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Lufthansa, 20.000 voli cancellati. E United Airlines taglia le stime: così il caro carburante mette sotto pressione le compagnie aeree

Il settore delle compagnie aeree è il primo a essere colpito duramente dalla crisi in Medio Oriente. L’Ue: “No ai risarcimenti se i voli sono cancellati solo per carenza carburante”

Lufthansa, 20.000 voli cancellati. E United Airlines taglia le stime: così il caro carburante mette sotto pressione le compagnie aeree

Il settore che per primo sta pagando per lo shock energetico derivante dalla guerra Usa-Ira, è quello dell’aerotrasporto con le compagnie aeree alle prese con un caro carburante scarso e carissimo.
A causa di ciò Lufthansa, che comprende Ita Airways, ha annunciato che prevede di ridurre di 20.000 unità i voli a corto raggio in programma fino a ottobre, per risparmiare sul carburante per aerei, il cui prezzo è raddoppiato dall’inizio della guerra con l’Iran. La musica non è diversa dall‘altra parte dell’Atlantico con United Airlines che si è unita a Delta Air Lines e Alaska Air Group nel rivadere al ribasso le sue stime. Intanto l’Ue fa sapere che è “la carenza di carburante” la sola “circostanze straordinaria” che può esonerare le compagnie dall’obbligo di compensazione per una tratta annullata.

I tagli indicati da Lufthansa ammonteranno all’1% dei posti-chilometro disponibili e consentiranno un risparmio di circa 40.000 tonnellate di carburante per aerei, ha detto il più grande gruppo aereo europeo in un comunicato stampa di ieri sera. In particolare verranno tagliate le rotte meno redditizie presso i propri hub di Francoforte e Monaco di Baviera a fronte di un potenziamento dei servizi a Zurigo, Vienna e Bruxelles. Lufthansa è la società che ha finora adottato le misure più drastiche tra le compagnie aeree internazionali dall’inizio del conflitto, dovendo anche affrontare gliscioperi dei piloti e del personale di cabina. Il vettore sta anche cercando di aumentare la redditività con un piano che prevede il taglio di 4.000 posti di lavoro amministrativi entro il 2030 e il trasferimento di un maggior numero di voli a corto raggio verso compagnie aeree a basso costo come Discover, dove i costi del personale sono inferiori fino al 40% rispetto alla compagnia di bandiera.

La decisione arriva dopo che la compagnia aerea, la scorsa settimana, ha annunciato la chiusura della sua divisione regionale Cityline e il fermo a terra di 27 aerei più vecchi e ad alto consumo di carburante inoltre Lufthansa aveva già in programma la cancellazione di 120 voli giornalieri fino alla fine di maggio. “Ulteriori modifiche all’operativo per la stagione estiva saranno rese note tra la fine di aprile e l’inizio di maggio”, ha detto la società in una nota precisando che l’approvvigionamento di carburante rimane garantito per le prossime settimane, grazie alle misure di acquisto e alle strategie di copertura dei prezzi (hedging). Il titolo Lufthansa perde oltre il 2% alla Borsa di Francoforte stamane.

United Airlines taglia drasticamente le stime

Ma la situazione non è migliore dall’altra parte dell’Atlantico dove United Airlines Holdings ieri ha dovuto rivedere drasticamente al ribasso le previsioni di profitto per l’intero anno, proprio a causa dell’aumento dei prezzi del carburante. La compagnia aerea con sede a Chicago prevede ora utili per azione rettificati per l’intero anno compresi tra 7 e 11 dollari, mentre prima si attestavano tra i 12 e i 14 dollari.

Le prospettive più prudenti allineano United a quelle delle compagnie aeree concorrenti che si trovano ad affrontare le stesse pressioni. Delta Air Lines ha deciso di non aggiornare le proprie previsioni per l’intero anno, citando l’incertezza legata ai costi del carburante e alle tensioni geopolitiche, mentre Alaska Air Group ha ritirato del tutto le previsioni per il 2026 .

