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Lamborghini, conti record ma margini sotto pressione per i dazi Usa: stop all’elettrico, si punta sull’ibrido

Lamborghini chiude il 2025 con ricavi record e consegne ai massimi, ma margini in calo per dazi Usa e cambi. Rinviato l’elettrico, si punta sull’ibrido ma per il 2026 c’è l’incognita Medio Oriente

Lamborghini, conti record ma margini sotto pressione per i dazi Usa: stop all’elettrico, si punta sull’ibrido

Lamborghini archivia il 2025 con numeri da record, confermando una traiettoria di crescita che resiste anche in un contesto globale instabile. Il fatturato raggiunge i 3,20 miliardi di euro, in aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente, mentre le consegne toccano quota 10.747 vetture, il livello più alto mai registrato dalla casa di Sant’Agata Bolognese.

È il secondo anno consecutivo sopra la soglia dei tre miliardi, segnale di una domanda ancora solida nel segmento del lusso estremo. Ma dietro la spinta dei ricavi emergono i primi segnali di pressione sui margini. Il risultato operativo si ferma a 768 milioni, con una redditività del 24%, in calo rispetto al 27% dell’anno precedente.

Una flessione contenuta, ma indicativa di un contesto che si fa più complesso. A incidere non sono dinamiche interne, bensì fattori esterni legati allo scenario macroeconomico, tra volatilità dei cambi e nuove tensioni commerciali.

“Il risultato operativo è stato influenzato da fattori esogeni, in particolare dalla fluttuazione negativa dei tassi di cambio e dall’introduzione dei dazi statunitensi”, ha commentato il chairman e ceo Stephan Winkelmann.

Lamborghini: dazi Usa e cambi mettono sotto pressione i margini

Il 2025 è segnato dal ritorno del protezionismo negli Stati Uniti, primo mercato per Lamborghini con circa il 30% delle vendite. L’aumento dei dazi dal 2,5% al 15% ha inciso direttamente sulla redditività, solo in parte compensato da un rialzo dei listini intorno al 10%. Il risultato è una compressione dei margini proprio nell’area più strategica per il marchio.

A peggiorare il quadro si è aggiunta la dinamica valutaria sfavorevole, con dollaro e yen in calo rispetto all’euro, che ha ulteriormente eroso la profittabilità. Un mix di fattori esterni che conferma come anche un brand del lusso non sia più al riparo dalle turbolenze globali. Nonostante queste pressioni, Lamborghini è riuscita a contenere l’impatto grazie a leve interne. “L’impatto è stato in gran parte assorbito grazie ad un miglioramento del mix prodotto e ad un attento controllo dei costi”, sottolinea Winkelmann.

Determinante il contributo delle versioni ad alto valore e, soprattutto, delle personalizzazioni: nel 2025 il 94% delle vetture consegnate è stato tailor made almeno in un elemento. Un fattore che spinge verso l’alto il prezzo medio e rafforza i margini, trasformando ogni auto in un prodotto unico.

E poi c’è la gamma completamente ibridizzata – con Revuelto, Urus e Temerario – ha contribuire a migliorare ulteriormente il mix prodotto, sostenendo i ricavi senza snaturare le prestazioni. “La nostra strategia è chiara: disciplina, visione di lungo periodo e centralità del prodotto”, afferma Winkelmann.

Lamborghini rivede la strategia: stop all’elettrico (per ora)

Se i conti confermano la crescita, sul piano industriale Lamborghini cambia passo. Il progetto della prima supercar completamente elettrica viene rinviato oltre il 2030, mentre la strategia si concentra sull’ibrido come soluzione più coerente con il mercato attuale.

La scelta nasce da un segnale chiaro arrivato dalla clientela. “L’interesse dei clienti per questo tipo di vettura è sceso di molto rispetto a quattro anni fa”, spiega Winkelmann. Non si tratta solo di un tema tecnologico, ma identitario. “Abbiamo constatato che i nostri clienti hanno forti remore nei confronti dell’elettrico. Troppe perplessità, che non sono cambiate nel tempo, sul sound del motore e sulla tenuta di strada. Tutti elementi costitutivi del nostro brand”. Un giudizio che ha portato a ricalibrare il piano Direzione Cor Tauri e a puntare su un quarto modello ibrido plug-in.

Nel mondo Lamborghini, l’esperienza sensoriale resta centrale: il suono del motore, la risposta dinamica, il coinvolgimento alla guida. Elementi difficili da replicare con un powertrain elettrico e che spingono il gruppo a evitare accelerazioni forzate nella transizione. “L’innovazione deve andare a beneficio del cliente”, sottolinea il ceo. L’elettrico, dunque, non viene abbandonato, ma rinviato a una fase in cui domanda e tecnologia saranno più allineate.

L’ibrido come nuova normalità del lusso sportivo

Se l’elettrico vacilla, è sull’ibrido che Lamborghini ha deciso di puntare. Il 2025 segna una tappa chiave nel percorso industriale del gruppo di Sant’Agata Bolognese, controllato da Audi (gruppo Volkswagen), con il completamento della gamma elettrificata grazie a Revuelto, Urus e Temerario. Una trasformazione profonda, che il gruppo rivendica come coerente con il proprio Dna, senza compromessi su prestazioni e carattere. Il percorso prosegue con il lancio di un quarto modello ibrido plug-in, ulteriore tassello del piano Direzione Cor Tauri.

In questo nuovo assetto, l’ibrido diventa così la vera architrave della strategia: una soluzione capace di coniugare esigenze normative e identità sportiva. La scelta è, infatti, sia tecnica sia commerciale. Da un lato consente di rispettare le normative ambientali, dall’altro mantiene intatte le caratteristiche distintive del marchio. L’ibrido diventa così una soluzione di compromesso, capace di unire prestazioni e sostenibilità senza sacrificare l’identità.

Medio Oriente, l’incognita che pesa sul 2026

Se il 2025 si è chiuso tra record e prime tensioni, il 2026 si apre sotto il segno dell’incertezza. Alla pressione dei dazi e alla volatilità dei cambi si aggiunge la nuova variabile: la crisi in Medio Oriente, un’area che vale circa il 5% del fatturato e oltre 500 consegne.

“Oggi non possiamo calcolarne gli effetti. Ma se la crisi continua, è prevedibile che avremo contraccolpi sui mercati dell’area”, avverte Winkelmann. Un rischio che non riguarda solo la domanda locale, ma anche gli equilibri globali. Le possibili ripercussioni passano infatti attraverso il mercato dell’energia con l’andamento dei prezzi di petrolio e gas che potrebbe influenzare l’intero ciclo economico, con effetti a catena anche sul segmento del lusso.

In questo scenario, Lamborghini mantiene un approccio prudente. Il contesto resta troppo fluido per formulare previsioni e per il ceo è “prematuro” sbilanciarsi, anche in presenza di una domanda che oggi appare ancora solida e di un portafoglio ordini consistente.

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