest’anno. Le preoccupazioni degli investitori riguardo a tali spese hanno pesato sul prezzo delle azioni della società. Zuckerberg ha incentrato la strategia di Meta in materia di intelligenza artificiale sullo sviluppo di quella che definisce “superintelligenza personale”. Questo mese, l’azienda ha lanciato un nuovo modello di intelligenza artificiale, Muse Spark, che, a detta dell’azienda, è stato “progettato appositamente” per essere utilizzato in tutti i suoi prodotti, incluso il chatbot Meta AI, sebbene l’azienda ha riconosciuto che il nuovo modello è in ritardo rispetto agli strumenti più avanzati della concorrenza e ha assicurato che apporterà ulteriori miglioramenti quest’anno. Meta ha inoltre annunciato un nuovo progetto di data center per l’intelligenza artificiale, denominato “Meta Compute”, con l’obiettivo di costruire “decine di gigawatt in questo decennio e centinaia di gigawatt o più”. La costruzione di un singolo gigawatt di capacità di un data center costa decine di miliardi di dollari.
Janelle Gale, responsabile delle risorse umane di Meta, ha dichiarato che i licenziamenti avranno luogo il 20 maggio e che i dipendenti interessati riceveranno “un generoso pacchetto di buonuscita”, inclusa la copertura sanitaria per 18 mesi per i dipendenti statunitensi. I dipendenti, già turbati per la notizia di ieri, avevano dovuto digerire anche quella dei giorni scorsi che riguarda l‘installazione di un software di tracciamento da parte dell’azienda in grado di registrare i movimenti del mouse, i clic, i tasti premuti e il contenuto dello schermo del dipendente, al fine di addestrare modelli di intelligenza artificiale. I dati aiuteranno Meta a costruire agenti AI in grado di svolgere autonomamente compiti lavorativi, rendendo meno necessarie le percone.
Microsoft: incentivi al prepensionamento. Gli idonei sarebbero 8.750
Anche Microsoft si sta muovendo sullo stesso tracciato, anche se con modalità diverse. Il grande rivale di Meta, in una nota ai dipendenti statunitensi, ha detto che offrirà al 7% di loro la possibilità di aderire a programmi di prepensionamento volontario, ha riportato Bloomberg aggiungendo che è la prima volta che Microsoft fa un annuncio di questo genere.
A giugno 2025, l’azienda contava 125.000 dipendenti negli Stati Uniti. Ciò significherebbe che circa 8.750 lavoratori sarebbero idonei a partecipare al programma. Tra i dipendenti idonei figurano coloro la cui somma degli anni di servizio e dell’età sia pari o superiore a 70, ad esclusione di alcuni ruoli dirigenziali o di coloro che percepiscono incentivi sulle vendite, secondo quanto riportato nella nota firmata dalla responsabile delle risorse umane Amy Coleman. “La nostra speranza è che questo programma offra a coloro che ne hanno i requisiti la possibilità di compiere il passo successivo con il generoso supporto dell’azienda”, ha scritto Coleman. Microsoft ha attuato licenziamenti di massa, che si sono susseguiti a ondate successive dall’inizio del 2023.
Anche Microsoft è impegnata in una corsa contro il tempo per costruire data center in tutto il mondo. Giovedì scorso Microsoft ha annunciato che investirà 18 miliardi di dollari in infrastrutture e cloud per l’intelligenza artificiale in Australia, il suo più grande investimento di sempre nel Paese, dopo aver già stanziato 10 miliardi di dollari in quattro anni per l’IA in Giappone.
