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Leonardo, il nuovo piano accende il titolo in Borsa: ordini per 142 miliardi entro il 2030 e dividendo in crescita

Dopo un 2025 in forte crescita, Leonardo porta il dividendo a 0,63 euro (+21%) e rilancia la strategia al 2030, puntando a incrementare ordini, margini e ritorno per gli azionisti. Il progetto Michelangelo Dome apre nuove opportunità di business per 21 miliardi di euro

Leonardo, il nuovo piano accende il titolo in Borsa: ordini per 142 miliardi entro il 2030 e dividendo in crescita

Leonardo accelera la sua trasformazione puntando su cybersecurity, supercalcolo e intelligenza artificiale, identificati come i pilastri della crescita futura. Il nuovo piano industriale aggiornato al 2030 prevede ordini cumulati per 142 miliardi di euro, con una crescita media annua del 6,1%, e ricavi cumulati per 126 miliardi, in aumento del 9% all’anno.

Il percorso delineato dall’amministratore delegato Roberto Cingolani consolida la strategia “one company”, trasformando Leonardo in un gruppo multinazionale integrato, pronto a rispondere alle nuove minacce convenzionali e ibride. Al centro del piano c’è la piattaforma multidominio Michelangelo Dome, capace di integrare competenze e asset su aria, terra, mare, spazio e cyberspazio, con opportunità di business stimate in 21 miliardi di euro entro il 2035, di cui 6 miliardi tra il 2026 e il 2030 e ulteriori 15 miliardi tra il 2031 e il 2035.

I conti 2025 del colosso della difesa, confermati rispetto ai numeri preliminari, e l’aggiornamento del piano industriale 2026-2030 hanno messo le ali al titolo, che vola oltre l’8,5% a 65,6 euro sul Ftse Mib di Piazza Affari.

Leonardo: obiettivi finanziari al 2030 e ritorno agli azionisti

Grazie a Michelangelo Dome e alle soluzioni multidominio dual-use, Leonardo punta a ordini annui di 32 miliardi di euro entro il 2030 (contro i 25 miliardi nel 2026), ricavi a 30 miliardi (21 miliardi nel 2026), ebita a 3,59 miliardi (2,03 miliardi nel 2026) e free cash flow operativo di 2,06 miliardi (1,11 miliardi nel 2026). La crescita sarà sostenuta dall’espansione produttiva e dalla digitalizzazione dei processi, consolidando un rapporto Book-to-Bill superiore a 1.

Il piano include anche l’aumento del dividendo, con cedola 2026 a 0,63 euro (+21% rispetto al 2024), e prevede ulteriori incrementi per gli azionisti, insieme alla riduzione dell’indebitamento e al mantenimento dell’Investment Grade: il target di leverage 2028 non supererà 0,8x.

Michelangelo Dome, cuore della strategia tecnologica

La piattaforma Michelangelo Dome rappresenta la concreta applicazione della visione industriale di Leonardo, integrando tutte le tecnologie e competenze multidominio. Grazie al modulo MC5, la piattaforma consente piena interoperabilità e cooperazione internazionale, inclusa con la Nato, e permette di intercettare minacce balistiche, ipersoniche, saturanti e droni in sciame. Michelangelo Dome integra l’elettronica, gli spillover tecnologici del Global Combat Air Programme (Gcap), e gli asset spaziali e cyber, consolidando la capacità di Leonardo di sviluppare soluzioni innovative per le sfide future della sicurezza globale.

“Abbiamo realizzato oltre ogni previsione gli obiettivi del primo piano industriale – sottolinea Cingolani -. Oggi disponiamo di tutte le piattaforme necessarie, dal terrestre allo spaziale, e abbiamo investito in digitale, AI e cybersecurity. Questo ci conferisce un vantaggio competitivo che pochi possono vantare, permettendoci di sviluppare soluzioni per affrontare le minacce del futuro”.

Crescita dei budget globali per la sicurezza

Il contesto geopolitico, segnato anche dal conflitto in Medio Oriente, accelera la spinta agli investimenti per la difesa. I budget globali per la sicurezza passeranno da 0,4 trilioni di dollari nel 2020 a oltre 1 trilione nel 2030, mentre il cybercrime potrebbe crescere da 1 trilione l’anno a 1 trilione al mese nello stesso periodo. Leonardo punta a rafforzare il proprio posizionamento nella global security, coprendo l’intera catena del valore per contrastare minacce ibride e cyber, proteggendo infrastrutture critiche, trasporti, energia, servizi finanziari, manifattura e agricoltura.

Leadership per area di business e innovazione

Leonardo consolida il proprio core business e apre nuove frontiere nella sicurezza globale. Nell’Elettronica, il gruppo guida in Europa e collabora a livello internazionale, sfruttando gli spillover tecnologici del Gcap e una forte presenza negli Stati Uniti. La Divisione Elettronica per la Difesa, inclusa Leonardo Drs e le partecipazioni in Mbda e Hensoldt, prevede crescita di ordini, ricavi ed ebita rispettivamente del 4,8%, 8,5% e 12,1%.

La Divisione Elicotteri mantiene leadership globale nel civile e ruolo chiave nel militare, con tecnologie manned e unmanned (+4%, +3,7% e +6,4%). La Business Unit Velivoli & Servizi consolida programmi Gcap e Uav, oltre a training avanzati, con crescita stimata di ordini +2,1%, ricavi +9% e ebita +7,6%.

Le Aerostrutture mirano a essere supplier di riferimento per gli Oem principali, rafforzando eccellenza e diversificazione, con ordini +12,9% e ricavi +17,8% e breakeven ebita confermato al 2028. La Divisione Cybersecurity si rafforza come key player europeo, con ordini +13,7%, ricavi +14,5% e ebita +21,5%. La Divisione Spazio, attraverso la joint venture Bromo con Airbus e Thales, punta a diventare il più grande player europeo, con ordini +20,7%, ricavi +20,2% e ebita +26,4%.

Focus sulle persone e sulle competenze

Il piano industriale non riguarda solo i numeri, ma anche la crescita del capitale umano. Leonardo prevede di aumentare l’organico da 62.700 a 75.500 dipendenti entro il 2030, con una forte attenzione ai giovani under 30, ai profili Stm e all’equilibrio di genere, prevedendo che il 30% dei nuovi ingressi sia rappresentato da donne. L’azienda punta così a costruire una forza lavoro preparata per le sfide tecnologiche e industriali del prossimo decennio.

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