Le previsioni di United sono arrivate contestualmente alla pubblicazione di risultati trimestrali che comunque sono risultati migliori del previsto. La compagnia ha detto che la domanda rimane forte, in particolare tra i clienti disposti a pagare di più, facendo eco alle dichiarazioni di Delta e Alaska. United ha annunciato che gli utili rettificati del primo trimestre si sono attestati a 1,19 dollari per azione, superando le previsioni medie degli analisti di 1,09 dollari. Il fatturato è cresciuto del 10,6% raggiungendo i 14,6 miliardi di dollari, superando anch’esso le aspettative di circa 14,5 miliardi di dollari.

Ieri le azioni di United Airlines hanno perso l’1,8% chiudendo a 97,13 dollari. Il titolo United ha perso circa il 13% quest’anno. La compagnia aerea statunitense Delta ha ceduto l’1,4%, mentre la rivale American Airlines Group ha perso il 3,8%, in seguito alla valutazione da parte degli investitori degli aggiornamenti sui colloqui per il cessate il fuoco in Iran. United ha dichiarato che i ricavi derivanti dai suoi prodotti premium sono aumentati del 14% nel trimestre, mentre i ricavi dei viaggi d’affari sono cresciuti del 14% e i ricavi derivanti dai programmi fedeltà sono aumentati del 13%.

United ha però dichiarato di voler ridurre la crescita pianificata di circa il 5% e prevede che la capacità, ovvero i posti-chilometro disponibili, nella seconda metà del 2026 rimarrà stabile o aumenterà di circa il 2% rispetto all’anno precedente. La compagnia aerea ha dichiarato di prevedere di recuperare dal 40% al 50% dei maggiori costi del carburante attraverso un aumento dei prezzi nel secondo trimestre, percentuale che potrebbe arrivare all’85%-100% entro il quarto trimestre.

A livello globale, la capacità del settore per il mese di maggio è stata ridotta di circa 3 punti percentuali, con quasi tutte le 20 maggiori compagnie aeree che hanno drasticamente ridotto i voli, secondo i dati raccolti dalla società di analisi Cirium. Quest’ultima sta rivedendo la sua previsione iniziale di crescita del 4-6% per l’anno in corso e afferma che, in determinate condizioni, è possibile un calo fino al 3%.

L’Ue: ‘No ai risarcimenti solo se i voli sono cancellati per carenza carburante’

Intanto in Europa, a Bruxelles si ragiona sui rimborsi: L’Unione Europea ha detto che è “la carenza di carburante” la sola “circostanze straordinaria” che può esonerare le compagnie dall’obbligo di compensazione per una tratta annullata. Ancora non siamo a quel punto, dice l’Ue, anche se resta alta l’attenzione sulle conseguenze potenzialmente “catastrofiche” di un blocco prolungato dello stretto di Hormuz”.

Con un pacchetto dilinee guida in arrivo a maggio, Bruxelles chiarirà a compagnie aeree e capitali i diritti dei passeggeri e gli obblighi di servizio pubblico in caso di eventuali carenze di carburante dovute alla crisi in Iran. Ma, il tema è stato centrale già nella videocall dei ministri dei Trasporti dei 27. Il commissario Apostolos Tzitzikostas, ha lanciato un avvertimento alle compagnie che con l’aumento dei prezzi del jet fuel, hanno iniziato a cancellare i voli economicamente meno vantaggiosi. In questo caso, oltre al rimborso prevedibile anche in caso di carenza di carburante, i passeggeri hanno diritto anche a una “compensazione”. “Voglio chiarire un messaggio, non c’è luogo più sicuro e stabile dell’Europa da visitare quest’estate”, ha rimarcato Tzitzikostas.

Al momento l’Ue importa circa il 40% del proprio fabbisogno di carburante per aerei, di cui la metà transita attraverso lo stretto di Hormuz. Dispone però di una capacità di raffinazione pari al 70% del consumo interno. “Non siamo in pericolo, ma la carenza di jet fuel è possibile”, ha avvertito la presidenza di turno cipriota. I timori di una crisi prolungata sono arrivati anche da Berlino, che ha annunciato la convocazione del Consiglio di sicurezza nazionale sul caro energia proprio per discutere dell’approvvigionamento di gasolio, benzina e jet fuel.e tenersi domani.

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