Il 20 aprile 1964 non è una data qualunque nell’immaginario alimentare italiano perché proprio quel giorno, dalla fabbrica Ferrero di Alba, uscì il primo vasetto di Nutella. La crema alle nocciole e cacao resta una delle icone più riconoscibili dell’industria italiana, capace di attraversare generazioni, mercati e abitudini di consumo senza perdere la propria forza evocativa. La sua nascita segnò non solo il debutto di un prodotto destinato a conquistare il mondo, ma anche l’inizio di una storia industriale che ancora oggi viene letta come un caso esemplare di successo globale.
Dalle Langhe a un marchio universale
Le radici di Nutella affondano però molto prima del 1964. Nel dopoguerra, con il cacao ancora scarso e costoso, Pietro Ferrero intuì che le nocciole piemontesi potevano diventare la base di una nuova specialità dolciaria. Da quella intuizione nacquero prima il Giandujot e poi la SuperCrema, fino al perfezionamento della ricetta operato da Michele Ferrero, che portò alla nascita del marchio Nutella. Anche il nome contribuì al successo. L’unione tra “nut”, nocciola in inglese, e il suffisso italiano “-ella” diede vita a una parola semplice, sonora, immediatamente memorabile.
Il vasetto che ha cambiato tutto
A fare il resto fu anche l’identità visiva. Il vasetto di vetro divenne presto parte integrante del mito. Era, infatti, pratico, riconoscibile, pensato non solo come contenitore ma come oggetto destinato a entrare nelle case e spesso a restarci, riutilizzato come bicchiere. Quella scelta contribuì a rafforzare il legame quotidiano tra il prodotto e le famiglie italiane. Il successo commerciale, del resto, fu rapidissimo: già nel 1965 Nutella sbarcò in Germania con il suo design iconico, mentre nel 1966 arrivò in Francia, dove trovò subito un mercato ricettivo. Fu l’inizio di una corsa internazionale che non si sarebbe più fermata.
Da crema spalmabile a fenomeno globale
Oggi Nutella è venduta in oltre 170 Paesi e Ferrero la descrive come un’icona mondiale, capace di unire consumo domestico, cultura pop e tradizione gastronomica. Già negli studi sulla filiera agroalimentare globale era stata indicata come esempio emblematico di catena del valore internazionale, con una produzione annua quantificata in circa 350 mila tonnellate.
Nel tempo la crema nata ad Alba è diventata molto più di un accompagnamento per pane, biscotti o crêpes: è entrata nei dessert, nelle colazioni, nei prodotti derivati e nell’immaginario collettivo. Il 5 febbraio, inoltre, si celebra ogni anno il World Nutella Day, nato nel 2007 per iniziativa della blogger americana Sara Rosso e ormai riconosciuto ufficialmente dal marchio come ricorrenza globale.
Ed nel 2026 ha trovato perfino un’insolita consacrazione spaziale. Durante la missione Nasa Artemis II, mentre la capsula Orion era in viaggio attorno alla Luna, un barattolo di Nutella è comparso in diretta mentre fluttuava in assenza di gravità all’interno del modulo abitato, trasformandosi per qualche istante in una piccola star del volo. La scena è diventata virale anche perché è arrivata a ridosso del nuovo record di distanza dalla Terra stabilito dall’equipaggio, che ha superato il primato storico di Apollo 13 e ha raggiunto un massimo di 406.771 chilometri. Un dettaglio curioso, certo, ma anche il segno di quanto il marchio sia ormai entrato nell’immaginario pop globale. Dalla tavola di casa fino, letteralmente, all’orbita lunare.
Nutella: un’icona che si rinnova
La forza di Nutella sta proprio qui: nella capacità di restare fedele alla propria immagine originaria e, allo stesso tempo, di continuare a rinnovarsi. Negli anni è diventata oggetto di celebrazioni pubbliche e istituzionali, fino alla moneta d’argento da 5 euro emessa nel 2021 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e coniata dalla Zecca dello Stato, un riconoscimento riservato alle eccellenze italiane divenute patrimonio culturale popolare.
Nel 2026 il marchio ha aggiunto un nuovo tassello al proprio percorso, annunciando negli Stati Uniti il primo nuovo gusto in oltre sessant’anni di storia, segno che anche i brand più consolidati cercano nuove strade senza rinnegare il proprio dna. Nutella resta così uno dei rari prodotti capaci di tenere insieme memoria industriale, riconoscibilità globale e potenza emotiva, un vero simbolo del made in Italy che non stanca mai, palato compreso.
